Virgilio, Eneide: Libro 11 - CAMILLA FERITA DA ARRUNTE

Virgilio, Eneide: Libro 11 - CAMILLA FERITA DA ARRUNTE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 11 - CAMILLA FERITA DA ARRUNTE

Tum fatis debitus Arruns velocem iaculo et multa prior arte Camillam circuit, et quae sit fortuna facillima temptat Poi votato ai fati, Arrunte circuisce la veloce Camilla per primo con molta Astuzia, e tenta quale sia il momento più propizio
qua se cumque furens medio tulit agmine virgo, hac Arruns subit et tacitus vestigia lustrat; qua victrix redit illa pedemque ex hoste reportat, hac iuvenis furtim celeris detorquet habenas Dovunque si portò in mezzo alla schiera la vergine furente qui Arrunte s'acquatta e tacito spia le mosse;dove lei ritorna vittoriosa e riporta il passo dal nemico, qui il giovane furtivamente volge le veloci briglie
hos aditus iamque hos aditus omnemque pererrat undique circuitum et certam quatit improbus hastam Questi ingressi e questi altri ingressi ancora e vaga ovunque per ogni passaggio e maligno scuote l'asta sicura
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Virgilio, Eneide: Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Forte sacer Cybelo Chloreus olimque sacerdos insignis longe Phrygiis fulgebat in armis spumantemque agitabat equum, quem pellis aenis in plumam squamis auro conserta tegebat Per caso Cloreo un tempo sacerdote sacro al Cibelo da lontano splendeva smagliante in armi frigiee spronava uno spumeggiante cavallo, che una pelle intessuta d'oro con squame di bronzo a piuma proteggeva
ipse peregrina ferrugine clarus et ostro spicula torquebat Lycio Gortynia cornu; aureus ex umeris erat arcus et aurea vati cassida; tum croceam chlamydemque sinusque crepantis carbaseos fulvo in nodum collegerat auro pictus acu tunicas et barbara tegmina crurum Lui splendido di curioso turchinoo e porporalanciava freccegortinie con arco di corno licio; Il vate aveva l'arco sulle spalle d'oro e d'oro l'elmo; poi aveva raccolto la clamide di croco e gli orli fruscianti di lino in un nododirosso oro lavorate con l'ago le tuniche e le barbare protezioni delle gambe
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Virgilio, Eneide: Libro 01 - RISPOSTA DI DIDONE E INTERVENTO DI ENEA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 01 - RISPOSTA DI DIDONE E INTERVENTO DI ENEA

hunc virgo, sive ut templis praefigeret arma Troia, captivo sive ut se ferret in auro venatrix, unum ex omni certamine pugnae caeca sequebatur totumque incauta per agmen femineo praedae et spoliorum ardebat amore, telum ex insidiis cum tandem tempore capto concitat et superos Arruns sic voce precatur: 'summe deum, sancti custos Soractis Apollo, quem primi colimus, cui pineus ardor acervo pascitur, et medium freti pietate per ignem cultores multa premimus vestigia pruna, da, pater, hoc nostris aboleri dedecus armis, omnipotens Costui la vergine, sia per attaccare ai templi le armi troiane, sia per mostrasi cacciatrice nell'oro catturato, lui solo tra ogni duello della battaglia seguiva cieca e per tutta la schiera incauta ardeva del femminile amore di preda e spoglie, quando negli agguati scelto finalmente il momento scaglia l'arma Arrunte e con la voce prega così: Sommo fra gli dei, Custode del santo Soratte Apollo, che per primi abbiam venerato, della cui catasta sipasce l'ardore di pino, e fiduciosi nella pietà in mezzo al fuoco e noi adoratori prmiamo i passi su molta brace, da' , padre, di abolire questo disonore con le nostre armi, onnipotente
non exuvias pulsaeve tropaeum virginis aut spolia ulla peto, mihi cetera laudem facta ferent; haec dira meo dum vulnere pestis pulsa cadat, patrias remeabo inglorius urbes Non chiedo le spoglie o il trofeidella sconfitta vergine o alcun bottino, le altre imprese mi daranno onore; purchè cada con un mio colpo questa crudele peste, sconfitta, ritornerò senza gloria alle città paterne
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Virgilio, Eneide: Libro 06 - L’OMBRA DELLA REGINA DIDONE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - L’OMBRA DELLA REGINA DIDONE

' Audiit et voti Phoebus succedere partem mente dedit, partem volucris dispersit in auras: sterneret ut subita turbatam morte Camillam adnuit oranti; reducem ut patria alta videret non dedit, inque Notos vocem vertere procellae Ascoltò Apollo e concesse in cuore che parte del voto si compisse, parte la disperse nell'aria alata: accordò all'orante di abbattere Camilla travolta da morte istantanea; non concesse di vedere reducele alte cose patrie, e le procelle mandarono la frase ai Noti
ergo ut missa manu sonitum dedit hasta per auras, convertere animos acris oculosque tulere cuncti ad reginam Volsci Perciò come l'asta lanciata con la mano mandò il sibilo nell'aria, volsero l'attenzione e portarono gli occhi attenti sulla regina, tutti i Volsci
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Virgilio, Eneide: Libro 04 - L’AMORE DI DIDONE

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nihil ipsa nec aurae nec sonitus memor aut venientis ab aethere teli, hasta sub exsertam donec perlata papillam haesit virgineumque alte bibit acta cruorem Lei, nulla né memore dell'aria né del sibilo, o dell'arma che veniva dall'etere, fin che l'asta portata sotto la mammella coperta s'attaccò ed entrata bevve profondamente il sangue virgineo
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