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Seneca, De Clementia: 01; 05-08

Seneca, De Clementia: 01; 05-08

Latino: dall'autore Seneca, opera De Clementia parte 01; 05-08

[V] [1] Longius videtur recessisse a proposito oratio mea, at mehercules rem ipsam premit [V] [1] Sembra che la mia orazione si sia spostata piuttosto lontano dallobiettivo, ma, per Ercole, riguarda la stessa cosa
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Nam si, quod adhuc colligit, tu animus rei publicae tuae es, illa corpus tuum, vides, ut puto, quam necessaria sit clementia; tibi enim parcis, cum videris alteri parcere Infatti, se, cosa che si collega adesso, tu sei lanimo dello stato e quello è il tuo corpo, vedi, come credo, quanto sia necessaria la clemenza; infatti perdoni a te stesso quando sembra che perdoni ad un altro
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Parcendum itaque est etiam improbandis civibus non aliter quam membris languentibus, et, si quando misso sanguine opus est, sustinenda est manus, ne ultra, quam necesse sit, incidat Così bisogna perdonare anche ai cittadini che sbagliano non diversamente che ai membri che stanno male, e, se per caso cè bisogno di sangue versato, la mano deve essere trattenuta affinché non incida più di quanto sia necessario
[2] Est ergo, ut dicebam, clementia omnibus quidem hominibus secundum naturam, maxime tamen decora imperatoribus, quanto plus habet apud illos, quod servet, quantoque in maiore materia apparet [2] E dunque secondo natura la clemenza a tutti gli uomini, ma è soprattutto onorevole per i capi, in quanto presso di loro ha di più una cosa tale da essere utile e in quanto appare in una situazione più grande
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Quantulum enim nocet privata crudelitas Quanto poco nuoce infatti la crudeltà privata
Principum saevitia bellum est La cattiveria dei principi è la guerra
[3] Cum autem virtutibus inter se sit concordia nec ulla altera melior aut honestior sit, quaedam tamen quibusdam personis aptior est [3] Pur essendoci concordia fra le virtù tra loro, e non essendo nessuna migliore o più valida dellaltra, questa è tuttavia più adatta a un certo tipo di persone
Decet magnanimitas quemlibet mortalem, etiam illum, infra quem nihil est; quid enim maius aut fortius quam malam fortunam retundere La magnanimità si adatta a qualsiasi mortale anche a quello dopo cui non cè niente; ma che cosè più grande e valoroso che respingere la cattiva sorte
Haec tamen magnanimitas in bona fortuna laxiorem locum habet meliusque in tribunali quam in plano conspicitur E tuttavia la magnanimità ha un posto più ampio nella buona sorte ed è vista meglio in un tribunale che in un luogo a terra
[3] Clementia, in quamcumque domum pervenerit, eam felicem tranquillamque praestabit, sed in regia, quo rarior, eo mirabilior [3] In qualunque casa entrerà la clemenza la renderà felice e serena ma è più ammirevole in una reggia, in quanto è più rara
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