Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 30, Paragrafi 42-115

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 30, Paragrafi 42-115

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 30, Paragrafi 42-115

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[42] Praecordia vocamus uno nomine exta in homine, quorum in dolore cuiuscumque partes si catulus lactens admoveatur adprimaturque his partibus, transire in eum dicitur morbus, idque exinterato perfusoque vino deprehendi vitiato viscere illo, quod doluerit homini, sed obrui tales religio est

[43] ii quoque, quos Melitaeos vocamus, stomachi dolorem sedant adplicati saepius; transire morbos aegritudine eorum intellegitur, plerumque et morte

pulmonum quoque vitiis medentur, item mures, maxime Africani, detracta cute in oleo et sale decocti atque in cibo sumpti

eadem res et purulentis vel cruentis excreationibus medetur

[44] praecipue vero coclearum cibus stomacho

in aqua eas subfervefieri intacto corpore earum oportet, mox in pruna torreri nihilo addito atque ita e vino garoque sumi, praecipue Africanas
[42] Chiamiamo viscere con un unico nome le interiora nell'uomo, se nel dolore di una qualsiasi di queste un cucciolo da latte è messo sulle parti ed è premuto su queste parti, si dice che i morsi passino su di lui, pertanto svuotata a quello la parte interna e bagnata col vino essere trovata malata, quella che era dolente all'uomo, ma è scrupolo religioso che essi siano sotterrati

[43] Anche quelli che chiamiamo melitei, calmano il dolore di stomaco applicati più spesso; si capisce che i loro mali trapassano in malattia, e per lo più anche in morte

Curano anche i mali dei polmoni, anche i topi, soprattutto africani, tolta la pelle cotti in olio e sale e presi nel cibo

La stessa cosa cura anche le escrezioni purulente o sanguinose

[44] Specialmente poi per lo stomaco il cibo delle chiocciole

Occorre che esse siano bollite in acqua col loro corpo intatto, poi essere arrostite sulla brace senza aggiungere niente ed essere prese così con vino e garo, specie le africane
nuper hoc conpertum plurimis prodesse; id quoque observant, ut numero inpari sumantur

virus tamen earum gravitatem halitus facit

prosunt et sanguinem excreantibus dempta testa tritae in aqua potu

[45] laudatissimae autem sunt Africanae, ex iis Iolitanae, Astypalaeicae, item Siculae modicae, quoniam magnitudo duras facit et sine suco, Baliaricae, quas caviticas vocant, quoniam in speluncis nascuntur, laudatae ex insulis et Caprearum, nullae autem cibis gratae neque veteres neque recentes

fluviatiles et albae virus habent, nec silvestres stomacho utiles, alvum solvunt, item omnes minutae

contra marinae stomacho utiliores, efficacissimae tamen in dolore stomachi e laudatis traduntur quaecumque vivae cum aceto devoratae

[46] praeterea sunt quae ἀκερατοι vocantur, latae, multifariam nascentes, de quarum usu dicemus suis locis
Scoperto da poco che questo giova a molte cose; osservano anche questo, che siano prese in numero dispari

Tuttavia il loro liquido causa pesantezza d'alito

Tolto il guscio giovano pestate anche a quelli che sputano sangue da bere nell'acqua

[45] Le più apprezzate poi sono le africane, fra esse le iolitane, le astipalee, anche quelle piccole siciliane, perché la grandezza rende dure e senza succo, le baleari, che chiamano di cavità, perché nascono nelle grotte, apprezzate fra le isole anche quelle di Capri, ma nessuna gradita nei cibi né le vecchie né le giovani

Le fluviali e le bianche hanno un veleno, le selvatiche non utili per lo stomaco, smuovono l'intestino, anche tutte le piccole

Al contrario quelle marine più utili per lo stomaco, ma molto efficaci nel dolore di stomaco tutte quante sono tramandate fra le cose apprezzate mangiate vive con aceto

[46] Ci sono inoltre quelle che chiamano senza corna, grandi, che nascono molteplici, del cui uso diremo a suo luogo
gallinaceorum ventris membrana, si inveterata est, inspersa potioni destillationes pectoris et umidam tussim vel recens tosta lenit

cocleae crudae tritae cum aquae tepidae cyathis III si sorbeantur, tussim sedant

destillationes sedat et canina cutis cuilibet digito circumdata

iure perdicum stomachus recreatur

[47] Iocinerum doloribus medetur mustela silvestris in cibo sumpta vel iocinera eius, item viverra porcelli modo inassata, suspiriosis multipeda, ut ter septane in Attico melle diluantur et per harundinem bibantur; omne enim vas nigrescit contactu

quidam torrent sextarium in patina, donec candidae fiunt, tunc melle miscent [alii centipedam vocant] et ex aqua calida dari iubent in cibo
La membrana del ventre dei gallinacei, se è conservata, aspersa in pozione calma i catarri del petto e la tosse umida o tostata fresca

