Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 01 - 05

Livio, Ab urbe condita: Libro 38; 01 - 05

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 38; 01 - 05

[1] Dum in Asia bellum geritur, ne in Aetolia quidem res quietae fuerant, principio a gente Athamanum orto

Athamania ea tempestate pulso Amynandro sub praefectis Philippi regio tenebatur praesidio, qui superbo atque immodico imperio desiderium Amynandri fecerant

Exulanti tum Amynandro in Aetolia litteris suorum, indicantium statum Athamaniae, spes recuperandi regni facta est

Remissique ab eo nuntiant principibus Argitheamid enim caput Athamaniae erat, si popularium animos satis perspectos haberet, impetrato ab Aetolis auxilio in Athamaniam se venturum cum delectis, quod consilium est gentis, et Nicandro praetore

Quos ubi ad omnia paratos esse vidit, certiores suos inde facit, quo die cum exercitu Athamaniam ingressurus esset
[1] Mentre in Asia si guerreggiava, neppure in Etolia la situazione era rimasta tranquilla, ché la prima scintilla si era accesa per opera della popolazione atamana

In quel tempo lAtamania, cacciato Aminandro , era occupata da un presidio regio sotto i governatori di Filippo, i quali con gli eccessi di un regime dispotico avevano fatto rimpiangere Aminandro

A questi, che allora era esule in Etolia, le lettere dei suoi fedeli, che lo informavano delle condizioni della Atamania, fecero concepire la speranza di riacquistare il trono

I messi rinviati da lui annunciano ai maggiorenti in Argitea (era questa la capitale della Atamania), che se essi erano ben sicuri degli umori del popoio, Aminandro, una volta assicuratosi laiuto dagli Etoli, sarebbe tornato in Atamania

intanto si sarebbe incontrato con gli uomini scelti, che formano il consiglio di quel popolo, e con Nicandro loro stratego

E quando vede che questi sono decisi a tutto, subito informa i suoi del giorno in cui sarebbe entrato con lesercito in Ata mania
Quattuor primo fuerunt coniurati adversus Macedonum praesidium

Hi senos sibi adiutores ad rem gerendam adsumpserunt; dein paucitate parum freti, quae celandae rei quam agendae aptior erat, parem priori numerum adiecerunt

Ita duo et quinquaginta facti quadrifariam se diviserunt; pars una Heracleam, altera Tetraphyliam petit, ubi custodia regiae pecuniae esse solita erat, tertia Theudoriam, quarta Argitheam

Ita inter omnis convenit, ut primo quieti, velut ad priuatam rem agendam venissent, in foro obversarentur; die certa multitudinem omnem convocarent ad praesidia Macedonum arcibus expellenda
Quattro furono in un primo momento i congiurati contro il presidio macedone

Questi si aggregarono sei collaboratori ciascuno, per svolgere i loro piani; poi, non fidandosi abbastanza del proprio scarso numero, più utile a tener nascosta la cosa che a realizzarla, aggiunsero un numero di persone eguale al primo

Così, diventati cinquantadue, si divisero in quattro gruppi; una parte si dirige a Eraclea, unaltra aTetrafilia, dove era stato sempre custodito il tesoro regio, la terza a Teudoria, la quarta a Argitea

Tutti insieme si accordano nei senso che prima si dovevano far vedere in giro nel foro con aria indifferente, come persone venute per sbrigare qualche affare privato; poi in un giorno convenuto adunare le masse per cacciare dalle fortezze i presidi dei Macedoni
Ubi ea dies advenit, et Amynander cum mille Aetolis in finibus erat, ex composito quattuor simul locis praesidia Macedonum expulsa, litteraeque in alias urbes passim dimissae, ut vindicarent sese ab impotenti dominatione Philippi et restituerent in patrium ac legitimum regnum

Undique Macedones expelluntur

Theium oppidum litteris a Xenone praefecto praesidii interceptis et arce ab regiis occupata paucos dies obsidentibus restitit; deinde id quoque traditum Amynandro est, et omnis Athamania in potestate erat praeter Athenaeum castellum, finibus Macedoniae subiectum

[2] Philippus audita defectione Athamaniae cum sex milibus armatorum profectus ingenti celeritate Gomphos pervenit
Quando il giorno arrivò e Aminandro era ai confini con mille Etoli, in quattro luoghi contemporaneamente furono, con un accordo, cacciate le guarnigioni macedoni, e diramate lettere qua e là in altre città perché si liberassero dalla prepotente dominazione di Filippo e ristabilissero il loro re sul legittimo trono paterno

