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Livio, Ab urbe condita: Libro 42; 01 - 15

Livio, Ab urbe condita: Libro 42; 01 - 15

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 42; 01 - 15

[1] L Postumius Albinus M Popilius Laenas - consules- cum omnium primum de provinciis - et- exercitibus ad senatum rettulissent, Ligures utrique decreti sunt, ut novas ambo, quibus eam provinciam obtinerent, legionesbinae singulis decretaeet socium Latini nominis dena milia peditum et sescenos equites, et supplementum Hispaniae tria milia peditum Romanorum scriberent et ducentos equites

Ad hoc mille et quingenti pedites Romani cum centum equitibus scribi iussi, cum quibus praetor, cui Sardinia obtigisset, in Corsicam transgressus bellum gereret; interim M Atilius, vetus praetor, provinciam obtineret Sardiniam
[1] Quando - i consoli- L Postumio Albino e M Popilio Lenate prima di ogni altra cosa ebbero proposto al senato di deliberare sulle province - e- sull'entità degli eserciti, ad entrambi vennero assegnati i Liguri, perché tutti e due arruolassero nuove legioni, con le quali mantenere il possesso di quella provincia - e ne furono destinate due ad ognuno -- e diecimila fanti e seicento cavalieri dei socii di nome latino a testa, nonché quali complementi per la Spagna tremila fanti romani e duecento cavalieri

In più ebbero l'ordine di arruolare mille e cinquecento fanti romani con cento cavalieri, perché con essi il pretore cui fosse toccata in sorte la Sardegna, passato in Corsica, vi conducesse la guerra; intanto M Atilio, il precedente pretore, doveva mantenere l'amministrazione della Sardegna
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Praetores deinde provincias sortiti sunt, A Atilius Serranus urbanam, C Cluvius Saxula inter cives et peregrinos, N Fabius Buteo Hispaniam citeriorem, M Matienus ulteriorem, M Furius Crassipes Siciliam, C Cicereius Sardiniam

Priusquam in - provincias- magistratus proficiscerentur, senatui placuit, L Postumium consulem ad agrum publicum a privato terminandum in Campaniam ire, cuius ingentem modum possidere privatos paulatim proferendo fines constabat
Poi i pretori sorteggiarono le province: A Atilio Serrano ebbe la pretura urbana, G Cluvio Sassola la giurisdizione fra i cittadini e gli stranieri, N Fabio Buteone la Spagna citeriore, M Matieno l'ulteriore, M Furio Crassipede la Sicilia, G Cicereio la Sardegna

Prima che i magistrati partissero alla volta - delle province- il senato decise che il console L Postumio andasse in Campania a delimitare con cippi il terreno demaniale da quello privato, in quanto risultava che i privati ne erano entrati in possesso abusivo per ampio tratto a furia di spostare in avanti i confini delle loro proprietà
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Hic iratus Praenestinis, quod, cum eo privatus sacrificii in templo Fortunae faciundi causa profectus esset, nihil in se honorifice neque publice neque privatim factum a Praenestinis esset, priusquam ab Roma proficisceretur, litteras Praeneste misit, ut sibi magistratus obviam exiret, locum publice pararent, ubi deverteretur, iumentaque, cum exiret inde, praesto essent

Ante hunc consulem nemo umquam sociis in ulla re oneri aut sumptui fuit

Ideo magistratus mulis tabernaculisque et omni alio instrumento militari ornabantur, ne quid tale imperarent sociis

Privata hospitia habebant; ea benigne comiterque colebant, domusque eorum Romae hospitibus patebant, apud quos ipsis deverti mos esset
Costui adiratosi coi Prenestini una volta che recatosi nella loro città da privato per offrire un sacrificio nel tempio della Fortuna, non era stato fatto segno ad alcuna onorifica accoglienza né da parte della comunità né dai singoli cittadini, prima di partire da Roma, inviò una lettera a Preneste chiedendo che gli venissero incontro i magistrati, gli preparassero a spese della città un luogo dove alloggiare e gli approntassero bestie da soma al momento della partenza

Prima di questo console nessuno si era mai sognato di caricare di oneri e spese le città alleate

Per questo i magistrati venivano equipaggiati di muli, tende ed ogni altro arnese indispensabile alla guerra, per evitare che avessero a imporre forniture di tal fatta agli alleati

