Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 05, Paragrafi 88-114

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 05, Paragrafi 88-114

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 05, Paragrafi 88-114

[88]  Palmyra, urbs nobilis situ, divitiis soli et aquis amoenis, vasto undique ambitu haernis includit agros ac, velut terris exempta a rerum natura, privata sorte inter duo imperia summa Romanorum Parthorumque est, prima in discordia semper utrimque cura; abest ab Seleucia Parthorum, quae vocatur ad Tigrim,CCCXXXVII p

, a proximo vero Syriae litore CCIII et a Damasco XXVII propius

[89]  Infra Palmyrae solitudines Telendena regio dictaeque iam Hierapolis ac Beroae et Chalcis

ultra Palmyram quoque ex solitudinibus his aliquid obtinet Hemesa, item Elatium, dimidio propior Petrae quam Damascus

a Sura autem proxime est Philiscum, oppidum Parthorum ad Euphraten

ab eo Seleuciam dierum decem navigatio, totidemque fere Babylonem
[88] Palmira, città famosa per la posizione, piacevole per le ricchezze del suolo e per le acque, racchiude in un ampio tratto campi con sabbia da ogni parte e, come isolata dalle terre dalla natura, è in una condizione particolare fra i due sommi imperi dei Romani e dei Parti, sempre preoccupazione per entrambi alla prima discordia

Dista da Seleucia dei Parti, che è detta verso il Tigri, 337 miglia, invece dal più vicino litorale della Siria 203 e da Damasco più vicino 27 miglia

[89] Sotto i deserti di Palmira la regione Telendena e le già dette Ierapoli, Berea e Calcide

Anche al di là di Palmira Emesa occupa qualche parte fra questi deserti, anche Elazio, più vicina la metà a Petra che a Damasco

Da Sura poi è molto vicina Filisco, città dei Parti verso l'Eufrate

Da questo una navigazione di dieci giorni verso Seleucia e altrettanti circa a Babilonia
[90]  scinditur enim Euphrates a Zeugmate DLXXXXIIII p

circa vicum Masicen et parte laeva in Mesopotamiam vadit, per ipsam Seleuciam circaque eam praefluenti infusus Tigri, dexteriore autem alveo Babylonem, quondam Chaldaeae caput, petit mediamque permeans item quam Mothrim vocant, distrahitur in paludes; increscit autem et ipse Nili modo statis diebus, paulum differens, ac Mesopotamian inundat sole optinente XX partem cancri

minui incipit in virginem e leone transgresso, in totum vero remeat in XXVIIII parte virginis

[91]  Sed redeamus ad oram Syriae, cui proxima est Cilicia

flumen Diaphanes, mons Crocodilus, Portae Amani montis, flumina Androcus, Pinarus, Lycs, sinus Issicus, oppidum Issos, item Alexandria, flumen Chlorus, oppidum Aegaeae liberum, amnis Pyramus, Portae Ciliciae, oppida Mallos, Magirsos et intus Tarsos
[90] Infatti l'Eufrate è diviso dopo Zeugmate per 594 miglia intorno al villaggio di Massice e nella parte sinistra si dirige in Mesopotamia, attraverso la stessa Seleucia dopo essersi mischiato al Tigri che scorre intorno ad essa, poi con l'alveo destro si dirige verso Babilonia, un tempo capitale della Caldea, e passando in mezzo per quella che chiamano parimenti Motri, viene disperso nelle paludi

Poi aumenta anche esso stesso al modo del Nilo in determinati giorni, differendo di poco, e inonda la Mesopotamia col sole che occupa il ventesimo grado del cancro

Comincia a decrescere nel passare dal leone nella vergine, torna invece completamente nel ventinovesimo grado della vergine

[91] Ma torniamo alla costa della Siria, a cui è vicina la Cilicia

Il fiume Diafane, il monte Crocodilo, le Porte del monte Amano, i fiumi Androco, Pinaro, Lico, il golfo di Isso, la città di Isso, ancora Alessandria, il fiume Cloro, la città libera di Egea il fiume Piramo, le Porte della Cilicia, le città mdi Mallo, Magirso e all'interno Tarso
campi Alei, oppida Casyponis, Mopsos liberum, Pyramo inpositum, Tyros, Zephyrium, Anchiale