Da ogni parte i Macedoni vengono cacciati

Resistette un po di giorni agli assedianti la città di Teio essendo stata intercettata una lettera da Xenone, comandante della guarnigione, e la fortezza occupata dalle truppe del re ; ma poi anche questa passò ad Aminandro, e così tutta lAtamania era in suo possesso, tranne il castello di Ateneo , posto verso il confine con la Macedonia

[2] Allannuncio della ribellione dellAtamania, Filippo, partito con seimila armati, arrivò con grande rapidità a Gonfi
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Livio, Ab urbe condita: Libro 04, 15-20

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 04, 15-20

Ibi relicta maiore parte exercitus neque enim ad tanta itinera sufficerentcum duobus milibus Athenaeum, quod unum a praesidio suo retentum fuerat, pervenit

Inde proximis temptatis cum facile animadvertisset cetera hostilia esse, Gomphos regressus omnibus copiis simul in Athamaniam redit

Xenonem inde cum mille peditibus praemissum Aethopiam occupare iubet, opportune Argitheae imminentem; quem ubi teneri ab suis locum vidit, ipse circa templum Iovis Acraei posuit castra

Ibi unum diem foeda tempestate retentus, postero die ducere ad Argitheam intendit

Euntibus extemplo apparuere Athamanes in tumulos imminentis viae discurrentes
Lasciata qui la parte maggiore dellesercito (né del resto sarebbero stati in grado di affrontare una simile marcia forzata) , arrivò con duemila uomini a Ateneo, unico castello mantenuto dalla sua guarnigione

Di là, dopo avere fatto dei tentativi con i castelli vicini e essersi facilmente reso conto che tutti gli altri gli erano ostili, tornato indietro fino a Gonfi, riprende, con tutte insieme le sue forze, la marcia contro lAtamania

Di là manda avanti Xenone con mille fanti e con lordine di occupare Alopa , che domina da una posizione vantaggiosa Argitea; e, quando vide questa nelle mani dei suoi, si accampò nei pressi del tempio di Giove Aereo

Dopo essere stato trattenuto là per un giorno da un pauroso uragano, il giorno dopo si dispose a condurre le truppe contro Argitea

Mentre marciavano, subito apparvero loro gli Atamani chr si dirigevano verso le alture sovrastanti la via
Ad quorum conspectum constitere prima signa, totoque agmine pavor et trepidatio erat, et pro se quisque, quidnam futurum esset, cogitare, si in valles subiectas rupibus agmen foret demissum

Haec tumultuatio regem cupientem, si se sequerentur, raptim evadere angustias, revocare primos et eadem, qua venerat, via referre coegit signa

Athamanes primo ex intervallo quieti sequebantur; postquam Aetoli se coniunxerunt, hos, ut ab tergo agmini instarent, reliquerunt, ipsi ab lateribus se circumfuderunt, quidam per notas calles breviore via praegressi transitus insedere; tantumque tumultus Macedonibus est iniectum, ut fugae magis effusae quam itineris ordinati modo multis armis virisque relictis flumen traiecerint

Hic finis sequendi fuit

Inde tuto Macedones Gomphos et a Gomphis in Macedoniam redierunt
Alla loro vista si fermarono i reparti in prima fila; per tutta la colonna si diffondeva il timore e lansia, e ciascuno pensava ai casi suoi, che cosa sarebbe capitato se la colonna fosse discesa nelle valli sottostanti alle rupi

Questo panico costrinse il re, il quale avrebbe desiderato, se i soldati lo avessero seguito, di uscire in fretta dalle strette, a richiamare indietro la testa della colonna e a riportare i suoi reparti per la stessa via per cui era venuto

Gli Atamani dapprima lo seguivano a distanza senza molestarlo; quando si riunirono a loro gli Etoli, lasciarono questi a tallonare la colonna, mentre essi si riversarono ai lati, e alcuni, passati avanti abbreviando il cammino per sentieri loro noti, occuparono i passaggi; e fu tanta la confusione prodotta fra i Macedoni, che, più a modo di fuga precipitosa che di marcia ordinata, passarono un fiume , lasciando indietro molte anni e uomini