Trovavano ospitalità presso privati; ne coltivavano l'amicizia con benevolenza e umanità, e le loro case a Roma erano aperte a quegli ospiti, presso i quali essi erano soliti prendere alloggio
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Legati, qui repente aliquo mitterentur, singula iumenta per oppida, iter qua faciundum erat, imperabant; aliam inpensam socii in magistratus Romanos non faciebant

Ira consulis, etiamsi iusta, non tamen in magistratu exercenda, et silentium nimis aut modestum aut timidum Praenestinorum ius, velut probato exemplo, magistratibus fecit graviorum in dies talis generis imperiorum

[2] Principio huius anni legati, qui in Aetoliam et Macedoniam missi erant, renuntiarunt, sibi conveniendi regis Persei, cum alii abesse eum, alii aegrum esse, falso utrumque, fingerent, potestatem non factam

Facile tamen apparuisse sibi, bellum parari, nec ultra ad arma ire - regem- dilaturum

Item in Aetolia seditionem gliscere in dies, neque discordiarum principes auctoritate sua coerceri potuisse
I legati che partissero all'improvviso per qualche destinazione prenotavano volta per volta i giumenti nelle varie città, dove sarebbero dovuti passare: altre spese gli alleati non sostenevano nei confronti dei magistrati romani

Lo sdegno del console, anche se legittimo, pure fatto valere indebitamente da un magistrato in carica, nonché l'acquiescenza troppo o supina o timorosa dei Prenestini attribuì ai magistrati il diritto, come se questo precedente avesse ottenuto riconoscimento, di simili imposizioni sempre più gravose col passare del tempo

[2] All'inizio di quest'anno i legati inviati in Etolia e in Macedonia riferirono di non aver avuto possibilità d'incontrarsi con il re Perseo, adducendosi ad essi il pretesto ora della sua assenza, ora di una sua malattia, l'una e l'altra cosa falsamente

Però era emerso che si stava preparando la guerra e che - il re- non avrebbe differito oltre il ricorso alle armi

Analogamente in Etolia crescevano di giorno in giorno i tumulti ed i capi dei rivoltosi non si era potuti ridurli all'impotenza con il prestigio della loro autorità
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Cum bellum Macedonicum in expectatione esset, priusquam id susciperetur, prodigia expiari pacemque deum peti precationibus, qui editi ex fatalibus libris essent, placuit

Lanuvi classis magnae species in caelo visa dicebatur, et Priverni lana pulla terra enata, et in Veienti apud Rementem lapidatum; Pomptinum omne velut nubibus lucustarum coopertum esse; in Gallico agro, qua induceretur aratrum, sub existentibus glaebis pisces emersisse

Ob haec prodigia libri fatales inspecti, editumque ab decemviris est, et quibus diis quibusque hostiis sacrificaretur, et ut supplicatio prodigiis expiandis fieret, alteraque, - quae- priore anno valetudinis populi causa vota esset, ea uti fier- et fer- iaeque essent
Mentre era nell'attesa di tutti lo scoppio della guerra in Macedonia, prima che le si desse inizio, fu deciso di rendere innocui i prodigi con cerimonie espiatorie e di invocare conpreghiere la benevolenza degli dèi, indicati dai libri profetici

A Lanuvio si diceva che era stata avvistata nel cielo l'apparizione di una grande flotta e a Priverno eran nati dalla terra bioccoli di lana scura e nel territorio di Veio, presso Remente, piovute pietre; tutta la regione pontina era stata offuscata come da un nugolo di cavallette; nel territorio della Gallia, dove si affondava l'aratro, di sotto alle zolle sollevate erano venuti alla luce dei pesci

Per tali prodigi furono consultati i libri profetici e i decemviri notificarono a quali dèi e con quali vittime si doveva sacrificare e ordinarono una supplicazione per allontanare l'influenza dei prodigi e una seconda per sciogliere il voto fatto l'anno precedente allo scopo d'impetrare la buona salute del popolo romano: inoltre questi due giorni dovevano essere considerati di festa
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Itaque sacrificatum est, ut decemviri scriptum ediderant

[3] Eodem anno aedis Iunonis Laciniae detecta

Q Fulvius Flaccus censor aedem Fortunae equestris, quam in Hispania praetor bello Celtiberico voverat, faciebat enixo studio, ne ullum Romae amplius aut magnificentius templum esset

