Virgilio, Eneide: Libro 03 - LA MORTE DEL PADRE ANCHISE

Virgilio, Eneide: Libro 03 - LA MORTE DEL PADRE ANCHISE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 03 - LA MORTE DEL PADRE ANCHISE

Sicanio praetenta sinu iacet insula contra Plemyrium undosum; nomen dixere priores Ortygiam Di fronte al golfo sicanio giace, stesa davanti, un'isola contro l'ondoso Plemurio; gli antichi diedero il nomedi Ortigia
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Virgilio, Eneide: Libro 02 - LA MORTE DEL RE PRIAMO

Alpheum fama est huc Elidis amnem occultas egisse vias subter mare, qui nunc ore, Arethusa, tuo Siculis confunditur undis E' fama che Alfeo, fiume dell'Elide, avesse qui rese occulte le vie sotto il mare, egli ora, Aretusa, sulla tua bocca si unisce alle onde sicule
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Virgilio, Eneide: Libro 02 - IL SACERDOTE LAOCOONTE

iussi numina magna loci veneramur, et inde exsupero praepingue solum stagnantis Helori Obbligati veneriamo le grandi potenze del luogo e di lì supero il ricchissimo suolo dell'Eloro stagnante
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Virgilio, Eneide: Libro 02 - IL CAVALLO TRA LE MURA

hinc altas cautes proiectaque saxa Pachyni radimus, et fatis numquam concessa moveri apparet Camerina procul campique Geloi, immanisque Gela fluvii cognomine dicta Di qui rasentiamo le alte rocce e le protese rupi di Pachino e da lontano appare Camerina mai autorizzata dai fati a muoversi, ed i campi Geloi, e la grandiosa Gela chiamata dal nome del fiume
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Virgilio, Eneide: Libro 08 - ERCOLE E CACO

arduus inde Acragas ostentat maxima longe moenia, magnanimum quondam generator equorum; teque datis linquo ventis, palmosa Selinus, et vada dura lego saxis Lilybeia caecis Di lì alta Agrigento mostra da lontano le grandissime mura, un tempo fattrice di magnanimi cavalli; e, dati i venti, lascio te, palmosa Selinunte, e percorro le secche lilibee aspre per le cieche rocce
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hinc Drepani me portus et inlaetabilis ora accipit Di qui mi accoglie il porto e la spiaggia che non dà gioia di Drepano
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hic pelagi tot tempestatibus actus heu, genitorem, omnis curae casusque levamen, amitto Anchisen Qui spinto da tante bufere di mare, ahimè, perdo il padre, sollievo di ogni affanno e sorte, Anchise
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hic me, pater optime, fessum deseris, heu, tantis nequiquam erepte periclis Qui, padre ottimo, mi abbandoni stanco, ahimè, invano strappato da sì gravi pericoli
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nec vates Helenus, cum multa horrenda moneret, hos mihi praedixit luctus, non dira Celaeno Nè il vate Eleno, pur predicendo molte cose orrende, mi predisse questi lutti, nemmeno la crudele Celeno
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hic labor extremus, longarum haec meta viarum, hinc me digressum vestris deus appulit oris Qui l'ultima affanno, questa la meta delle lunghe vie, di qui partito un dio mi spinse alle vostre spiagge