Qui ebbe termine linseguimento

Di là senza pericoli i Macedoni tornarono a Gonfi, e da Gonfi in Macedonia
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Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 39; 06 - 10

Athamanes Aetolique Aethopiam ad Xenonem ac mille Macedonas opprimendos undique concurrerunt

Macedones parum loco freti ab Aethopia in altiorem deruptioremque undique tumulum concessere; quo pluribus ex locis aditu invento expulere eos Athamanes, dispersosque et per invia atque ignotas rupes iter fugae non expedientis partim ceperunt partim interfecerunt

Multi pavore in derupta praecipitati; perpauci cum Xenone ad regem evaserunt

Postea per indutias sepeliendi caesos potestas facta est

[3] Amynander recuperato regno legatos et Romam ad senatum et ad Scipiones in Asiam, Ephesi post magnum cum Antiocho proelium morantes, misit

Pacem petebat excusabatque sese, quod per Aetolos recuperasset paternum regnum; Philippum incusabat
Gli Atamani e gli Etoli da ogni parte accorsero a Alopa per stringere in cerchio Xenone e i suoi mille Macedoni

Ma questi, poco sicuri della loro posizione, da Alopa si annidarono su unaltura più elevata e più scoscesa da ogni lato; senonché gli Atamani, trovando laccesso da più punti, li fecero sloggiare, e, sbandati come erano qua e là e senza che potessero per luoghi così impraticabili e per rupi sconosciute districare un itinerario alla loro ritirata, parte ne catturarono, parte ne uccisero

Molti nella paura precipitarono giù nei burroni, pochissimi con Xenone si misero in salvo arrivando fino al re

Poi durante una tregua ci fu modo di seppellire i morti

[3] Aminandro, riconquistato il regno, mandò legati a Roma al senato e in Asia agli Scipioni rimasti a soggiornare in Efeso dopo la grande battaglia contro Antioco

Chiedeva il loro riconoscimento , e si giustificava se aveva acquistato il trono paterno con laiuto degli Etoli: riversava le responsabilità su Filippo Gli Etoli da
Aetoli ex Athamania in Amphilochos profecti sunt et maioris partis voluntate in ius dicionemque totam redegerunt gentem

Amphilochia recepta nam fuerat quondam Aetolorumeadem spe in Aperantiam transcenderunt; ea quoque magna ex parte sine certamine in deditionem venit

Dolopes numquam Aetolorum fuerant, Philippi erant

Hi primo ad arma concurrerunt; ceterum postquam Amphilochos cum Aetolis esse fugamque ex Athamania Philippi et caedem praesidii eius accepere, et ipsi a Philippo ad Aetolos deficiunt

Quibus circumiectis gentibus iam undique se a Macedonibus tutos credentibus esse Aetolis fama adfertur Antiochum in Asia victum ab Romanis; nec ita multo post legati ab Roma rediere sine spe pacis Fuluiumque consulem nuntiantes cum exercitu iam traiecisse
llAtamania partirono per il paese degli Anfilochi e trovando ben disposti i più, ridussero sotto la loro giurisdizione tutto quel popolo

Riconquistata così lAnfilochia (già un a volta aveva appartenuto agli Etoli) passarono nellAperanzia contando di fare altrettanto; e anche questa si sottomise in gran parte senza far resistenza

I Dolopi non avevano mai appartenuto agli Etoli; erano di Filippo

Dapprima essi corsero alle armi; ma quando sentirono che gli Anfilochi facevano causa comune con gli Etoli e seppero della fuga di Filippo dallAtamania e della strage del suo presidio, passarono anchessi dalla parte di Filippo a quella degli Etoli

Ma quando gli Etoli, con queste popolazioni intorno a loro, si credevano ormai sicuri da tutti i lati contro i Macedoni, ecco arriva la notizia che Antioco è stato vinto in Asia dai Romani; e poco dopo tornarono i legati da Roma senza prospettive di pace, anzi riferendo che il console Fulvio col suo esercito aveva già passato il mare
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Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 01, 31-45

His territi, prius ab Rhodo et Athenis legationibus excitis, ut per auctoritatem earum civitatium suae preces nuper repudiatae faciliorem aditum ad senatum haberent, principes gentis ad temptandam spem ultimam Romam miserunt, nihil, ne bellum haberent, priusquam paene in conspectu hostis erat, praemeditati