Magnum ornatum ei templo ratus adiecturum, si tegulae marmoreae essent, profectus in Bruttios aedem Iunonis Laciniae ad partem dimidiam detegit, id satis fore ratus ad tegendum, quod aedificaretur

Naves paratae fuerunt, quae tollerent atque asportarent, auctoritate censoria sociis deterritis id sacrilegium prohibere

Postquam censor rediit, tegulae expositae de navibus ad templum portabantur

Quamquam, unde essent, silebatur, non tamen celari potuit
Sacrifici e supplicazioni si svolsero secondo il cerimoniale che i decemviri avevano dichiarato d'aver trovato scritto nei libri

[3] Quell'anno stesso fu scoperchiato il tempio di Giunone Lacinia

Il censore Q Fulvio Flacco stava costruendo il tempio della Fortuna equestre, promesso in voto quand'era pretore in Spagna al tempo della guerra contro i Celtiberi, con l'impegno che a Roma non fosse un tempio più grande di quello e più splendido

Pensando che alla sua costruzione avrebbero aggiunto inestimabile ornamento tegole di marmo, recatosi nel Bruzio scoprì a metà il tempio di Giunone Lacinia, sicuro che quel materiale fosse sufficiente alla copertura del tempio che stava edificando

Le navi erano pronte al carico e al trasporto di quel marmo, senza che gli abitanti della città alleata fossero in grado di impedire tanto sacrilegio, atterriti dall'autorità del censore

A1 ritorno di lui, le tegole sbarcate venivano portate presso il tempio

Per quanto se ne tacesse la provenienza, non poté rimanere nascosta
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Fremitus igitur in curia ortus est; ex omnibus partibus postulabatur, ut consules eam rem ad senatum referrent

Ut vero accersitus in curiam censor venit, multo infestius singuli universique praesentem lacerare: templum augustissimum regionis eius, quod non Pyrrhus, non Hannibal violassent, violare parum habuisse, nisi detexisset foede ac prope diruisset

Detractum culmen templo, nudatum tectum patere imbribus putrefaciendum

- Ad- id censorem moribus regendis creatum

Cui sarta tecta exigere sacris publicis et loca * * tuenda more maiorum traditum esset, eum per sociorum urbes diruentem templa nudantemque tecta aedium sacrarum vagari
Un mormorio di disapprovazione si levò nella curia: d'ogni parte si chiedeva che i consoli esponessero il caso al senato

Ma quando il censore, mandato a chiamare, si presentò nella curia, ecco che con molto maggiore animosità tutti insieme ed ognuno si dettero a lanciare improperi contro di lui in persona: il tempio più venerando di quella regione, che né Pirro né Annibale avevano osato violare, egli aveva creduto di non profanare abbastanza senza scoperchiarlo, sconciandolo, e senza averlo quasi disfatto

Il fastigio distaccato dal tempio, il tetto non ricoperto dagli embrici erano esposti a marcire per effetto delle piogge

A tanto era giunto un censore, creato con il compito di sorvegliare la pubblica moralità

Quel magistrato, cui dalla tradizione avita era affidata la funzione di sorvegliare le riparazioni degli edifici destinati al pubblico culto e darne in appalto la manutenzione, eccolo andare in giro per le città alleate distruggendo i templi e scoperchiando i tetti degli edifici sacri
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Et quod, si in privatis sociorum aedificiis faceret, indignum videri posset, id eum - templa deum- immortalium demolientem facere, et obstringere religione populum Romanum, ruinis templorum templa aedificantem, tamquam non iidem ubique di immortales sint, sed spoliis aliorum alii colendi exornandique

Cum, priusquam referretur, appareret, quid sentirent patres, relatione facta in unam omnes sententiam ierunt, ut eae tegulae reportandae in templum - locarentur- piaculariaque Iunoni fierent

Quae ad religionem pertinebant, cum cura facta; tegulas relictas in area templi, quia reponendarum nemo artifex inire rationem potuerit, redemptores nuntiarunt

