Virgilio, Eneide: Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Virgilio, Eneide: Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Interea uidet Aeneas in valle reducta seclusum nemus et virgulta sonantia silvae, Lethaeumque domos placidas qui praenatat amnem Intanto Enea vede nella vale solitaria un bosco appartato ed i rami della selva risuonanti ed il fiume Leteo che bagna le tranquille dimore
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hunc circum innumerae gentes populique volabant: ac veluti in pratis ubi apes aestate serena floribus insidunt variis et candida circum lilia funduntur, strepit omnis murmure campus Attorno ad esso volavano innumerevoli popoli e stirpi: e come nei prati quando le api nella serena estate si posano sui fiori colorati e si riversano attorno ai candidi gigli: tutta la pianura echeggia per il mormorio
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horrescit visu subito causasque requirit inscius Aeneas, quae sint ea flumina porro, quive viri tanto complerint agmine ripas Rabbrividisce per la visione improvvisa, l'ignaro Eneane domanda i motivi: quali siano poi quelle correnti,o quali uomini abbian riempito le rive con sì grande schiera
tum pater Anchises: 'animae, quibus altera fato corpora debentur, Lethaei ad fluminis undam securos latices et longa oblivia potant Allora il padre Anchise: Le anime, a cui per fato sono dovuti nuovi corpi, presso l'onda del fiume Leteo bevono liquidi sicuri e lunghi oblii
has equidem memorare tibi atque ostendere coram iampridem, hanc prolem cupio enumerare meorum, quo magis Italia mecum laetere reperta Senz'altro desidero ricordarti e mostrare apertamente e da tempo enumerare questa prole dei miei, perché con me gioisca di più, trovata l'Italia
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'o pater, anne aliquas ad caelum hinc ire putandum est sublimis animas iterumque ad tarda reverti corpora O padre, bisogna pensare che alcune anime di quiù vadano leggere al cielo e di nuovo tornino ai corpi pesanti
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quae lucis miseris tam dira cupido Quale sì crudele desiderio di luce per le misere
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'dicam equidem nec te suspensum, nate, tenebo' suscipit Anchises atque ordine singula pandit Parlerò certamente e non ti terrò sospeso, figlio riprende Anchise e chiarisce con ordine cosa per cosa
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'Principio caelum ac terras camposque liquentis lucentemque globum lunae Titaniaque astra spiritus intus alit, totamque infusa per artus mens agitat molem et magno se corpore miscet In principio lo spirito dentro anima il cielo, le terre, le limpide pianure, il globo lucente della luna, le stelle titanie e l'anima diffusa per le membra smuove tutta la mole e s'unisce al grande corpo
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inde hominum pecudumque genus vitaeque volantum et quae marmoreo fert monstra sub aequore pontus Di qui la specie umana ed animale, le vite degli uccelli, ed i mostri che il mare offre sotto l'onda marmorea