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Impero di Filippo II di Spagna

Impero di Filippo II di Spagna

Filippo II aveva ereditato da Carlo V nel 1556 un impero vastissimo ma eterogeneo

Includeva le corone spagnole, i Paesi Bassi, Milano, Napoli e la Sicilia, i possedimenti coloniali nelle Americhe e nelle Filippine. Il potere di Filippo II si estese ulteriormente nel 1580 in seguito alla estinzione della dinastia portoghese. I molti legami matrimoniali che esistevano fra questa e gli Asburgo di Spagna gli consentirono di far valere i suoi diritti ereditari sulla corona di Lisbona e i suoi possedimenti coloniali dietro la promessa che il Regno del Portogallo sarebbe stato tenuto separato dai regni spagnoli.  Nel 1554 Filippo II aveva sposato Maria Tudor regina di Inghilterra e figlia di Enrico VIII. Si trattava di un matrimonio politico rimasto senza discendenza in seguito alla morte di Maria avvenuta nel 1558. L’anno successivo  Filippo II spostò definitivamente la sua residenza dai Paesi Bassi alla Spagna e trasferì la capitale da Valladolid a Madrid.
Una grande debolezza economico-sociale si celava sotto l’apparente potenza spagnola. La lunga storia della formazione del paese aveva voluto che la vocazione della classe dominate fosse lo spirito di crociata che aveva caratterizzato le guerre di reconquista impregnate di intolleranza, misticismo religioso, idealismo eroico e cavalleresco. Questa ipertrofia dei valori militari non era limitata agli strati superiori della nobiltà ma anche ai piccoli nobili poveri e orgogliosi. Di questi hidalgos la Spagna ne aveva fin troppi e risaltava la debolezza della classe borghese dei mercanti, imprenditori e proprietari terrieri. Gli ebrei che avevano rappresentato in passato una quota consistente della borghesia erano stati espulsi nel 1492. Ma anche i conversos di vecchia data si erano trovati a fronteggiare i processi dell’inquisizione.
Allo sviluppo delle colonie in America e le grandi quantità d’argento che di la venivano esportate giovarono poco all’economia iberica. Gli spagnoli trasferitisi oltremare avevano bisogno di tutto ciò che faceva parte delle loro abitudini di consumo e che non era possibile produrre nel nuovo mondo. Ma l’economia spagnola non fu in grado di approfittare di questa domanda crescente di beni, ma furono altre nazioni a rispondere alla domanda di prodotti delle colonie. Una parte dei metalli preziosi prendeva poi la via del lontano Oriente e andava a finanziare gli acquisti di spezie mentre un’altra finiva in Francia, Italia o Paesi Bassi, in cambio dei beni che erano al di fuori delle capacità produttive della Spagna. Il tesoro americano quindi dette solo l’illusone di una ricchezza ma non stimolò l’economia.
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