Le chiocciole crude se sono bevute tritate con tre bicchieri di acqua tiepida, calmano la tosse

Anche la pelle canina legata ad un qualsiasi dito calma i catarri

Lo stomaco viene ristorato dal brodo di pernici

[47] La faina selvatica presa nel cibo o il suo fegato cura i dolori del fegato, anche il furetto arrostito al modo della porchetta, il millepiedi per gli asmatici, cosicché ne sono diluiti ventuno nel miele attico e sono bevuti attraverso una cannuccia; infatti ogni vaso annerisce al contatto

Alcuni arrostiscono un sestario in padella, finché diventano bianchi, allora mescolano col miele [altri li chiamano centopiedi] e consigliano che siano dati nel cibo con acqua calda

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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 14, Paragrafi 61-72
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 14, Paragrafi 61-72

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 14, Paragrafi 61-72

[48] cocleae iis, quos linquit animus aut quorum alienatur mens aut quibus veritigines fiunt, ex passi cyathis III singulae contritae cum sua testa et calefactae in potu datae diebus plurimum VIIII; aliqui singulas primo die dedere, sequenti binas, tertio ternas, quarto II, quinto I; sic et suspiria emendant et vomicas

[49] esse animal locustae simile sine pennis, quod trixallis Graece vocetur, Latinum nomen non habeat, aliqui arbitrantur, nec pauci auctores, hoc esse quod grylli vocentur; ex his XX torreri iubent ac bibi e mulso contra orthopnoeas

sanguinem expuentibus cocleae, si qui inlotis protropum infundat vel marina aqua ita decoquat et in cibo sumat aut si tritae cum testis suis sumantur cum protropo; sic et tussi medentur

[50] vomicas privatim sanat mel, in quo apes sint demortuae
[48] Le chiocciole per quelli, che l'animo abbandona o la cui mente è alienata o per i quali ci sono vertigini, ciascuna con 3 bicchieri di vino passito pestata con il suo guscio e scaldata data in pozione al massimo per nove giorni; alcuni hanno dato una il primo giorno, due nel seguente, tre nel terzo, due nel quarto, una nel quinto; così eliminano anche le asme e le piaghe

[49] Alcuni, e non pochi autori, pensano che esista un animale senza penne simile alla locusta, che in lingua greca è detto trixallis, non ha un nome latino, e che questo sia quello che chiamano grillo; consigliano che siano bruciati 20 di questi ed essere bevuti con vino mielato contro le ortopnee

Le chiocciole per quelli che sputano sangue, se qualcuno versa protropo su quelle non lavate o le cuoce così con acqua marina e le prende nel cibo o se sono mangiate tritate con i loro gusci con protropo; così curano anche la tosse

[50] Cura particolarmente le piaghe il miele, in cui siano morte le api
sanguinem reicientibus pulmo vulturinus vitigineis lignis conbustus, adiecto flore Punici mali ex parte dimidia, item cotoneorum liliorumque isdem portionibus, potus mane atque vesperi e vino, si febres absint, si minus, ex aqua, in qua cotonea decocta sint

[51] Pecudis lien recens magicis praeceptis super dolentem lienem extenditur dicente eo, qui medeatur, lieni se remedium facere

post hoc iubent in pariete dormitorii eius tectorio includi et obsignari anulo ter novies eademque dici

caninus si viventi eximatur et in cibo sumatur, liberat eo vitio

quidam recentem superinligant

[52] alii duum dierum catuli ex aceto scillite dant ignoranti vel irenacei lienem, item coclearum cinerem cum semine lini et urticae addito melle, donec persanet
Il polmone di avvoltoio arrostito con legni di viti per quelli che emettono sangue, aggiunto il fiore del melograno con metà dose, anche con medesime porzioni di mele cotogne e gigli, bevuto mattino e sera col vino, se manchino le febbri, se no, con acqua, in cui si siano cotte mele cotogne

[51] Per i precetti magici la milza fresca di pecora viene messa sulla milza che duole mentre colui, che cura, dice che egli procura rimedio alla milza

Dopo questo consigliano essere chiusa con l'intonaco nella parete del suo dormitorio ed essere sigillata con un anello ed essere dette per ventisette volte le stesse parole

Se quella canina viene tolta ad uno vivente ed è presa nel cibo, libera da questo male

Alcuni applicano sopra una fresca

[52] Altri danno a chi non lo sa la milza di un cucciolo di due giorni con aceto di scilla o di un riccio, anche la cenere delle chiocciole col seme di lino e di ortica con miele aggiunto, finchè risana