Iam M Fulvius Apolloniam exercitu traiecto cum Epirotarum principibus consultabat, unde bellum inciperet
Costernati da queste notizie, non senza aver provocato prima linvio di legazioni da Rodi e da Atene , perché con lautorevole intervento di queste città le loro preghiere respinte poco prima incontrassero più facile accoglienza presso il senato, gli Etoli mandarono i loro maggiorenti a Roma per fare un estremo tentativo, essi che, prima che il nemico fosse quasi in vista, nessuna misura avevano presa per evitare la guerra

E già M Fulvio passato con lesercito a Apollonia si consigliava coi capi epiroti da dove aprire le ostilità
Epirotis Ambraciam placebat adgredi, quae tum contribuerat se Aetolis: sive ad tuendam eam venirent Aetoli, apertos circa campos ad dimicandum esse; sive detractarent certamen, oppugnationem fore haud difficilem; nam et copiam in propinquo materiae ad aggeres excitandos et cetera opera esse, et Arethontem, navigabilem amnem, opportunum ad comportanda, quae usui sint, praeter ipsa moenia fluere, et aestatem aptam rei gerendae adesse

His persuaserunt, ut per Epirum duceret

[4] Consuli ad Ambraciam advenienti magni operis oppugnatio visa est

Ambracia tumulo aspero subiecta est; Perranthem incolae vocant

Urbs, qua murus vergit in campos et flumen, occidentem, arx, quae imposita tumulo est, orientem spectat

Amnis Aretho ex Athamania fluens cadit in sinum maris ab nomine propinquae urbis Ambracium appellatum
Gli Epiroti proponevano di attaccare Ambracia che si era unita allora agli Etoli: o gli Etoli venivano a difenderla, e allora si avevano intorno campi aperti alla battaglia o rifiutavano il combattimento, e lespugnazione non sarebbe stata difficile [il] perché cera a portata di mano gran quantità di legname per alzare i ripari e per le altre opere di assedio; poi proprio rasente le mura scorreva lAretonte, fiume navigabile e utile al trasporto di quanto poteva occorrere; infine si avvicinava lestate, propizia allimpresa

Con queste buone ragioni lo persuasero a muovere attraverso lEpiro

[4] Al suo arrivo ad Ambracia, il console trovò lassedio molto laborioso

Ambracia è posta sotto unaltura scabrosa, che gli abitanti chiamano Ferrante

La città, dove le mura si estendono verso la pianura e il fiume, guarda a occidente; la fortezza, che è posta sullaltura, guarda a oriente

Il fiume Aretonte, che scorre dallAtamania, si getta in un golfo chiamato Ambracio dal nome della città vicina
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Praeterquam quod hinc amnis munit, hinc tumuli, muro quoque firmo saepta erat, patente in circuitu paulo amplius quattuor milia passuum

Fulvius bina a campo castra, modico inter se distantia intervallo, unum castellum loco edito contra arcem obiecit; ea omnia vallo atque fossa ita iungere parat, ne exitus inclusis ab urbe neve aditus foris ad auxilia intromittenda esset

Ad famam oppugnationis Ambraciae Stratum iam edicto Nicandri praetoris conuenerant Aetoli

Inde primo copiis omnibus ad prohibendam obsidionem venire in animo fuerat; dein, postquam urbem iam magna ex parte operibus saeptam viderunt, Epirotarum trans flumen loco plano castra posita esse, dividere copias placuit
A parte che da un lato la difende il fiume, dallaltro le colline, era anche cinta di solide mura che si stendevano in un giro di un p0 più che quattromila passi

Fulvio le oppose due accampamenti a poca distanza fra loro daJla parte della pianura e un fortino su unaltura di fronte allacropoli: e si dispose a collegare tutto il sistema di assedio con una palizzata e una fossa, in modo che non ci fosse possibilità di uscita dalla città per chi vi era asserragliato, né un accesso dal di fuori per farvi entrare aiuti

Alla notizia dellattacco contro Ambracia già gli Etoli si erano adunati a Strato a un ordine dello stratego Nicandro

Di là in un primo momento avevano avuto lintenzione di venire con tutte le truppe per impedire laccerchiamento; poi, quando videro la città già in gran parte cinta di opere militari, e laccampamento degli Epiroti collocato in pianura al di là del fiume , credettero bene suddividere le loro milizie
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