Cicerone, In Verrem: 02; 05-61-65

Cicerone, In Verrem: 02; 05-61-65

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 05-61-65

[LXI, 158] Nam quid ego de P Gavio, Consano municipe, dicam, iudices, aut qua vi vocis, qua gravitate verborum, quo dolore animi dicam [LXI, 158] E adesso io, o giudici, che cosa potrei dire del ca so di Publio Gavio, cittadino del municipio di Compsa, o con quale potenza nella mia voce, con quale solennità nelle mie parole, con quale viva commozione della mia anima mi dovrei esprimere
Tametsi dolor me non deficit; ut cetera mihi in dicendo digna re, digna dolore meo, suppetant magis laborandum est Eppure non è la commo zione che mi manca; è necessario piuttosto che mi sforzi perché il mio discorso si arricchisca di quegli altri pregi che lo rendano degno dell'argomento trattato e lo metta no in grado di manifestare la mia viva commozione
Quod crimen eius modi est ut, cum primum ad me delatum est, usurum me illo non putarem; tametsi enim verissimum esse intellegebam, tamen credibile fore non arbitrabar Poichè si tratta di un'accusa di una gravità così enorme che, quando la prima volta mi fu denunziata, pensai che non sarebbe stato il caso di utilizzarla: infatti, per quan to capissi che era pienamente fondata, ero tuttavia con vinto che non sarebbe stata credibile
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Cicerone, In Verrem: 02; 46-50

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 46-50

Coactus lacrimis omnium civium Romanorum qui in Sicilia negotiantur, adductus Valentinorum, hominum honestissimorum, omniumque Reginorum testimoniis multorumque equitum Romanorum qui casu tum Messanae fuerunt, dedi tantum priore actione testium res ut nemini dubia esse possit Ma poi, costretto dalle lacrime di tutti i cittadini romani che esercitano il commercio in Sicilia, spinto dalle testimonianze degli abitanti di Valenza, persone tra le più rispettabili, e di tutti quelli di Reggio e di molti cavalieri romani che a quell'epoca si trovavano per caso a Messina, durante il primo dibattito ho esibito un così folto numero di testi moni, che i fatti non possono più essere dubbi per nessu no
[159] Quid nunc agam [159] Cosa dovrei fare adesso
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Cicerone, In Verrem: Libro 04; 01-02

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte Libro 04; 01-02

Cum iam tot horas de uno genere ac de istius nefaria crudelitate dicam, cum prope omnem vim verborum eius modi, quae scelere istius digna sint, aliis in rebus consumpserim, neque hoc providerim, ut varietate criminum vos attentos tenerem, quem ad modum de tanta re dicam Già da tante ore sto parlando di una sola categoria di delitti e della nefanda crudeltà di Verre, ho ormai esaurito nell'esposizione di altri misfatti quasi tutto il vigore oratorio adatto a espri mere appieno la sua scelleratezza e non ho provveduto a tener desta la vostra attenzione con la varietà delle accu se, e allora, come dovrei dispormi a parlare di un episo dio così feroce
Opinor, unus modus atque una ratio est; rem in medio ponam; quae tantum habet ipsa gravitatis ut neque mea, quae nulla est, neque cuiusquam ad inflammandos vestros animos eloquentia requiratur Penso che vi sia un solo metodo e valga un solo sistema; mi limiterò a presentarvi i fatti; es si contengono in se stessi un'efficacia così dirompente che per infiammare il vostro animo non si deve andare in cerca né della mia abilità oratoria, perché proprio non ne posseggo, né di quella di nessun altro
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Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 03-01-05

[160] Gavius hic quem dico, Consanus, cum in illo numero civium Romanorum ab isto in vincla coniectus esset et nescio qua ratione clam e lautumiis profugisset Messanamque venisset, qui tam prope iam Italiam et moenia Reginorum, civium Romanorum, videret et ex illo metu mortis ac tenebris quasi luce libertatis et odore aliquo legum recreatus revixisset, loqui Messanae et queri coepit se civem Romanum in vincla coniectum, sibi recta iter esse Romam, Verri se praesto advenienti futurum [160] Questo Gavio di cui parlo, originario di Com psa, essendo stato gettato in carcere dal nostro imputato con quel gruppo di cittadini romani di cui conoscete la sto ria e, non so con quale sistema, essendo riuscito a evadere in gran segreto dalle latómie e a giungere a Messina, da dove poteva vedere ormai così vicina l'Italia e le mura di Reggio, i cui abitanti godono della cittadinanza romana, liberatosi dalla paura della morte e dalle tenebre in cui era stato recluso, rinfrancato per così dire dalla luce della libertà e da una specie di profumo che le leggi diffondevano nell'aria, essendosi sentito rinascere, si mise a conversare con i Messinesi e si lamentava di essere stato gettato in carcere pur essendo un cittadino romano e diceva che se ne sarebbe andato direttamente a Roma e si sarebbe tenuto pronto ad affrontare Verre al momento del suo ritorno
[LXII]Non intellegebat miser nihil interesse utrum haec Messanae an apud istum in praetorio loqueretur; nam, ut antea vos docui, hanc sibi iste urbem delegerat quam haberet adiutricem scelerum, furtorum receptricem, flagitiorum omnium consciam [LXII] Il poveretto non si rendeva conto che tra il manifestare questi propositi di vendetta a Messina o davanti al governatore fra le mura del suo pa lazzo, non correva nessuna differenza; infatti, come vi ho fatto notare in precedenza, Verre si era scelto questa città per poterne disporre come favoreggiatrice dei suoi delitti, ricettatrice dei suoi furti, complice delle sue infamie
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Itaque ad magistratum Mamertinum statim deducitur Gavius, eoque ipso die casu Messanam Verres venit Perciò Gavio viene subito tradotto davanti al magistrato supremo di Messina e proprio in quel gior no il caso vuole che giunga in città Verre
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