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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 10, Paragrafi 54-75
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Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 10, Paragrafi 54-75

liberat et lacerta viridis viva in olla ante cubiculum dormitorium eius, cui medeatur, suspensa, ut egrediens revertensque attingat manu, cinis e capite bubonis cum unguento, mel, in quo apes sint mortuae, araneus et maxime qui lycos vocatur

[53] Upupae cor lateris doloribus laudatur, coclearum cibus in tisana decoctarum; et per se inlinuntur

canis rabiosi calvariae cinis potioni inspergitur

Lumborum dolori stelio transmarinus capite ablato et intestinis decoctus in vino cum papaveris nigris denarii pondere dimidio eo suco bibitur

lacertae virides decisis pedibus et capite in cibo sumuntur, cocleae III contritae cum testis suis atque in vino decoctae cum piperis granis XV

[54] aquilae pedes evelleunt in aversum a suffragine ita, ut dexter dextrae partis doloribus adalligetur, sinister laevae
Libera anche una lucertola verde viva in una pentola appesa davanti alla stanza da letto di colui, che cura, affinché uscendo e tornando tocchi con la mano, la cenere della testa di un gufo con l'unguento, il miele, in cui siano morte le api, un ragno e soprattutto quello che è detto lycos

[53] Il cuore dell'upupa è apprezzato per i dolori del fianco, il cibo delle chiocciole cotte in tisana; sono spalmate anche da sole

La cenere del teschio del cane rabbioso è aspersa in pozione

Per il dolore dei lombi la tarantola d'oltremare tolta testa e intestini cotta nel vino con mezza dose di denario di papavero nero è bevuta col suo succo

Sono mangiate nel cibo le lucertole verdi tolte le zampe e la testa, tre chiocciole pestate con i loro gusci e cotte nel vino con 15 grani di pepe

[54] Dall'articolazione strappano al contrario le zampe dell'aquila così, che la destra sia legata per i dolori della parte destra, la sinistra della sinistra
multipedae quoque, quam oniscon appellavimus, medetur denarii pondere ex vini cyathis II pota

vermem terrenum catillo ligneo ante fisso et ferro vincto inpositum aqua excepta perfundere et defodere, unde effoderis, Magi iubent, mox aquam bibere catillo, mire id prodesse ischiadicis adfirmantes

[55] Dysintericos recreant femina pecudum decocta cum lini semine ea aqua pota, caseus ovillus vetus, sebum ovium decoctum in vino austero

hoc et ileo medetur et tussi veteri, dysintericis stelio transmarinus ablatis intestinis et capite pedibusque ac cute decoctus aeque et in cibo sumptus, cocleae II cum ovo, utraque cum putamine contrita atque in vase novo addito sale et passi cyathis II aut palmarum suco et aquae cyathis III subfervefacta et in potu data

[56] prosunt et combustae, ut cinis earum bibatur in vino, addito resinae momento
Anche il millepiedi, che abbiamo chiamato oniscos, cura con la dose di un denario bevuta con due bicchieri di vino

I maghi consigliano di bagnare con acqua versata e seppellire un lombrico messo in una scodella di legno prima rotta e legata col ferro, poi bere l'acqua nella scodella, affermando che ciò giova meravigliosamente ai malati di sciatica

[55] Ristorano i dissenterici la femmina delle pecore cotta col seme di lino bevuta con quest'acqua, il cacio vecchio di ovino, il sebo degli ovini cotto nel vino aspro

Questo cura anche l'ileo e la tosse cronica, per i dissenterici la tarantola d'oltremare tolti gli intestini e la testa e le zampe ed ugualmente bollita con la pelle e presa nel cibo, due chiocciole con un uovo, entrambi pestati col guscio e in un vaso nuovo con sale aggiunto e con due bicchieri di vino passito o col succo di datteri e con tre bicchieri di acqua riscaladata e data da bere

[56] Giovano anche arrostite, purché la loro cenere sia bevuta nel vino, aggiunto un pizzico di resina

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cocleae nudae, de quibus diximus, in Africa maxime inveniuntur, utilissimae dysintericis, quinae combustae cum denarii dimidii pondere acaciae; ex eo cinere dantur coclearia bina in vino myrtite aut quolibet austero cum pari modo caldae

[57] quidam omnibus Africanis ita utuntur, alii totidem Africanas velatas infundunt potius et, si maior fluctio sit, addunt acaciam fabae magnitudine

senectus anguium dysinteriae et tenesmis in stagneo vase decoquitur cum rosaceo vel, si in alio, cum stagno inlinitur

ius ex gallinaceis isdem medetur, sed veteris gallinacei vehementius salsum ius alvum ciet

[58] membrana gallinarum tosta et data in oleo ac sale coeliacorum dolores mulcet, abstineri autem frugibus ante et gallinam et hominem oporteat, fimum columbarium tostum potumque
Le chiocciole sgusciate, di cui abbiamo parlato, si trovano soprattutto in Africa, utilissime per i dissenterici, cinque bruciate con la dose di metà denario di acacia; da questa cenere sono dati due cucchiai con vino di mirto o con qualsiasi aspro con uguale quantità di acqua calda

