Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 21 - 24, pag 2

Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 21 - 24

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 21 - 24

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Scipionem, quamquam parum iniuriis ciuitatis suae doluerit, eum esse uirum quem amicum sibi quam inimicum malint esse In quanto a Scipione, sebbene poco si fosse preoccupato delle offese recate alla loro città, era un uomo tale che essi privilegiavano averlo amico piuttosto che avversario
Pro certo se habere neque iussu neque uoluntate P Scipionis tot tam nefanda commissa, sed aut Pleminio nimium [aut] sibi parum creditum, aut natura insitum quibusdam esse ut magis peccari nolint quam satis animi ad uindicanda peccata habeant Essi, d'altra parte, erano certi che tante empietà non erano state compiute né per comando né per volere di Scipione, ma che, o egli aveva concesso troppa fede a Pleminio o troppo poca a loro, oppure era per natura simile a quelli che, pur non volendo che si facesse il male, non avevano, tuttavia, abbastanza coraggio per punire quanti lo facevano
Et praetori et consilio haud mediocre onus demptum erat de Scipione cognoscendi; Pleminium et ad duo et triginta homines cum eo damnauerunt atque in catenis Romam miserunt Il pretore e la commissione furono in questo modo sciolti dal non lieve peso di fare un'indagine sull'operato di Scipione; misero, invece, in stato d'accusa Pleminio e circa trentadue persone che insieme con lui furono mandate a Roma in catene
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Livio, Ab urbe condita: Libro 29; 28 - 31

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 29; 28 - 31

Ipsi ad Scipionem profecti sunt ut ea quoque quae uolgata sermonibus erant de cultu ac desidia imperatoris solutaque disciplina militiae comperta oculis referrent Romam Il pretore e i membri della commissione andarono poi da Scipione per poter riportare a Roma, dopo essersene personalmente accertati, intorno alla verità o meno di quelle mormorazioni che erano sulle bocche di tutti e che riguardavano i costumi raffinati ed indolenti di Scipione e l'indisciplina diffusa fra i soldati
[22] Venientibus iis Syracusas Scipio res, non uerba ad purgandum sese parauit [22] Mentre il pretore e i legati arrivavano a Siracusa, Scipione a sua discolpa preparò fatti tangibili e non parole
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Livio, Ab urbe condita: Libro 10, 16-34

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 10, 16-34

Exercitum omnem eo conuenire, classem expediri iussit, tamquam dimicandum eo die terra marique cum Carthaginiensibus esset Comandò che tutto l'esercito si riunisse là e che la flotta fosse tenuta pronta in assetto di guerra, come se in quel dì si dovesse lottare contro i Cartaginesi per terra e per mare
Quo die uenerunt hospitio comiter acceptis, postero die terrestrem naualemque exercitum, non instructos modo sed hos decurrentes, classem in portu simulacrum et ipsam edentem naualis pugnae ostendit Il giorno in cui la commissione giunse, fu ricevuta con affabile cortesia; il giorno dopo Scipione distese dinanzi agli ospiti l'esercito di terra e di mare, non solo in posizione di schieramento, ma in piena tattica le forze terrestri, mentre la flotta era in atto di compiere i preliminari per una simulata battaglia navale
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Livio, Ab urbe condita: Libro 33; 01 - 25

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 33; 01 - 25

Tum circa armamentaria et horrea bellique alium apparatum uisendum praetor legatique ducti Il pretore e i legati furono poi condotti in giro a visitare gli arsenali, i depositi ed ogni altro dispositivo bellico
Tantaque admiratio singularum uniuersarumque rerum incussa ut satis crederent aut illo duce atque exercitu uinci Carthaginiensem populum aut alio nullo posse Così grande fu la loro ammirazione per ogni particolare e per tutto l'insieme degli allestimenti, che essi si convinsero in modo assoluto che nessun altro avrebbe potuto vincere il popolo cartaginese se non quel generale ed il suo esercito
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Livio, Ab urbe condita: Libro 27; 50 - 51

Latino: dall'autore Livio, opera Ab urbe condita parte Libro 27; 50 - 51

Iuberentque quod di bene uerterent traicere et spei conceptae quo die illum omnes centuriae priorem consulem dixissent primo quoque tempore compotem populum Romanum facere Ordinarono, perciò, a Scipione di partire per l'Africa e gli auspicarono di poter al più presto soddisfare col favore degli dei quella speranza espressa dal popolo romano quel giorno in cui tutte le centurie lo avevano, primo fra tutti, eletto console
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