Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 23 - 24

Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 23 - 24

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 27; 23 - 24

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[23] Praetores in prouincias profecti: consules religio tenebat quod prodigiis aliquot nuntiatis non facile litabant [23] I pretori partirono per le province; unonesta osservanza dei riti sacri fermò, invece, i consoli poiché si aveva notizia di alcuni miracoli che non avevano offerto buoni segni
Et ex Campania nuntiata erant Capuae duas aedes, Fortunae et Martis, et sepulcra aliquot de caelo tacta, Cumis adeo minimis etiam rebus praua religio inserit deos mures in aede Iouis aurum rosisse, Casini examen apium ingens in foro consedisse; et Ostiae murum portamque de caelo tactam, Caere uolturium uolasse in aedem Iouis, Volsiniis sanguine lacum manasse Dalla Campania, infatti, era giunto l'annuncio che a Capua due templi, quello della Fortuna e quello di Marte nonché alcuni sarcofaghi erano stati battuti dal fulmine; a Cuma, poi, tanto la sciocca credenza popolare mischia gli dei anche nelle cose più banali, si narrava che dei topi avevano roso l'oro del tempio di Giove, che a Cassino un grande nugolo di api si era insediato nel foro, e ad Ostia un muro ed una porta erano stati battuti dal fulmine; a Cere si diceva che un rapace era volato sul tempio di Giove, che a Volsini nel lago era zampillato sangue
Horum prodigiorum causa diem unum supplicatio fuit Per questi prodigi si tenne per un giorno un rito purificatore
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Livio, Ab urbe condita: Libro 39; 26 - 30

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 26 - 30

Per dies aliquot hostiae maiores sine litatione caesae diuque non impetrata pax deum Per alcuni giorni le vittime adulte sacrificate diedero segni avversi e per lungo tempo ancora nessuna invocazione ottenne la grazia degli dei
In capita consulum re publica incolumi exitiabilis prodigiorum euentus vertit Sul capo dei consoli si distrusse l'esito tragico di questi fenomeni, ma la repubblica fu serbata
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Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 16 - 17

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 16 - 17

Ludi Apollinares Q Fuluio Ap Claudio consulibus a P Cornelio Sulla praetore urbano primum facti erant; inde omnes deinceps praetores urbani fecerant; sed in unum annum vovebant dieque incerta faciebant I giochi Apollinari erano stati glorificati la prima volta dal pretore urbano P Cornelio Silla sotto il consolato di O Fulvio ed Appio Claudio; dipoi i pretori urbani li avevano poi tutti preparati; però, li ordinavano per un anno solo, senza fissare una data esatta
Eo anno pestilentia grauis incidit in urbem agrosque, quae tamen magis in longos morbos quam in permitiales evasit In quell'anno una grave peste che si abbatté su Roma e sulle campagne ebbe, tuttavia, come risultato malattie più lunghe che mortali
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Livio, Ab urbe condita: Libro 05, 51-55

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 05, 51-55

Eius pestilentiae causa et supplicatum per compita tota urbe est et P Licinius Varus praetor urbanus legem ferre ad populum iussus ut ii ludi in perpetuum in statam diem voverentur A causa di questa diffusione, in tutta la città si fecero preghiere nei crocevia; il pretore urbano P Licinio Varo ebbe l'ordine di offrire al popolo che quei ludi si lodassero di continuo a data fissa
Ipse primus ita vovit, fecitque ante diem tertium nonas Quinctiles Egli stesso per primo li assicurò in voto e li festeggiò il tredici luglio
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Is dies deinde sollemnis seruatus Più tardi questo giorno fu tenuto come festa di ogni anno
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