Livio, Ab urbe condita: Libro 06, 41-42

Livio, Ab urbe condita: Libro 06, 41-42

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 06, 41-42

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Quomodo extorqueant, non quomodo petant honores, quaerunt; et ita maxima sunt adepturi, ut nihil ne pro minimis quidem debeant; et occasionibus potius quam uirtute petere honores malunt Cercano il modo non di ottenere, ma di estorcere le cariche; così si sforzano di raggiungere le più alte in maniera tale da non avere il benché minimo dovere di riconoscenza per le minori; preferiscono cioè inseguire le cariche basandosi sulle circostanze piuttosto che sui valori effettivi
est aliquis, qui se inspici, aestimari fastidiat, qui certos sibi uni honores inter dimicantes competitores aequum censeat esse, qui se arbitrio uestro eximat, qui uestra necessaria suffragia pro uoluntariis et serua pro liberis faciat C'è qualcuno che prova fastidio a essere tenuto sotto controllo e a subire una qualche valutazione, che ritiene giusto il fatto di essere il solo ad avere la sicurezza dell'elezione fra i vari in lizza per le cariche, che si sottrae al vostro giudizio, o ancora che rende il vostro voto da facoltativo a obbligatorio, trasformandolo da libero in servile
omitto Licinium Sextiumque, quorum annos in perpetua potestate tamquam regum in Capitolio numeratis: quis est hodie in ciuitate tam humilis cui non uia ad consulatum facilior per istius legis occasionem quam nobis ac liberis nostris fiat, si quidem nos ne cum uolueritis quidem creare interdum poteritis, istos etiam si nolueritis necesse sit Non parlo di Licinio e di Sestio, i cui anni di continuo potere voi già contate come quelli dei re sul Campidoglio; chi c'è oggi di così bassa condizione tra i cittadini al quale questa legge non conceda di accedere al consolato in maniera più agevole di quanto non offra a noi e ai nostri figli, se davvero non potrete eleggerci anche quando lo vorrete, mentre queste persone sarete costretti ad eleggerle anche se non lo desidererete
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Livio, Ab urbe condita: Libro 02, 01-10

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 02, 01-10

de indignitate satis dictum est -etenim dignitas ad homines pertinet -- : quid de religionibus atque auspiciis -- quae propria deorum immortalium contemptio atque iniuria est -- loquar dell'indegna bassezza di questa cosa si è detto abbastanza; ma agli uomini si addice la dignità: che cosa dovrei dire dei riti religiosi e degli auspici, disprezzando i quali si offendono e si oltraggiano gli dèi immortali
auspiciis hanc urbem conditam esse, auspiciis bello ac pace domi militiaeque omnia geri, quis est qui ignoret Chi mai ignora che questa città è stata fondata in base a degli auspici e che in base a degli auspici si è sempre presa ogni decisione, in guerra e in pace, in patria e sul suolo di battaglia; ebbene
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Livio, Ab urbe condita: Libro 01, 31-45

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 01, 31-45

penes quos igitur sunt auspicia more maiorum a chi spettano gli auspici in base alla tradizione dei nostri padri
nempe penes patres Ai patrizi, evidentemente
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Livio, Ab urbe condita: Libro 08, Parte 02

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 08, Parte 02

Nam plebeius quidem magistratus nullus auspicato creatur; nobis adeo propria sunt auspicia, ut non solum quos populus creat patricios magistratus non aliter quam auspicato creet sed nos quoque ipsi sine suffragio populi auspicato interregem prodamus et priuatim auspicia habeamus, quae isti ne in magistratibus quidem habent Infatti nessun magistrato plebeo viene eletto dopo aver preso gli auspici; e gli auspici ci appartengono in maniera così esclusiva che non solo i magistrati patrizi eletti dal popolo possono essere eletti solo dopo aver preso gli auspici, ma siamo sempre noi che, pur senza il voto del popolo, nominiamo l'interré in base agli auspici e anche in qualità di privati cittadini abbiamo il diritto di trarre gli auspici, dal quale costoro sono invece esclusi addirittura nella loro veste di magistrati
quid igitur aliud quam tollit ex ciuitate auspicia qui plebeios consules creando a patribus, qui soli ea habere possunt, aufert Di conseguenza, chi pretende di eleggere dei consoli plebei privando così degli auspici i patrizi che sono gli unici ad avere il diritto di trarli, che altro fa se non privarne l'intero paese
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eludant nunc licet religiones: quid enim est, si pulli non pascentur, si ex cauea tardius exierint, si occecinerit auis Se lo vogliono, adesso possono farsi beffe degli scrupoli religiosi e dire: Che cosa importa se i polli non mangiano, se escono più lentamente dal pollaio o se un uccello emette un verso di malaugurio
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