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Seneca, De Constantia Sapientis: 01; 01-03

Seneca, De Constantia Sapientis: 01; 01-03

Latino: dall'autore Seneca, opera De Constantia Sapientis parte 01; 01-03

[1] Tantum inter Stoicos, Serene, et ceteros sapientiam professos interesse quantum inter feminas et mares non inmerito dixerim, cum utraque turba ad vitae societatem tantundem conferat, sed altera pars ad obsequendum, altera imperio nata sit [1] Credo di poter dire a ragion veduta, o Sereno, che tra gli stoici e tutti gli altri che fanno professione di saggezza intercorre tanta differenza quanta ce nè tra le femmine e i maschi: i due gruppi contribuiscono in misura uguale al vivere insieme, ma una delle due parti è nata per ubbidire, laltra per comandare
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Ceteri sapientes molliter et blande, ut fere domestici et familiares medici aegris corporibus, non qua optimum et celerrimum est medentur sed qua licet: Stoici virilem ingressi viam non ut amoena ineuntibus videatur curae habent, sed ut quam primum nos eripiat et in illum editum verticem educat qui adeo extra omnem teli iactum surrexit ut supra fortunam emineat Tutti gli altri saggi usano modi cortesi e blandi e si comportano, più o meno, come quei medici che fanno parte della servitù di casa, i quali non prescrivono le cure migliori e più rapide, ma quelle che garbano al malato: gli stoici, che adottano un procedere virile, non si curano che esso si prospetti gradevole a chi lo intraprende, ma che ci liberi al più presto e ci conduca a quella vetta che supera talmente ogni portata di dardo, da ergersi al di sopra della sorte
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[2] 'At ardua per quae vocamur et confragosa sunt [2] Ma si dirà il sentiero sul quale ci invitate, è ripido e dirupato
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plano aditur excelsum Si arriva forse alle vette attraversando pianure
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Sed ne tam abrupta quidem sunt quam quidam putant E non è neppure così scosceso come qualcuno crede
Prima tantum pars saxa rupesque habet et invii speciem, sicut pleraque ex longinquo speculantibus abscisa et conexa videri solent, cum aciem longinquitas fallat, deinde propius adeuntibus eadem illa quae in unum congesserat error oculorum paulatim adaperiuntur, tum illis quae praecipitia ex intervallo apparebant redit lene fastigium Soltanto il primo tratto presenta sassi e rupi e sembra impraticabile, come per lo più sembrano scoscesi e compatti i costoni a chi li guarda da lontano, quando la distanza inganna la vista, ma poi, man mano che ci si avvicina, tutto quello che locchio incerto aveva sovrapposto e confuso, a poco a poco, si dipana e quelle pareti, che da lontano sembravano ripide, diventano dolci declivi
[3] Nuper cum incidisset mentio M Catonis, indigne ferebas, sicut es iniquitatis inpatiens, quod Catonem aetas sua parum intellexisset, quod supra Pompeios et Caesares surgentem infra Vatinios posuisset, et tibi indignum videbatur quod illi dissuasuro legem toga in foro esset erepta quodque a rostris usque ad arcum Fabianum per seditiosae factionis manus traditus voces inprobas et sputa et omnis alias insanae multitudinis contumelias pertulisset [3] Qualche tempo fa, caduto il discorso su Marco Catone, mostravi sdegno, tu che non tolleri le ingiustizie, perché i suoi contemporanei capirono poco Catone, perché lo relegarono più in basso dei Vatini, sebbene emergesse sopra i Pompei ed i Cesari, e ti sembrava intollerabile che gli fosse stata strappata di dosso la toga nel foro, quando stava per parlare contro una certa legge e che, trascinato dalla squadraccia di un partito sedizioso dai Rostri fino allarco di Fabio, avesse dovuto sopportare gli insulti, gli sputi e tutte le altre angherie di una folla imbestialita
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