Terenzio, Hecyra: Actus IV, 577-606

Terenzio, Hecyra: Actus IV, 577-606

Latino: dall'autore Terenzio, opera Hecyra parte Actus IV, 577-606

Sostrata Pamphilus (Laches) SOSTRATA Non clam me est, gnate mi, tibi me esse suspectam, uxorem tuam propter meos mores hinc abisse, etsi ea dissimulas sedulo SOSTRATA PANFILO (LACHETE) SOSTRATA O figlio, non mi sfugge, anche se dissimuli con ogni cura, che tu sospetti che io, col mio modo di fare, abbia spinto tua moglie ad allontanarsi da qui
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verum ita me di ament itaque optingant ex te quae exoptem mihi ut numquam sciens commerui merito ut caperet odium illam mei Che gli dèi mi proteggano
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[580] teque ante quod me amare rebar, ei rei firmasti fidem; nam mi intu' tuo' pater narravit modo quo pacto me habueris praepositam amori tuo: nunc tibi me certumst contra gratiam referre ut apud me praemium esse positum pietati scias Che mi concedano quel che mi auguro da te, quant'è vero che non ho fatto nulla che [580] possa meritarmi la sua avversione; ho sempre creduto che tu mi volessi bene e ora me l'hai confermato: tuo padre, in casa, mi ha appena raccontato come tu mi abbia preferito alla tua sposa; ma io ora sono qui per ricambiare, perché tu abbia la certezza che la tua pietà filiale trova in me una ricompensa
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mi Pamphile, hoc et vobis et meae commodum famae arbitror: [585] ego rus abituram hinc cum tuo me esse certo decrevi patre, ne mea praesentia obstet neu causa ulla restet relicua quin tua Philumena ad te redeat O Panfilo mio, per voi e per la mia reputazione io trovo che è più [585] conveniente che io mi ritiri in campagna insieme a tuo padre: sì, ho deciso in questo senso, perché la mia presenza non sia di ostacolo e nessun motivo si opponga al ritorno di Filumena da te PANFILO Ma ti prego, che razza di idea è questa
PARMENO quaeso quid istuc consilist Tu ritirarti dalla città in campagna cedendo alla sua stupidità
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illius stultitia victa ex urbe tu rus habitatum migres Eh no, tu non farai niente di simile
haud facies, neque sinam ut qui nobis, mater, male dictum velit, [590] mea pertinacia esse dicat factum, haud tua modestia No, madre mia, non [590] lo permetto; qualcuno che ci vuol male non mancherebbe di dire che la cosa è frutto della mia ostinazione, non della tua discrezione; no, non ammetto che tu, per causa mia, rinunci alle tue amiche, alle tue parenti, ai tuoi giorni di festa SOSTRATA Ma tutte queste cose non mi danno più alcun piacere
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tum tuas amicas te et cognatas deserere et festos dies mea causa nolo Quando gli anni me lo consentivano, vi ho preso parte a sufficienza
SOSTRATA nil pol iam istaec mihi res voluptatis ferunt: dum aetati' tempu' tulit, perfuncta sati' sum: satias iam tenet studiorum istorum Adesso di tutti questi svaghi non provo il minimo desiderio
haec mihi nunc curast maxuma ut nequoi mea [595] longinquitas aetatis obstet mortemve exspectet meam Una cosa soprattutto mi preoccupa, ora: che la lunghezza della mia vita non sia [595] di peso agli altri e non li induca ad augurarsi la mia morte
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