Terenzio, Hecyra: Actus V, 816-840

Terenzio, Hecyra: Actus V, 816-840

Latino: dall'autore Terenzio, opera Hecyra parte Actus V, 816-840

Bacchis Quantam obtuli adventu meo laetitiam Pamphilo hodie BACCHIDE Quanta felicità ho portato a Panfilo, io, con il mio arrivo
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quot commodas res attuli E quante belle cose gli ho procurato
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quot autem ademi curas E quanti dispiaceri gli ho levato
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gnatum ei restituo, qui paene harunc ipsiusque opera periit; uxorem, quam numquam est ratus posthac se habiturum, reddo; qua re suspectu' suo patri et Phidippo fuit, exsolvi: [820] hic adeo his rebus anulus fuit initium inveniundis Gli restituisco il suo bambino, che stava per perdere, colpa delle donne e anche sua, gli rendo la moglie, che credeva di aver perduto per sempre, ho sistemato la faccenda che lo rendeva sospetto a suo padre e a Fidippo: l'anello, questo qui, [820] è stato il punto di partenza per arrivare a chiarire tutto; mi ricordo che dieci mesi fa, più o meno, lui mi arrivò a casa trafelato, senza compagni, pieno fradicio di vino; aveva questo anello; subito fui presa dalla paura
nam memini abhinc mensis decem fere ad me nocte prima confugere anhelantem domum sine comite, vini plenum, cum hoc anulo: extimui ilico: "mi Pamphile," inquam "amabo, quid exanimatu's obsecro «Panfilo mio», gli dissi, «per favore, perché sei tutto sottosopra
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aut unde anulum istum nactu's E dove lo hai preso questo anello
[825] dic mi [825] Dimmelo»
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" ille alias res agere se simulare Lui faceva finta di pensare a chissà cosa, io me ne accorsi, non sapevo che cosa sospettare, insistetti perché parlasse
postquam id video, nescioquid suspicarier mage coepi, instare ut dicat Il giovane alla fine confessa, dice che per via ha violentato una ragazza, non sa chi, e che, mentre lei si dibatteva, le ha sfilato l'anello
homo se fatetur vi in via nescioquam compressisse, dicitque sese illi anulum, dum luctat, detraxisse È l'anello che Mirrina ha appena riconosciuto al mio dito
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