La guarigione dello storpio e la resurrezione di Tabita - Masolino da Panicale

La guarigione dello storpio e la resurrezione di Tabita - Masolino da Panicale

In unico spazio scenico, vengono rappresentati due miracoli compiuti da san Pietro, raccontate dalle sacre scritture e verificatesi in due città diverse

  • a sinistra il miracoloso che si compì a Gerusalemme. Lo storpio è seduto per terra, allunga un braccio verso Pietro in cerca di carità. Il Santo è rappresentato con barba e capelli bianchi, ha l'aureola e indossa un mantello giallo. Affianco a lui probabilmente l'apostolo Giovanni, che Masolino da Panicale decide di rappresentare con un volto giovanile. Ha i capelli biondi e una posa aggraziata
  • a destra il secondo miracolo che si compì a Giaffa. Una pia donna, amata da tutti gli abitanti del quartiere dove viveva perchè si dimostrava sempre caritatevole e aperte alle opere di beneficienza, si è destata dalla morte nel letto dove giaceva. Pietro è in piedi davanti a lei. Alza la mano in segno di benedizione. La donna con gli occhi aperti, cerca di capire cosa sta succedendo, ancora avvolte dalle bende che avvolgevano, per usanza, il cadavere durante la fase della veglia che anticipava la tumulazione. Il caratteristico lenzuolo bianco, fasciava strettamente i defunti tanto che la donna riesce solo ad alzarsi con il busto. Attorno a lei ci sono i parenti e gli amici che si stringevano in gesti di dolore e di pianto e che adesso, increduli, assistito al miracolo della donna destata.

Tra le due scene, come un divisorio, due figure maschili con abiti eleganti e un turbante in testa, dialogano fra loro. I loro vestiti, cosi come le case, corrispondevano ai canoni costruttivi medioevali. Dietro come sfondo, scene di vita quotidiana che si svolgeva ai tempi. Ecco alcuni particolari esplicativi:

  1. un vaso curato sul davanzale di una abitazione
  2. lenzuola bianche stese ad asciugare al Sole
  3. gabbie con uccelli
  4. una scimmia legata che cammina sul cornicione
  5. vicini di piano che si affacciano dalle loro finestre conversando amabilmente

GUARIGIONE DELLO STORPIO

Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio. Erano le 3 del pomeriggio, l'ora della preghiera. Presso la porta del tempio che si chiamava la "Porta Bella", vi era un uomo storpio fin dalla nascita. Lo portavano la ogni giorno ed egli chiedeva l'elemosina a tutti quelli che entravano nel tempio. Appena vide Pietro e Giovanni che stavano per entrare, domandò loro l'elemosina ma Pietro, insieme a Giovanni, lo fissò negli occhi e disse: "Guardaci".

Quell'uomo li guardò sperando di ricevere da loro qualcosa. Pietro invece gli disse: "Soldi non ne ho, ma quello che ho te lo do volentieri: nel nome di Gesù Cristo, il nazareno, alzati e cammina". Poi lo prese per la mano destra e lo aiutò ad alzarsi

RESURREZIONE DI TABITA

Tra i credenti di Giaffa c'era una certa Tabita, nome che significa "Gazzella": essa faceva molte opere buone e dava molto in elemosina. Proprio in quei giorni si ammalò e morì. Allora Pietro stava a Lidda, città vicina a Giaffa. I discepoli mandarono da lui due uomini e Pietro si mise subito in viaggio. Appena arrivò gli andarono incontro tutte le vedove piangendo. Mostravano a Pietro le tuniche e i mantelli che Tabita faceva quando era con loro.

Pietro allora fece uscire tutti dalla stanza, si mise in ginocchio e pregò. Poi rivolto alla morta, disse: "Tabita, alzati". La donna aprì gli occhi, guardò Pietro e si sedette