Properzio, Elegie: Libro II, Elegia IV

Properzio, Elegie: Libro II, Elegia IV

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia IV

MVLTA prius dominae delicta queraris oportet, saepe roges aliquid, saepe repulsus eas, et saepe immeritos corrumpas dentibus unguis, et crepitum dubio suscitet ira pede Prima è necessario che lamenti le colpe della padrona, spesso chiederai qualcosa, spesso andrai respinto, e spesso spezzerai con i denti le unghie innocenti, e farai rumore col piede incerto per l'ira
nequiquam perfusa meis unguenta capillis,[5] ibat et expenso planta morata gradu Sparsi inutilmente i profumi sui miei capelli, [5] me ne andavo e con passo misurato dopo aver trattenuto il piede
non hic herba valet, non hic nocturna Cytaeis, non Perimedaeae gramina cocta manus; nam cui non ego sum fallaci praemia vati Qui non serve l'erba, qui non la notturna Citea, non erbe preparate dalla mano di Perimede; infatti di quale indovino ingannevole non sono io la preda
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia VII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia VII

quae mea non decies somnia versat anus Quale vecchia non rigira dieci volte i miei sogni
[10] quippe ubi nec causas nec apertos cernimus ictus, unde tamen veniant tot mala caeca via est; non eget hic medicis, non lectis mollibus aeger, huic nullum caeli tempus et aura nocet; ambulat [10] Là dove non vediamo né cause né ferite aperte, è oscura la via da dove provengono tuttavia tanti mali; questo malato non ha bisogno di medici, non di morbidi letti, a costui non nuoce nessuna condizione del cielo e l'aria; passeggia - e all'improvviso gli amici vedono il funerale
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia VIII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia VIII

[15] sic est incautum, quidquid habetur amor [15] Tanto è imprevedibile, qualsiasi cosa è ritenuta amore
hostis si quis erit nobis, amet ille puellas: gaudeat in puero, si quis amicus erit Se qualcuno mi sarà nemico, che quello ami le donne: se qualcuno sarà amico, goda con un ragazzo
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Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro III, Elegia VIII

tranquillo tuta descendis flumine cumba: quid tibi tam parvi litoris unda nocet La barca discende sicura nel fiume tranquillo: in cosa ti nuoce l'onda di una riva tanto piccola
[20] alter saepe uno mutat praecordia Verbo, altera vix ipso sanguine mollis erit [20] Spesso uno cambia i sentimenti con una parola, l'altra a stento si calmerà per lo stesso sangue
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