La grande onda, Katsushika Hokusai

La grande onda, Katsushika Hokusai

Fu realizzata come souvenir per i soli viaggiatori giapponesi in un periodo in cui il Giappone era chiuso al mondo esterno e i giapponesi viaggiavano solo entro i confini del paese. Hokusai visse nell'epoca EDO - nome dell'odierna Tokyo -, il monte Fuji era considerato sacro ed era una meta di pellegrinaggio

#Hokusai #Japan #art

Quando il Giappone apre i suoi confini, le copie arrivano in Europa e il pubblico rispose subito in maniera entusiastica. Tra loro anche noti pittori dell'impressionismo come Monet e post-impressionisti come Van Gogh.

Per molti, l'opera è simbolo in occidente di tutta l'arte giapponese e forse orientale. Anche se nota come la grande onda, il titolo dell'opera è la grande onda di Kanagawa. Fa parte di 36 vedute del monte Fuji.

Lo stile UKIYO-E - tradotto: immagini del mondo fluttuante -, riporta scene di vita quotidiana e si diffonde con le stampe attraverso il sistema della xilografia ( tecnica di incisione ). Ecco i  passaggi:

  • L'artista consegna il disegno ad un artigiano
  • l'artigiano mette il disegno a testa in giù su una tavola di legno e lo ricalca
  • una volta riportato il disegno sul legno, viene scavata ed estratta tutta la superficie attorno ai tratti
  • rimana la matrice
  • sulle parti scavate viene distribuito il colore
  • si stende un foglio e si imprime forza con un rullo per imprimere l'immagine nel foglio

In alto a sinistra compaiono prima il nome dell'artista poi il titolo dell'opera rinchiusa in un riquadro ma, se utilizziamo il verso di lettura e scrittura giapponese da destra verso sinistra, dobbiamo notare che prima compare il titolo e poi il nome dell'autore. Questo è importante anche per analizzare l'opera

Un onda imponente, si solleva in un mare in tempesta. Sta per abbattarsi su delle imbarcazioni tradizionali giapponesi, sono tre barche fragili alla mercè della potenza del mare. Gli uomini sono chini a remare, seduti ordinati su due file. In lontananza il monte Fuji, statico, granitico e imperturbabile.

Le barche si muovono tra onde gigantesce e minacciose ma l'eleganza delle trasmette sensazioni di grande sinfonia naturale. Ritmi in cui l'onda si alza, raggiunge la sua altezza massima, poi il culmine e si infrange. Questo il ciclo del movimento del mare cui le imbarcazioni devono adeguarsi. Non si sa se resisteranno alla furia degli  elementi oppure se verranno travolte. I pescatori, in difficoltà, cercano di far fronte al mare avverso. Le barche, sono dipendenti dal paesaggio e,  riprendono le curvature delle onde e la schiuma, sembra neve sulla cima del Fuji.

Mentre per noi occidentali arriva prima la grande onda e poi le imbarcazioni, secondo una lettura giapponese, appare prima l'imbarcazione e poi l'onda che la sovrasta e la minaccia. Non è l'onda che insegue le barche ma le barche che vanno incontro all'onda e quasi le inghiotte.  L'immagine successiva potremmo anche immaginarla con l'onda che si infrange sopra le imbarcazioni.

Il monte riprende i colori del mare, blu e e bianco ed anche le divise dei pescatori riportano lo stesso colore. Anche il cielo partecipa a questa iterazione, riprendendo i colori delle imbarcazioni
Visitazione ( di Maria ad Elisabetta ) di Jacopo da Pontormo
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Ester e Assuero di Artemisia Gentileschi
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Le spigolatrici - Jean François Millet
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Fuga in Egitto di Jacopo Tintoretto
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Luisa Sanfelice in carcere di Gioacchino Toma
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Fantesca che porge una lettera alla signora - Jan Vermeer
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