Seneca, De providentia: Parte 04

Seneca, De providentia: Parte 04

Latino: dall'autore Seneca, opera De providentia parte Parte 04

Prosperae res et in plebem ac uilia ingenia deueniunt; at calamitates terroresque mortalium sub iugum mittereproprium magni uiri est Considera ora questo: la buona fortuna può capitare anche ad un plebeo o ad una persona spregevole, ma è solo dell'uomo grande vincere le disgrazie e le paure
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Semper uero esse felicem et sine morsu animi transire uitam ignorare est rerum naturae alteram partem Inoltre l'essere sempre felici, il passare indenni la vita significa ignorarne l'altra metà
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Magnus uir es: sed unde scio, si tibi fortuna non dat facultatem exhibendae uirtutis Come fai a sapere che sei un grand'uomo, se la sorte non t'offre l'occasione di dimostrare il tuo valore
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Descendisti ad Olympia, sed nemo praeter te: coronam habes, uictoriam non habes; non gratulor tamquam uiro forti, sed tamquam consulatum praeturamue adepto: honore auctus es Se scendi nell'arena dei giochi olimpici e ci sei solo tu a misurati puoi prenderti la corona ma non la vittoria, ed io non posso congratularmi con te come si fa con un uomo forte, posso solo stringerti la mano, come ad uno che ha conseguito la pretura o il consolato: un'onorificenza, niente di più
Idem dicere et bono uiro possum, si illi nullam occasionem difficilior casus dedit in qua [una] uim animi sui ostenderet: 'miserum te iudico, quod numquam fuisti miser Lo stesso potrei dire ad un uomo buono se nessuna difficoltà di un certo rilievo gli ha mai dato modo di dimostrare la sua forza d'animo Ti giudico infelice perchè non sei mai stato infelice, così gli direi
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Transisti sine aduersario uitam; nemo sciet quid potueris, ne tu quidem ipse Hai passato la vita intera senza mai misurarti con qualcuno o qualcosa che ti contrastasse Nessuno potrà mai sapere quanto vali in realtà, nemmeno tu stesso
' Opus est enim ad notitiam sui experimento; quid quisque posset nisi temptando non didicit Per conoscersi, infatti, bisogna dar prova di sé, le proprie forze non si apprendono se non sperimentandole
Itaque quidam ipsi ultro se cessantibus malis optulerunt et uirtuti iturae in obscurum occasionem per quam enitesceret quaesierunt Per questo alcuni, invece di aspettarle, visto che quelle tardano a venire, vanno incontro alle disgrazie volontariamente e cercano loro l'occasione per mettere in luce una virtù che diversamente resterebbe nell'ombra
Gaudent, inquam, magni uiri aliquando rebusaduersis, non aliter quam fortes milites bello; Triumphum ego murmillonem sub Ti Caesare de raritate munerum audiui querentem: 'quam bella' inquit 'aetas perit Gli uomini forti talvolta si rallegrano delle avversità come della guerra i soldati valorosi Al tempo dell'imperatore Tiberio il gladiatore Trionfo - come io stesso ho potuto sentire - si lamentava della scarsezza di quelle competizioni: un'età sprecata, diceva
' Auida est periculi uirtus et quo tendat, non quid passura sit cogitat, quoniam etiam quod passura est gloriae pars est La virtù è avida di pericoli e guarda dritto alla meta, non a quel che devepatire, perché sa che anche le sofferenze fanno parte della gloria
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