[92]  amnes Saros, Cydnos, Tarsum liberam urbem procul a mari secans

regio Celenderitis cum oppido, locus Nymphaeum, Soloe Cilicii, nunc Pompeiopolis, Adana, Cibyra, Pinare, Pedalie, Alae, Selinus, Arsinoe, Iotape, Dorion iuxtaque mare Corycos, eodem nomine oppidum et portus et specus

mox flumen Calycadnus, promunturium Sarpedon, oppida Holmoe, Myle, promunturium et oppidum Veneris, a quo proxime Cyprus insula

[93]  sed in continente oppida Mysanda, Anemurium, Coracesium, finisque antiquus Ciliciae Melas amnis

intus autem dicendi Anazarbeni, qui nunc Caesarea, Augusta, Castabala, Epiphania, quae ante Oeniandos, Elëusa, Riconium, Seleucia supra amnem Calycadnum, Tracheotis cognomine, ab mari relata ubi vocabatur Hermia
I campi Alei, le città di Casipone, Mopso città libera, posta sul Piramo, Tiro, Zefirio, Anchiale

[92] I fiumi Saro, Cidno, che attraversa la città libera di Tarso lontano dal mare

La regione Celenterite con la città, la località di Ninfeo, Soli di Cilicia, ora Pompeiopoli, Adana, Cibira, Pinare, Pedalie, Ale, Selino, Arsinoe, Iotape, Dorio e vicino al mare Corico, città, porto e cavità con lo stesso nome

Poi il fiume Calicadno, il promontorio Sarpedone, le città di Olmoe, Mile, il promontorio e la città di Venere, da cui vicino l'isola di Cipro

[93] Poi sulla terraferma le città di Misanda, Anemurio, Coracesio, e il fiume Mela antico confine della Cilicia

All'interno quindi da ricordare Anazarbeni, che ora (è) Cesarea, Augusta, Castabala, Epifania, che prima (era) Eniando, Eleusa, Riconio, Seleucia sopra il fiume Calicadno, con la denominazione di Tracheotis, trasferita dal mare dove era chiamata Ermia
praeterea intus flumina Liparis, Bombos, Paradisus, mons Imbarus

[94]  Ciliciae Pamphyliam omnes iunxere neglecta gente Isaurica

oppida eius intus Isaura, Clibanus, Lalasis; decurrit autem ad mare Anemuri e regione supra dicti

simili modo omnibus, qui eadem composuere, ignorata est contermina illi gens Omanadum, quorum intus oppidum Omana

cetera castella XLIIII inter asperas convalles latent

Insident verticem Pisidae, quondam appellati Solymi, quorum colonia Caesarea, eadem Antiochia

Oppida Oroanda, Sagalessos

[95]  Hos includit Lycaonia, in Asiaticam iurisdictionem versa, cum qua conveniunt Philomelienses, Tymbriani, Leucolithi, Pelteni, Tyrienses

datur et tetrarchia ex Lycaonia, qua parte Galatiae contermina est, civitatium XIIII, urbe celeberrima Iconio
Inoltre all'interno i fiumi Lipari, Bombo, Paradiso, il monte Imbaro

[94] Tutti unirono la Panfilia alla Cilicia dopo aver ignorato la popolazione Isaurica

Le sue città all'interno Isaura, Clibano, Lalasi; scende quindi al mare dalla regione di Anemuri sopra citata

Allo stesso modo da tutti quelli che hanno trattato queste cose fu ignorata la popolazione degli Omanadi confinante con quella, dei quali all'interno la città di Omana

La altre 44 fortezze si estendono fra aspre vallate

Abitano la vetta i Pisidi, un tempo detti Solimi, di cui (è) la colonia Cesarea, la stessa (detta) Antiochia

Le città di Oroanda, Sagalesso

[95] Include questi la Licaonia, posta nella giurisdizione Asiatica, con cui convergono Filomeliesi, Timbriani, Leucoliti, Pelteni, Tiriensi

E' concessa anche una tetrarchia per la Licaonia, in quella parte in cui è confinante con la Galazia, di 14 città, con la famosissima città di Iconio
ipsius Lycaoniae celebrantur Thebasa in Tauro, Ide in confinio Galatiae atque Cappadociae

a latere autem eius super Pamphyliam veniunt Thracum suboles Milyae, quorum Arycanda oppidum