[57] Alcuni usano così tutte quelle africane, altri piuttosto iniettano nascoste altrettante africane e, se il flusso è maggiore, aggiungono l'acacia nella quantità di una fava

Per la dissenteria e i tenesmi si cuoce la spoglia delle serpi in un vaso di stagno con olio di rosa o, se in un altro, è spalmata con lo stagno

Il brodo dei gallinacei cura gli stessi mali, ma smuove più intensamente l'intestino il brodo salato di gallina vecchia

[58] La pelle delle galline arrostita e data nell'olio e sale calma i dolori dei celiaci, occorre però che la gallina e l'uomo si siano prima astenuti dai cereali, lo sterco dei colombi tostato e bevuto
caro palumbis in aceto decocta dysintericis et coeliacis medetur, turdus inassatus cum myrti bacis dysintericis, item merulae, mel, in quo apes sint inmortuae, decoctum

[59] Gravissimum vitium alvi ileos appellatur

huic resisti sunt discerpti vespertilionis sanguine, em inlito ventre subveniri

sistit alvum coclea sicut diximus in suspiriosis temperata, item cinis earum, quae vivae crematae sint, potus ex vino austero, gallinaceorum iocur assum aut ventriculi membrana, quae abici solet, inveterata admixto papaveris suco, alii recentem torrent ex vino bibendam, [60] ius perdicum et per se ventriculus contritus ex vino nigro, item palumbis ferus ex posca decoctus, lien pecudis tostus et in vino tritus, fimum columbinum cum melle inlitum, ossifragi venter arefactus et potus, iis, qui cibos non conficiant, utilissimus, vel si manu tantum teneant capientes cibum
La carne del colombo cotta in aceto cura dissenterici e celiaci, il tordo arrostito con bacche di mirto i dissenterici, anche i merli, il miele cotto, in cui siano morte le api

[59] Una gravissima malattia del ventre è detta occlusione

Si oppongono a questa col sangue di un pipistrello squartato, spalmato sul ventre essere d'aiuto

Fermano l'intestino le chiocciole preparate come abbiamo detto per gli asmatici, anche la loro cenere, quelle che siano bruciate vive, bevuta nel vino aspro, il fegato arrostito dei gallinacei o la pelle del gozzo, che suole essere buttata, invecchiata con succo di papavero mescolato, altri arrostiscono quello fresco da bere col vino, [60] il brodo di pernici e lo stomaco da solo pestato nel vino nero, anche il colombaccio bollito con acqua e aceto, la milza di pecora arrostita e tritata nel vino, lo sterco di colombo spalmato col miele, il ventre di ossifraga seccato e bevuto, utilissimo per quelli, che non digeriscono i cibi, o se lo tengono soltanto in mano mentre prendono il cibo

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Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 02, Paragrafi 189-192

quidam adalligant ex hac causa, sed continuare non debent, maciem enim facit

[61] sistit et anatum mascularum sanguis

inflationes discutit coclearum cibus, tormina lien ovium tostus atque e vino potus, palumbis ferus ex posca decoctus, adips otidis ex vino, cinis ibide sine pennis cremata potus

quod praeterea traditur in torminibus, mirum est, adposita ventri transire morbum anatemque emori

[62] tormina et melle curantur, in quo sint apes inmortuae, decocto

coli vitium efficacissime sanatur ave galerita assa in cibo sumpta

quidam in vase fictili novo cum plumis exuri iubent conterique in cinerem, bibi ex aqua coclearibus ternis per quadriduum, quidam cor eius adalligari femini; alias recens tepensque adhuc devoratur
Alcuni per questo motivo lo legano addosso, ma non devono perseverare, infatti causa magrezza

[61] Ferma anche il sangue dei maschi delle anatre

Elimina le flatulenze il cibo delle chiocciole, le coliche la milza tostata degli ovini e bevuta col vino, il colombaccio cotto con acqua e aceto, il grasso di ottarda col vino, la cenere di ibis bruciata senza penne bevuta

Inoltre si tramanda questo circa le coliche, è strano, che messa sul ventre il male passa e che l'anatra muore

[62] Le coliche sono curate anche col miele cotto, in cui siano morte le api

Il male del colon è curato molto efficacemente con l'uccello crestato (l'allodola) arrostito preso nel cibo

Alcuni consigliano che sia bruciato in un vaso nuovo di terracotta con le piume ed essere ridotto in polvere, essere bevuto con acqua in tre cucchiai per quattro giorni, alcuni che il suo cuore sia legato alla coscia; diversamente quello fresco e tiepido sia mangiato subito

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