Gli abusi e i mister di Colonia Dignidad

Gli abusi e i mister di Colonia Dignidad

colonia tedesca, coinvolta in omicidi e sparizioni, fu fondata dal caporale nazista Paul Schafer Schneider che nel 1959 scappa dalla Germania dopo accuse di abusi sessuali. In Cile crea Colonia Dignidad nel cuore delle montagne e la gestisce apparentemente come una setta religiosa

Secondo un documento dell'intelligence americana, Colonia Dignidad è un insediamento isolato e apparentemente gestito come una setta religiosa. La comuna ha subìto accuse per diversi crimini efferati. Per molto tempo non si è saputo precisamente cosa succedesse al suo interno, poi un po alla volta tra documenti e testimonianze di ex residenti, si è capito che la facciata di una comunità religiosa non poteva stare in piedi.

Schafer fonda una comunità dove i tedeschi nazisti in fuga potevano nascondersi nell' anonimato e non solo. All'interno del terreno si producevano anche armi, ma quali e a quale scopo, oggi, sono solo supposizioni. Per 30 anni risulta una comunità religiosa ma dopo la morte del suo leader ( arrestato nel 2005 con 25 accuse di abusi su minori e morto in carcere ), viene cambiato il nome in Villa Baviera e il territorio viene gestito come un centro di villeggiatura, dove si organizzano matrimoni e pranzi.

 A circa 8 km di distanza c'era una torre di guardia alta circa sei piani dalla quale si poteva controllare tutta la vallata e con un sistema di cavi sotteranei poteva comunicare velocemente con la base e segnalare eventuali intrusioni.

Colonia Dignidad vista dall'alto e torre di guardia che dominava la valle Colonia Dignidad vista dall’alto e torre di guardia che dominava la valle

L'organizzazione era piramidale, Schafer era il leader, poi altri nazisti a coadiuvarlo e poi alla fine gli schiavi, di loro ne parleremo tra poco. Tra i collaboratori, secondo un documento tedesco desecretato, c'era anche "l'ex membro della squadra di guardie del corpo personali di Adolf Hilter, Kurt Schnellekamp", e per testimonianza di un ex detenuto, c'era anche tra i collaboratri, Walter Rauff inventore dell'unità mobile per gassare gli ebrei durante il trasporto.

Per arrivare nella comunità c'era solo una strada per entrare e uscire e, prima del cancello d'ingresso, una torre come punto di vista. Il perimetro era recintato stile base militare ed era pieno di sensori di movimenti attaccati alla rete per segnalare eventuali ingressi sgraditi. I sensori di movimento erano sparsi dappertutto, anche per terra nascosti dietro falsi oggetti in polistirolo che dovevano mimetizzarsi con l'ambiente circostante.  Uno di questi ritrovato doveva assomigliare ad un grosso sasso ma quando si apriva, sotto compariva il rilevatore di movimento a raggi infrarossi.

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Un testimone oculare accetta di parlare dopo tanti anni di maltrattamenti. Era nato a Colonia Dignidad nel 1977 e racconta che le persone vivevano in gruppi di lavoro separati per sesso ed età. Tutto era supervisionato da Schafer che gestiva la colonia come un campo di schiavitù. "C'era lavoro minorile che cominciava appena compivi sette anni e si lavorava per 16 ore al giorno. I residenti non potevano uscire dalla colonia e uomini con armi e cani controllavano il recinto per impedire a chiunque la fuga."

A volte qualcuno ci provava a scappare ma se falliva subiva botte, elettroshock, gli venivano iniettate droghe per settimane fino a che i capi non lo ritenessero di nuovo "riabilitato". Lui e le altre persone non sapevano niente del mondo esterno, non potevano accedere a certe aree delle colonia dove vedevano sempre uomini dell'esercito. Il complesso era diviso in compartimenti e la parte segreta era a scopo militare. Un magazzino dove costruivano e smontavano le armi o mezzi di trasporto, un bunker il cui scopo per una comunità religiosa non è per niente chiaro ma per una base nazista lo è fin troppo.

Un avvocato, che sostiene molti ex residenti in causa contro la colonia, racconta che c'era una vera produzione di armi da guerra, che si producevano anche armi chimiche come gas sarin grazie alla presenza di chimici cileni ma anche dall'estero, dato che le risorse economiche non erano un problema.

Recenti documenti desecretati dei servizi segreti paraguayani svelano un agghiacciante visione di insieme. Ai tempi del dittatore Pinochet, dietro la "DINA" la polizia di Stato c'era proprio il nazista Walter Rauff. Scopo dell'organizzazione, come la Gestapo, era eliminare ogni forma di opposizione. Colonia Dignidad era solo una delle tante e non l'unica, per la precisione se ne contarono 754. Un altro uomo vissuto in schiavitù a quei tempi perchè dissidente politico, racconta la vita di maltrattamenti e umiliazioni. Il centro di tortura si trovava a Pisagua sempre nel Cile e in migliaia venivano stipati in spazi angusti e sottoposti ad ogni tipo di sevizia.

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