[96]  Pamphylia ante Mopsopia appellata est

mare Pamphylium Cilicio iungitur

oppida Side et in monte Apendum, Plantanistum, Perga

promunturium Leucolla, mons Sardemisus

amnes Eurymedon, iuxta Aspendum fluens, Catarractes, iuxta quem Lyrnesus et Olbia ultimaque eius orae Phaselis

[97]  Iunctum mare Lycium est gensque Lycia, unde vastus sinus

Taurus mons, ab Eois veniens litoribus, Chelidonio promunturio disterminat, inmensus ipse et innumerarum gentium arbiter, dextro latere septentrionalis, ubi primum ab Indico mari exsurgit, laevo meridianus et ad occasum tendens mediamque distrahens Asiam, nisi opprimenti terras occurrerent maria
Della stessa Licaonia sono ricordate Tebasa sul Tauro, Ide al confine della Galazia e della Cappadocia

Al suo lato poi sopra la Panfilia vengono i Milii discendenti dei Traci, di cui (è) la città di Aricanda

[96] La Panfilia fu chiamata prima Mopsopia

Il mare Panfilio è unito al Cilicio

Le città di Side e sul monte Apendo, Plantanisto, Perga

Il promontorio Leucolla, il monte Sardemiso

I fiumi Eurimedonte, che scorre vicino ad Aspendo, il Cataracte, vicino al quale Lirnesso e Olbia e Faseli ultima della sua costa

[97] E' unito il mare Licio e la popolazione Licia, da qui un vasto golfo

Il monte Tauro, che viene dai lidi dell'oriente, delimita con il promontorio Chelidonio, immenso esso stesso e dominatore di numerosi popoli, settentrionale dalla parte destra, dove dapprima si leva dal mare Indiano, meridionale nella sinistra e tendendo verso occidente e dividendo a metà l'Asia, se i mari non ostacolassero lui che domina le terre
resilit ergo ad septentriones flexusque inmensum iter quaerit, velut de industria rerum natura subinde aequora opponente, hinc Phoenicium, hinc Ponticum, illinc Caspium et Hyrcanium contraque Maeotium lacum

[98]  torquetur itaque collisus inter haec claustra et tamen victor flexuosus evadit usque ad cognata Ripaeorum montium iuga, numerosis nominibus et novis, quacumque incedit, insignis: Imaus prima parte dictus, mox Emodus, Paropanisus, Circius, Cambades, Pariades, Choatras, Oreges, Oroandes, Niphates, Taurus atque, ubi se quoque exuperat, Caucasus, ubi brachia emittit subinde temptanti maria similis, Sarpedon, Coracesius, Cragus, iterumque Taurus, [99]  etiam ubi dehiscit seque populis aperit, Portarum tamen nomine unitatem sibi vindicans, quae aliubi Armeniae, aliubi Caspiae, aliubi Ciliciae vocantur
Dunque torna verso nord e piegato cerca un immenso corso, come se la natura a bella posta ripetutamente opponesse i mari, da qui il Fenicio, da qui il Pontico, da lì il Caspio e l'Ircanio e di fronte il lago Meotide

[98] Si piega pertanto stretto fra quesru impedimenti e tuttavia vincitore scorre flessuoso fino alle catene affini dei monti Ripei, famoso, per i nomi numerosi e nuovi, da dovunque passa: chiamato Imao nella prima parte, poi Emodo, Paropaniso, Circio, Cambade, Pariade, Coatra, Orege, Oroando, Nifate, Tauro e, dove supera anche se stesso, Caucaso, dove protende le braccia ripetutamente simile a chi cerca di toccare il mare, Sarpedone, Coracesio, Crego, e di nuovo Tauro, [99] anche dove si divide e si apre ai popoli, vendicando tuttavia l'unità per sé con nome di Porte, che in un luogo sono dette Armenie, in un altro Caspie, altrove Cilicie
quin etiam confractus, effugiens quoque maria, plurimis se gentium nominibus hinc et illinc implet, a dextra Hyrcanius, Caspius, a laeva Parihedrus, Moschicus, Amazonicus, Coraxicus, Scythicus appellatus, in universum vero Graece Ceraunius

