Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 01

Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 01

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 01

Cynthia prima suis miserum me cepit ocellis, Contactum nullis ante cupidinibus Cinzia per prima conquistò con i suoi begli occhi me misero, non colpito prima da nessuna passione
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia VII

Tum mihi constantis deiecit lumina fastus Et caput inpositis pressit Amor pedibus, Donec me docuit castas odisse puellas [5] Improbus et nullo vivere consilio ; Et mihi iam toto furor hic non deficit anno, Cum tamen adversos cogor habere deos Allora Amore mi costrinse ad abbassare lo sguardo sempre sdegnoso e mi oppresse il capo sotto i piedi, finché mi insegnò ad odiare le caste fanciulle [5] e crudele a vivere senza giudizio; e già da un anno questo furore non mi abbandona, tuttavia non posso evitare di avere gli dei contrari
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia VI

Milanion nullos fugiendo, Tulle, labores Saevitiam durae contudit Iasidos Milanione non rifuggendo da nessuna fatica, Tullo, vinse la crudeltà della dura figlia di Iasio
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia I

[10] Nam modo Partheniis amens errabat in antris, Ibat et irsuta ille videre feras; Ille etiam Hylaei percussus vulnere rami Saucius Arcadiis rupibus ingemuit [10] Ora infatti errava fuori di sé nelle valli del Partenio, e quello andava a vedere le bestie irsute; egli, percosso anche da un colpo della mazza di Ileo, gemette ferito fra le rupi Arcadie
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia III

Ergo velocem potuit domuisse puellam : [15] Tantum in amore preces et benefacta valent Dunque poté domare la veloce fanciulla: [15] tanto valgono in amore le preghiere e i servigi
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Properzio, Elegie: Libro III, Elegia XV

In me tardus Amor non ullas cogitat artes Nec meminit notas, ut prius, ire vias Per me Amore tardivo non escogita alcun artificio, e si scorda di andare come prima per le vie a lui note
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Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 06

At vos, deductae quibus est fallacia lunae Et labor in magicis sacra piare focis, [20] En agendum dominae mentem convertite nostrae Et facite illa meo palleat ore magis Ma voi, a cui spetta l'inganno della luna tirata giù e la fatica di compiere riti sacri nei focolari magici, [20] su mutate il sentimento della mia donna e rendete il suo volto più pallido del mio
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Tunc ego crediderim vobis et sidera et amnes Posse Cytaeines ducere carminibus Allora vi potrei credere che potete guidare le stelle e i fiumi con le formule citenee
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Et vos, qui sero lapsum revocatis, amici, [25] Quaerite non sani pectoris auxilia E voi, amici, che tardi,ora che sono caduto, mi chiamate, [25] cercate rimedi per un animo infermo
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Fortiter et ferrum saevos patiemur et ignes, Sit modo libertas quae velit ira loqui Coraggiosamente sopporterò il ferro e il fuoco crudeli, in modo che ci sia la libertà di dire ciò che lo sdegno vuole