Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 10

Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 10

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 10

#Propertius #elegiae
O iucunda quies, primo cum testis amori Adfueram vestris conscius in lacrimis O felice notte quando sono stato testimone del primo amore, confidente delle vostre lacrime
O noctem meminisse mihi iocunda voluptas, O quotiens votis illa vocanda meis, Cum te complexa morientem, Galle, puella [5] Vidimus et longa ducere verba mora Oh, un lieto piacere mi fa ricordare la notte, oh, quante volte dovrò invocare lei con le mie promesse, quando ti vidi languire, Galla, abbracciata alla fanciulla [5] e pronunciare parole a lungo trattenute
Quamvis labentes premeret mihi somnus ocellos Et mediis caelo Luna ruberet equis, Non tamen a vestro potui secedere lusu: Tantus in alteris vocibus ardor erat Sebbene il sonno mi gravasse gli occhi malfermi, e la luna rosseggiasse nel cielo con il cocchio a metà del cammino, non potei staccarmi dal vostro gioco amoroso; Tanto era l
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[10] Sed quoniam non es veritus concredere nobis, Accipe commissae munera laetitiae: Non solum vestros didici reticere dolores, Est quiddam in nobis maius, amice, fide ardore delle alterne voci [10] Ma poiché non hai temuto di confidarle a noi, accetta i doni della gioia concessa: non solo so tacere i vostri dolori, c'è in noi, amico, qualcosa maggiore della fedeltà
Possum ego diversos iterum coniungere amantes,[15] Et dominae tardas possum aperire fores, Et possum alterius curas sanare recentis, Nec levis in verbis est medicina meis Io posso riunire gli amanti separati, [15] e posso aprire le tardive porte dell'amata, e posso curare i recenti affanni degli altri, e non è senza efficacia il farmaco nelle mie parole
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Cynthia me docuit semper quaecumque petenda Quaeque cavenda forent: non nihil egit Amor Cinzia mi insegnò sempre quanto si dovesse cercare e quanto evitare: qualcosa ha fatto Amore
[20] Tu cave, ne tristi cupias pugnare puellae Neve superba loqui neve tacere diu, Neu, siquid petiit, ingrata fronte negaris, Neu tibi pro vano verba benigna cadant [20] Tu guardati, non voler contrastare la fanciulla adirata e non pronunciare parole orgogliose né tacere a lungo, né, se chiede qualcosa, tu rifiuti con volto arcigno, né le amorevoli parole siano vane per te
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Irritata venit, quando contemnitur illa, [25] Nec meminit iustas ponere laesa minas: At quo sis humilis magis et subiectus amori, Hoc magis effectu saepe fruare bono Sopraggiunge irritata,quando ella è disprezzata, [25] né offesa, si ricorda di tralasciare giuste minacce: Ma quanto più sei umile e soggetto all'amore, tanto più spesso puoi godere di un buon successo
Is poterit felix una remanere puella, [30] Qui numquam vacuo pectore liber erit Potrà restare felice con una sola fanciulla, [30] chi non sarà mai libero con il cuore vuoto
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