[100]  In Lycia igitur a promunturio eius oppidum Simena, mons Chimaera, noctibus flagrans, Hephaestium civitas, et ipsa saepe flagrantibus iugis

oppidum Olympus ibi fuit, nunc sunt montana Gagae, Corydalla, Rhodiopolis

iuxta mare Limyra cum amne, in quem Arycandus influit, mons Masicytus, Andria civitas, Myra, oppida Aperlae et Antiphellos, quae quondam Habesos, atque in recessu Phellos

dein Pyrrha, item Xanthus, a mari XV, flumenque eodem nomine

deinde Patara, quae prius Pataros, et in monte Sidyma, promunturium Cragus

[101]  ultra par sinus priori; ibi Pinara et quae Lyciam finit Telmesus

Lycia LXX quondam oppida habuit, nunc XXXVI habet
E anzi spezzato, sfuggendo anche i mari, si riempie di molti nomi di popoli di qua e di là, chiamato da destra Ircanio, Caspio, da sinistra Pariedro, Moschico, Amazonico, Corassico, Scitico, invece in genere dai Greci Ceraunio

[100] In Licia dunque dopo il suo promontorio la città di Simena, il monte Chimera, che brucia di notte, la cittadina di Efestio, anche questa stessa sui gioghi che spesso bruciano

Qui ci fu la città di Olimpo, ora ci sono i luoghi montani di Gage, Coridalla, Rodiopoli

Vicino al mare Limira col fiume, in cui scorre l'Aricando, il monte Masicito, la cittadine di Andria, Mira, le città di Aperle e Anfitello, che un tempo (era) Abesso, e nell'interno Fello

Poi Pirra, pure Xanto, a 15 miglia dal mare, e il fiume con lo stesso nome

Poi Patara, che prima (era) Pataro, e sul monte Sidima, il promontorio Crago

[101] Oltre (c'è) un golfo uguale al primo; qui Pinara e Telmesso che delimita la Licia

La Licia un tempo ebbe 70 città, ora ne ha 36
ex his celeberrima praeter supra dicta Canas, Candyba, ubi laudatur Eunias nemus, Podalia, Choma praefluente Aedesa, Cyaneae, Ascandiandalis, Amelas, Noscopium, Tlos, Telandrus

conprehendit in mediterraneis et Cabaliam, cuius tres urbes Oenianda, Balbura, Bubon

[102]  a Telmeso Asiaticum mare sive Carpathium et quae proprie vocatur Asia

in duas eam partes Agrippa divisit: unam inclusit ab oriente Phrygia et Lycaonia, ab occidente Aegaeo mari, a meridie Aegypto, a septentrione Paphlagonia; huius longitudinem CCCCLXX, latitudinem CCCXX fecit

alteram determinavit ab oriente Armenia Minore, ab occidente Phrygia, Lycaonia, Pamphylia, a septentrione provincia Pontica, a meridie mari Pamphylio, longam DLXXV, latam CCCXXV

[103]  In proxima ora Caria est, mox Ionia, ultra eam Aeolis

Caria mediae Doridi circumfunditur, ad mare utroque latere ambiens
Fra queste le più famose oltre a quelle sopra citate Cana, Candiba, dove è rinomato il bosco di Eunia, Podalia, Choma con l'Edesa che scorre accanto, Cianee, Ascandiantalis, Amela, Noscopio, Tlos, Telandro

Racchiude nell'entroterra anche la Cabalia, di cui le tre città Enianda, Balbura, Bubon

[102] Da Telmesso (comincia) il mare Asiatico o Carpazio e quella che è detta propriamente Asia

Agrippa la divise in due parti: delimitò una ad oriente con la Frigia e la Licaonia, ad occidente col mare Egeo, a sud con l'Egitto, a nord con la Paflagonia; calcolò la sua lunghezza 470 miglia, la larghezza 320

Limitò l'altra ad oriente con l'Armenia Minore, ad occidente con la Frigia, la Licaonia, la Panfilia, da nord con la provincia Pontica, da sud col mare Panfilio, lunga 575 miglia, larga 325

[103] Sulla costa vicina c'è la Caria, poi la Ionia, oltre questa l'Eolia

La Caria è circondata da metà della Doride, racchiudendola verso il mare da entrambi i lati
in ea promunturium Pedalium, amnis Glaucus, deferens Telmedium, oppida Daedala, Crya fugitivorum, flumen Axon, oppidum Calynda

amnis Indus, in Cibyratarum iugis ortus, recipit LX perennes fluvios, torrentes vero amplius centum

