Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 28 - 31

Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 28 - 31

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 28 - 31

[28] Expositis copiis Romani castra in proximis tumulis metantur [28] Sbarcate le truppe, i Romani si schierarono sui colli vicini
Iam non in maritimos modo agros conspectu primum classis dein tumultu egredientium in terram pavor terrorque pervenerat, sed in ipsas urbes; neque enim hominum modo turba mulierum puerorumque agminibus immixta omnes passim compleverat vias, sed pecora quoque prae se agrestes agebant, ut relinqui subito Africam diceres Prima al mostrarsi della flotta, poi allesibizione dello sbarco frenetico dei soldati, paura e panico si cosparsero non solo per i campi vicini al mare ma anche nelle stesse città; infatti, non solo una folla mista di uomini, di donne, di bambini, ma anche il bestiame che i contadini spingevano dinanzi a loro occupavano qua e là tutte le strade, in modo che si sarebbe potuto dire che l'Africa si fosse improvvisamente spopolata
Urbibus vero ipsis maiorem quam quem secum attulerant terrorem inferebant; praecipue Carthagini prope ut captae tumultus fuit Nelle stesse città i fuggiaschi stendevano un timore più vivo di quello che provavano essi stessi; soprattutto grande fu il caos a Cartagine, come se la città fosse già presa
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Livio, Ab urbe condita: Libro 30; 15 - 30

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 30; 15 - 30

Nam post M Atilium Regulum et L Manlium consules, annis prope quinquaginta, nullum Romanum exercitum viderant praeter praedatorias classes quibus escensiones in agros maritimos factae erant, raptisque quae obuia fors fecerat prius recursum semper ad naves quam clamor agrestes conciret fuerat Infatti, dopo i consoli M Atilio Regolo e L Manlio, quasi' cinquant'anni prima, i Cartaginesi non avevano più visto alcun esercito romano, al di fuori di navi che venivano a far scorrerie; da esse scaricavano sui campi vicini alla spiaggia dei soldati romani, che, predato ciò che per caso incontravano, rientravano sempre alle navi prima che le grida riconvocassero i contadini
Eo maior tum fuga pavorque in urbe fuit Perciò allora la grande paura faceva correre all'impazzata la gente qua e là per le vie
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Livio, Ab urbe condita: Libro 39; 06 - 10

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 06 - 10

Et hercule neque exercitus domi validus neque dux quem opponerent erat Per verità, i Cartaginesi non avevano allora da opporre né un comandante coraggioso né un valido esercito
Hasdrubal Gisgonis filius genere, fama, diuitiis, regia tum etiam adfinitate, longe primus ciuitatis erat; sed eum ab ipso illo Scipione aliquot proeliis fusum pulsumque in Hispania meminerant nec magis ducem duci parem quam tumultuarium exercitum suum Romano exercitui esse Asdrubale, figlio di Gisgone, era di gran lunga in quel momento l'uomo più potente nella città per origine, per nome, per ricchezze ed ora anche per parentela; ma i suoi concittadini rimembravano che in Spagna in parecchie battaglie egli era stato vinto e respinto da quello stesso Scipione
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Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 41 - 43

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 27; 41 - 43

Itaque velut si urbem extemplo adgressurus Scipio foret, ita conclamatum ad arma est portaeque raptim clausae et armati in muris vigiliaeque et stationes dispositae ac nocte insequenti vigilatum est Come poi essi erano convinti di non avere un generale pari al generale romano, così conoscevano che il loro esercito improvvisato non era comparabile all'esercito romano, pertanto, si chiamarono i cittadini alle armi come se Scipione stesse in quel momento per aggredire la città; le porte furono subito chiuse, furono collocati sulle mura posti di guardia con sentinelle armate, mentre nella notte seguente tutti non dormirono
Postero die quingenti equites, speculatum ad mare turbandosque egredientes ex nauibus missi, in stationes Romanorum inciderunt Il giorno dopo cinquecento cavalieri, mandati in esplorazione al mare per cogliere di sorpresa i soldati che balzavano giù dalle navi in scompiglio, si imbatterono nei piccoli reparti romani
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Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 05 - 06

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 27; 05 - 06

Iam enim Scipio, classe Uticam missa, ipse haud ita multum progressus a mari tumulos proximos ceperat; equites et in stationibus locis idoneis posuerat et per agros miserat praedatum Infatti Scipione, mandata la flotta a Utica, non essendosi allontanato molto dal mare, si era impadronito dei colli vicini; aveva posto la cavalleria di guardia in punti strategici ed aveva mandato dei cavalieri a far preda nei campi
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