Virgilio, Eneide: Libro 06 - PROFEZIE DI SIBILLA

Virgilio, Eneide: Libro 06 - PROFEZIE DI SIBILLA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - PROFEZIE DI SIBILLA

Excisum Euboicae latus ingens rupis in antrum, quo lati ducunt aditus centum, ostia centum, unde ruunt totidem voces, responsa Sibyllae C'è un lato scavato della rupe euboica in caverna,a cui menano cento vasti ingressi, cento porteda cui corrono altrettante voci, responsi della Sibilla
ventum erat ad limen, cum uirgo 'poscere fata tempus' ait; 'deus ecce deus Si era giunti alla soglia, quando la vergine: E' il momento di chiedere i fati, disse, Il dio, ecco, il dio
' cui talia fanti ante fores subito non uultus, non color unus, non comptae mansere comae; sed pectus anhelum, et rabie fera corda tument, maiorque videri nec mortale sonans, adflata est numine quando iam propiore dei A lei che parla così davanti ai battenti improvvisamente, non il volto, non unico il colore, né pettinate restaron le chiome, ma il petto ansante ed il cuore selvaggio si gonfia di rabbia e sembravapiù grande e non parlare umanamente, poichè si espresse essendo troppo vicina la potenza del dio
'cessas in vota precesque, Tros' ait 'Aenea Esiti nei voti e nelle preghiere, disse, troiano Enea
cessas Esiti
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neque enim ante dehiscent attonitae magna ora domus No si apriranno prima le grandi bocche della casa invasata
' et talia fata conticuit Dopo aver parlato così, tacque
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gelidus Teucris per dura cucurrit ossa tremor, funditque preces rex pectore ab imo: 'Phoebe, gravis Troiae semper miserate labores, Dardana qui Paridis derexti tela manusque corpus in Aeacidae, magnas obeuntia terras tot maria intraui duce te penitusque repostas Massylum gentis praetentaque Syrtibus arua: iam tandem Italiae fugientis prendimus oras Un gelido brivido attraversò i Teucri lungo le dure ossa ed il re dice preghiere dal fondo del cuore:Febo, che sempre hai compianto i duri travagli di Troia, tu che guidasti le armi dardanie e le mani di Paride contro il corpo dell' Eacide, attraversai tanti mari che entrano in grandi terre, sotto la tua guida, le genti de Massili nascoste all'nterno ed i campi posti davanti alle Sirti, ormai raggiungiamo finalmente le spiagge fuggenti dell'Italia
hac Troiana tenus fuerit fortuna secuta; vos quoque Pergameae iam fas est parcere genti, dique deaeque omnes, quibus obstitit Ilium et ingens gloria Dardaniae Oh fin qui ci avesse seguiti la sorte troiana; ormai è giusto che voi personiate il popolo di Pergamo, o dei e dee tutte, cui spiacque Ilio e la grande gloria della Dardania
tuque, o sanctissima vates, praescia uenturi, da non indebita posco regna meis fatis Latio considere Teucros errantisque deos agitataque numina Troiae E tu veneratissima profetessa, conscia del futuro, concedi ( non chiedo regni non dovuti per i miei fati) ai Teucri di fermarsi nel Lazio ed anche agli dei erranti ed alle sconvolte potenze di Troia
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