Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 55 - 60

Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 55 - 60

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 38; 55 - 60

[56] Multa alia in Scipionis exitu maxime vitae dieque dicta, morte, funere, sepulcro, in diversum trahunt, ut, cui famae, quibus scriptis adsentiar, non habeam [56] Molti altri particolari riguardo alla fine di Scipione in genere e soprattutto sul giorno del processo, sulla sua morte, i funerali, la sepoltura, presentano divergenze, tanto che non so a quale tradizione e a quali testi attenermi
Non de accusatore convenit: alii M Naevium, alii Petillios diem dixisse scribunt, non de tempore, quo dicta dies sit, non de anno, quo mortuus sit, non ubi mortuus aut elatus sit; alii Romae, alii Literni et mortuum et sepultum Non cè accordo sullaccusatore :cè chi dice che lo citò M Nevio , e chi i Petillii; non sulla data della citazione, non sullanno della sua morte, non sul luogo della morte e della sepoltura; chi lo dice morto e sepolto a Roma, e chi a Literno
Utrobique monumenta ostenduntur et statuae; nam et Literni monumentum monumentoque statua superimposita fuit, quam tempestate deiectam nuper vidimus ipsi, et Romae extra portam Capenam in Scipionum monumento tres statuae sunt, quarum duae P et L Scipionum dicuntur esse, tertia poetae Q Ennii Tanto qua che là si fanno vedere il suo monumento e la sua statua: perché a Literno fu eretto un monumento e sopra collocata la sua statua, che io stesso ho visto di recente divelta da un uragano ; [] e a Roma fuori Porta Capena sul monumento degli Scipioni vi sono tre statue, di cui dicono due sieno di P e L Scipione, la terza del poeta Q Ennio
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 07, 37-42

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 07, 37-42

Nec inter scriptores rerum discrepat solum, sed orationes quoque, si modo ipsorum sunt quae feruntur, P Scipionis et Ti Gracchi abhorrent inter se E non solo cè discordanza fra gli storici, ma anche le orazioni di P Scipione e Ti Gracco (se pure sono autentiche quelle conservate coi loro nomi) sono ili contraddizione fra loro
Index orationis P Scipionis nomen M Naevii tribuni plebis habet, ipsa oratio sine nomine est accusatoris; modo nebulonem, modo nugatorem appellat Il titolo dellorazione di P Scipione nomina il tribuno M Nevio, mentre nel testo non sincontra il nome dellaccusatore; ora lo chiama nebulo , buono a nulla, ora nugator , chiacchierone
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 03; 25 - 40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 03; 25 - 40

Ne Gracchi quidem oratio aut Petilliorum accusatorum Africani aut diei dictae Africano ullam mentionem habet Neppure lorazione di Gracco nienziona mai i Petillii come due accusatori dellAfricano, né la data della citazione dellAfricano
Alia tota serenda fabula est Gracchi orationi conveniens, et illi auctores sequendi sunt, qui, cum L Scipio et accusatus et damnatus sit pecuniae captae ab rege legatum in Etruria fuisse Africanum tradunt; qua post famam de casu fratris adlatam relicta legatione cucurrisse eum Romam et, cum a porta recta ad forum se contulisset, quod in vincula duci fratrem dictum erat, reppulisse a corpore eius viatorem, et tribunis retinentibus magis pie quam civiliter vim fecisse Ci sarebbe da imbastire una versione tutta diversa sulla falsariga dellinazione di Gracco, e allora si dovrebbero seguire quelle fonti secondo cui, quando L Scipione fu accusato e condannato per il denaro ricevuto dal re Antioco, lAfricano era in missione in Etruria ; giuntagli là la notizia delle disavventure del fratello, avrebbe lasciato in tronco la missione e sarebbe corso a Roma, e dalla porta recatosi direttamente al Foro perché gli era stato detto che il fratello veniva tratto in prigione, avrebbe respinto dalla persona di lui lusciere e, siccome i tribuni cercavano di tener fermo larrestato , avrebbe usato la forza con atteggiamento più di fratello che di cittadino
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 21 - 24

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 21 - 24

Haec enim ipsa Ti Gracchus queritur dissolutam esse a privato tribuniciam potestatem, et ad postremum, cum auxilium L Scipioni pollicetur, adicit tolerabilioris exempli esse a tribuno plebis potius quam a privato victam videri et tribuniciam potestatem et rem publicam esse Questo precisamente deplora Ti Gracco, che un privato abbia potuto render nulla la potestà tribunizia, e verso la fine, quando promette il suo aiuto a L Scipione, aggiunge che è un precedente più ammissibile vedere la potestà tribunizia e lautorità dello stato sottomessa a un tribuno della plebe che a un privato cittadino
Sed ita hanc unam impotentem eius iniuriam invidia onerat, ut increpando, quod degenerarit tantum a se ipse, cumulatas ei veteres laudes moderationis et temperantiae pro reprehensione praesenti reddat; castigatum enim quondam ab eo populum ait, quod eum perpetuum consulem et dictatorem vellet facere; prohibuisse statuas sibi in comitio, in Rostris, in curia, in Capitolio, in cella Iouis poni; prohibuisse, ne decerneretur, ut imago sua triumphali ornatu e templo Iouis optimi maximi exiret Questa unica prepotenza di lui vuole coprire di odiosità, ma lo fa in tono tale, che, nel deplorano per avere di tanto smcntito sé stesso, in cambio del rimprovero per latto di oggi, gli tributa a usura le lodi per la moderazione e la disciplina passata; ricorda infatti che Scipione una volta richiamò alla ragione il popolo perché voleva farlo console a vita e dittatore ; vietò che gli fossero inalzate statue nel comizio, sui rostri, nella Curia, sul Campidoglio, nei penetrali di Giove; e impedì che si decretasse di fare uscire dal tempio di Giove Ottimo Massimo la sua immagine coi paramenti del trionfo
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 31; 12 - 15

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 31; 12 - 15

[57] Haec vel in laudatione posita ingentem magnitudinem animi moderantis ad civilem habitum honoribus significarent, quae exprobrando inimicus fatetur [57] Questi particolari, anche se fossero ricordati in un panegirico, potrebbero già testimoniare la grandezza di un animo che, come vuole latteggiamento da cittadino, sa porre un limite ai propri onori; mentre qui è un avversario che li riconosce nel tempo stesso che rivolge un biasimo
Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 39; 36 - 40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 36 - 40

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 16-20

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 05, 16-20

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 02; 25 - 38

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 02; 25 - 38

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 35; 06 - 10

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 35; 06 - 10

Maybe you might be interested
Livio, Ab urbe condita: Libro 06, 36-40

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 06, 36-40