[4] Ex praetoribus, qui in provincias ierant, N Fabius Massiliae moritur, cum in citeriorem Hispaniam iret
E quell'azione che potrebbe sembrare inconcepibile, se compiuta a danno di privati edifici degli alleati, egli la compiva demolendo - i templi degli dei- immortali e, edificando templi con le macerie di altri templi, coinvolgeva nel sacrilegio il popolo romano, come se dovunque non fossero gli stessi dèi, ma gli uni dovessero onorarsi e adornarsi con le spoglie degli altri

Risultando chiaro il sentimento dei padri prima ancora che si facesse l'esposizione dei fatti, appena questa fu espletata, tutti approvarono all'unanimità che quelle tegole - fossero fatte- riportare nel tempio e si celebrassero sacrifici espiatori in onore di Giunone

Con ogni cura si eseguirono le disposizioni attinenti al culto; ma gli impresari fecero sapere che le tegole erano rimaste nello spiazzo del tempio perché nessun artigiano aveva saputo trovare il sistema di ricollocarle al loro posto

[4] Dei pretori andati nelle province N Fabio muore a Marsiglia durante il viaggio verso la Spagna citeriore
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Itaque cum id nuntiatum - a- Massiliensibus legatis esset, senatus decrevit, ut P Furius et Cn Servilius, quibus succedebatur, inter se sortirentur, uter citeriorem Hispaniam prorogato imperio obtineret

Sors opportuna fuit, - ut- P Furius idem, cuius ea provincia fuerat, remaneret

Eodem anno, cum agri Ligustini et Gallici, quod bello captum erat, aliquantum vacaret, senatus consultum factum, ut is ager viritim divideretur

Decemviros in eam - rem- ex senatus consulto creavit A Atilius praetor urbanus M Aemilium Lepidum C Cassium T Aebutium Parrum C Tremellium P Cornelium Cethegum Q et L Apuleios M Caecilium C Salonium C Munatium

Diviserunt dena iugera in singulos, sociis nominis Latini terna
E dopo l'annunzio della sua fine - da parte dei- legati di Marsiglia, il senato dispose che P Furio e Gn Servilio, i quali dovevano essere sostituiti, si sorteggiassero chi doveva mantenere il governo della Spagna citeriore con proroga del potere

Propizia fu la sorte, - cosicché- lo stesso P Furio, il quale aveva avuto il comando di quella provincia, poté mantenerlo

Nello stesso anno essendo disponibile una porzione del territorio ligure e gallico, conquistato per diritto di guerra, il senato deliberò che ne fosse distribuito un tanto a testa

Il pretore urbano A Atilio nominò per ordine del senato i decemviri deputati a questa - operazione- nelle persone di M Emilio Lepido, G Cassio, T Ebuzio Parro, G Tremellio, P Cornelio Cetego, Q e L Apulei, M Cecilio, G Salonio, G Munazio

Distribuirono dieci iugeri per ciascuno, tre ai socii di nome latino
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Per idem tempus, quo haec agebantur, legati ex Aetolia Romam venerunt de discordiis seditionibusque suis, et Thessali legati nuntiantes, quae in Macedonia gererentur

[5] Perseus bellum iam vivo patre cogitatum in animo volvens omnis non gentes modo Graeciae, sed civitates etiam legationibus mittendis, pollicendo plura quam praestando, sibi conciliabat

Erant autem magnae partis hominum ad favorem eius inclinati animi, et aliquanto quam in Eumenem propensiores, cum Eumenis beneficiis muneribusque omnes Graeciae civitates et plerique principum obligati essent, et ita se in regno suo gereret, ut, quae sub dicione eius urbes - essent- , nullius liberae civitatis fortunam secum mutatam vellent
Contemporaneamente a questi avvenimenti i legati Etoli giunsero a Roma, per informare delle loro discordie e rivolte e i legati Tessali per riferire sui fatti di Macedonia

[5] Perseo, volgendo l'animo a pensieri di guerra, già accarezzati sin da quando era vivo suo padre, cercava di cattivarsi non solo tutte le popolazioni della Grecia, ma pure singole città, coll'inviare ambascerie più largo di promesse che di concessioni

E gli animi di gran parte degli uomini gli erano favorevoli, e alquanto più propensi a lui che ad Eumene, quantunque tutte le città della Grecia e la più parte delle monarchie a questo andassero debitrici di doni e benefici e per quanto nel suo regno si comportasse con tanta liberalità, che le città poste sotto il suo dominio non avrebbero scambiato la propria condizione con quella di nessuna libera città
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