[104]  oppidum Caunos liberum, dein Pyrnos

portus Cressa, a quo Rhodus insula passuum XX

locus Loryma, oppida Tisanusa, Paridon, Larymna, sinus Thymnias, promunturium Aphrodisias, oppidum Hydas, sinus Schoenus, regio Bubassus

oppidum fuit Acanthus, alio nomine Dulopolis

est in promunturio Cnidos libera, Triopia, dein Pegusa et Stadia appellata

ab ea Doris incipit

[105]  Sed prius terga et mediterraneas iurisdictiones indicasse conveniat

una appellatur Cibyratica; ipsum oppidum Phrygiae est

conveniunt eo XXV civitates, celeberrima urbe Laodicea
In essa il promontorio Pedalio, il fiume Glauco, che trasporta il Telmedio, le città di Dedala, Cria dei rifugiati, il fiume Asson, la città di Calinda

Il fiume Indo, nato sui monti dei Cibirati, riceve 60 fiumi perenni, inoltre più di 100 torrenti

[104] La città libera di Cauno, poi Pirno

Il porto di Cressa, da cui l'isola di Rodi (è) a 20 miglia

La località di Lorima, le città di Tisanusa, Paridone, Larimna, il golfo di Timnia, il promontorio di Afrodisia, la città di Ida, il golfo di Scheno, la regione di Bubasso

Ci fu la città di Acanto, con l'altro nome di Dulopoli

Sul promontorio c'è la città libera di Cnido, Triopia, poi Pegusa chiamata anche Stadia

Da questa inizia la Doride

[105] Ma prima conviene aver indicato i luoghi posteriori le giurisdizioni dell'entroterra

Una è chiamata Cibiratica; la stessa è una città della Frigia

Convergono qui 25 cittadine, con la famosissima città di Laodicea
imposita est Lyco flumini, latera adluentibus Asopo et Capro, appellata primo Diospolis, dein Rhoas

reliqui in eo conventu, quos nominare non pigeat, Hydrelitae, Themisones, Hierapolitae

alter conventus a Synnade accepit nomen; conveniunt Lycaones, Appiani, Corpeni, Dorylaei, Midaei, Iulienses et reliqui ignobiles populi XV

[106]  tertius Apameam vadit, ante appellatam Celaenas, deinde Ciboton

sita est in radice montis Signiae, circumfusa Marsya, Obrima, Orba fluminibus in Maeandrum cadentibus

Marsyas ibi redditur, ortus ac paulo mox conditus

ubi certavit tibiarum cantu cum Apolline, Aulocrene est; ita vocatur convallis,X p

ab Apamea Phrygiam petentibus

ex hoc conventu deceat nominare Metropolitas, Dionysopolitas, Euphorbenos, Acmonenses, Peltenos, Silbianos; reliqui ignobiles VIIII

[107]  Doridis in sinu Leucopolis, Hamaxitos, Eleus, Etene
E' posta sul fiume Lico, con l'Asopo e il Capro che bagnano i lati, chiamata in un primo tempo Diospoli, poi Roa

I rimanenti in questo distretto, che non rincresce nominare, gli Idreliti, i Temisoni, gli Ierapoliti

L'altro distretto prende il nome da Sinnada; convergono Licaoni, Appiani, Corpeni, Dorilei, Midei, Giuliesi e i rimanenti 15 popoli sconosciuti

[106] Il terzo occupa Apamea, prima detta Celena, poi Ciboto

E' posta alla base del monte Signia, circondata dai fiumi Marsia, Obrima, Orba che si gettano nel Meandro

Qui è restituito il Marsia, originato e poco dopo nascosto

Aulocrene è dove gareggiò con Apollo nel suono del flauto; così è chiamata una vallata a 10 miglia da Apamea per quelli che si dirigono verso la Frigia

Da questo distretto conviene nominare Metropoliti, Dionisopoliti, Euforbeni, Acmonesi, Pelteni, Silbiani

Ignoti i restanti 9

[107] Nel golfo della Doride Leucopoli, Amassito, Eleo, Etene
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