Post, ubi confecti cursus et dona peregit, 'nunc, si cui virtus animusque in pectore praesens, adsit et evinctis attollat bracchia palmis': sic ait, et geminum pugnae proponit honorem, victori velatum auro vittisque iuvencum, allittensem atque insignem galeam solacia victo | Poi, quando furon finite le corse consegnò i doni,Ora, se a qualcuno in petto (c'è) valore e coraggio forte, si presenti ed alzi le braccia con le palme legate: così disse, e propone doppio premio per la gara, al vincitore un giovenco velato d'oro e di bende,una spada ed uno splendido elmo, come consolazioni per il vinto |
nec mora; continuo vastis cum viribus effert ora Dares magnoque virum se murmure tollit, solus qui Paridem solitus contendere contra, idemque ad tumulum quo maximus occubat Hector victorem Buten immani corpore, qui se Bebrycia veniens Amyci de gente ferebat, perculit et fulva moribundum extendit harena | Non esitazione; subito con grandi forze Darete offre la faccia e s'alza tra un gran mormorio di uomini, il solo che era solito gareggiare contro Paride, e lui stesso al tumulo dove giace il massimo Ettore, abbattè il vincitore Bute, dal corpo gigantesco, che si vantava provenendo dalla stirpe bebricia di Amico; e lo stese moribondo sulla bionda sabbia |
talis prima Dares caput altum in proelia tollit, ostenditque umeros latos alternaque iactat bracchia protendens et verberat ictibus auras | Tale Darete alza l'alto capo per gli inizi degli scontri, mostra le larghe spalle e stendendole mostra le braccia alterne e colpisce l'aria di colpi |
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quaeritur huic alius; nec quisquam ex agmine tanto audet adire virum manibusque inducere caestus | Si cerca un altro per costui; e nessuno tra tanta folla osa affrontare l'uomo portare i cesti alle mani |
ergo alacris cunctosque putans excedere palma Aeneae stetit ante pedes, nec plura moratus tum laeva taurum cornu tenet atque ita fatur: 'nate dea, si nemo audet se credere pugnae, quae finis standi | Quindi superbo credendo che tutti si ritirassero dalla gara si piantò ai piedi di Enea, né esitando di più tiene per un corno il toro con la sinistra e così parla: figlio di dea, se nessuno osa darsi allo scontro,quale il termine di star femi |
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quo me decet usque teneri | Fin quando è decente che sia tenuto |
ducere dona iube | Ordina di portare i doni |
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' cuncti simul ore fremebant Dardanidae reddique viro promissa iubebant | Tutti insieme fremevano in viso i Dardanidi e incitavano a dare all'eroe le promesse |
Hic gravis Entellum dictis castigat Acestes, proximus ut viridante toro consederat herbae: 'Entelle, heroum quondam fortissime frustra, tantane tam patiens nullo certamine tolli dona sines | Allora il severo Aceste rimprovera Entello con parole, come sedeva vicino sul verdeggiante letto d'erba: Entello, invano un tempo il più forte degli eroi, permetti sopportando che si gran doni sian presi senza alcuna gara |
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ubi nunc nobis deus ille, magister nequiquam memoratus, Eryx | Dov'è adesso quel dio per noi, invano ricordato come maestro, Erice |