Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 07, Paragrafi 185 - 190

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 07, Paragrafi 185 - 190

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 07, Paragrafi 185 - 190

[185]comoediarum histrio is, cum populo admodum placuisset natali die suo conviviumque haberet, edita cena calidam potionem in pultario poposcit simulque personam eius diei acceptam intuens coronam e capite suo in eam transtulit, tali habitu rigens nullo sentiente, donec adcubantium proximus tepescere potionem admoneret [185] Questo un attore di commedie, essendo piaciuto oltremodo al pubblico ed offrendo un banchetto nel giorno del duo compleanno, servita la cena chiese una bevanda calda nella tazza e guardando contemporaneamente la maschera presa quel giorno trasferì la corona dalla sua testa su di essa, irrigidendosi in questo atteggiamento senza che nessuno si accorgesse, finchè il più vivino dei commensali non l'avvisò che la bevanda si raffreddava
[186]Haec felicia exempla, at contra miseriarum innumera: L [186] Questi i casi fortunati, ma numerosi invece di disgrazie: L
Domitius clarissimae gentis apud Massiliam victus, Corfinii captus ab eodem Caesare, veneno poto propter taedium vitae, postquam biberat, omni opere ut viveret adnisus est Domizio di famiglia nobilissima vinto presso Marsiglia, catturato a Corfinio dallo stesso Cesare, bevuto il veleno a causa della noia della vita, dopo che aveva bevuto, cercò in ogni modo di salvarsi
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 36, Paragrafi 67-95

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 36, Paragrafi 67-95

invenitur in actis, Felice russei auriga elato, in rogum eius unum e faventibus iecisse se, frivolum dictu, ne hoc gloriae artificis daretur, adversis studiis copia odorum corruptum criminantibus Negli atti si legge che, seppellito Felice auriga dei rossi, uno dei suoi sostenitori si gettò sul rogo, mentre i sostenitori avversari, stupido a dirsi, per non dare ciò a gloria del campione, lo ritenevano stordito dall'abbondanza dei profumi
cum ante non multo M Non molto prima M
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 09, Paragrafi 76 - 116

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 09, Paragrafi 76 - 116

Lepidus nobilissimae stirpis, quem diverti anxietate diximus mortuum, flammae vi e rogo eiectus recondi propter ardorem non potuisset, iuxta sarmentis aliis nudus crematus est Lepido di nobilissima stirpe, che abbiamo detto morto per l'angoscia del divorzio, gettato dal rogo per la violenza delle fiamme non avendo potuto essere rimesso per il calore, fu cremato nudo vicino ad altri rami
[187]Ipsum cremare apud Romanos non fuit veteris instituti: terra condebantur [187] Presso i Romani lo stesso cremare non fu di antica usanza: erano riposti nella terra
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at postquam longinquis bellis obrutos erui cognovere, tunc institutum Ma dopo che seppero che nelle lunghe guerre i caduti venivano distrutti, allora si istituì
et tamen multae familiae priscos servavere ritus, sicut in Cornelia nemo ante Sullam dictatorem traditur crematus, idque voluisse veritum talionem eruto C E tuttavia molte famiglie conservarono gli antichi riti, come si tramanda nessuno cremato nella famiglia Cornelia prima del dittatore Silla, e aver voluto ciò timoroso del taglione avendo disseppellito il cadavere di C
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