Virgilio, Eneide: Libro 03 - LA TERRA D’ITALIA

Virgilio, Eneide: Libro 03 - LA TERRA D’ITALIA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 03 - LA TERRA D’ITALIA

Provehimur pelago vicina Ceraunia iuxta, unde iter Italiam cursusque brevissimus undis Siam portati per mare fino ai vicini Cerauni, da cui la strada e la rotta brevissima tra l'onde per l'Italia
sol ruit interea et montes umbrantur opaci; sternimur optatae gremio telluris ad undam sortiti remos passimque in litore sicco corpora curamus, fessos sopor inrigat artus Intanto il sole cade ed i monti opachi si coprono d'ombra; ci stendiamo presso l'onda nel grembo della desiderata terra sorteggiati i remi e qua e là sulla secca spiaggia curiamo i corpi, il sonno irrora le stanche membra
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 05 - LA MORTE DI PALINURO

necdum orbem medium Nox Horis acta subibat: haud segnis strato surgit Palinurus et omnis explorat ventos atque auribus aera captat; sidera cuncta notat tacito labentia caelo, Arcturum pluviasque Hyadas geminosque Triones, armatumque auro circumspicit Oriona Nè ancora la Notte spinta dalle Ore affrontava metà del giro: non pigro Palinuro s'alza dal giaciglio ed esplora tutti i venti e coglie l'aria con le orecchie; nota tutte le stelle correnti nel tacito cielo,Arturo e le Iadi piovose ed i gemelli Trioni,ed esamina Orione armato d'oro
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 07 - LE TERRE DI CIRCE

postquam cuncta videt caelo constare sereno, dat clarum e puppi signum; nos castra movemus temptamusque viam et velorum pandimus alas Dopo che vede stare tutto nel cielo sereno, dalla poppa dà il segnale squillante; noi muoviamo il campo e tentiamo la via ed apriamo le ali delle vele
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 08 - LO SCUDO DI ENEA

Iamque rubescebat stellis Aurora fugatis cum procul obscuros collis humilemque videmus Italiam Ed ormai l'Aurora, fugate le stelle, rosseggiava, quando lontano vediamo colli oscuri e bassa l'Italia
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 04 - L’ULTIMA VEGLIA DI DIDONE

Italiam primus conclamat Achates, Italiam laeto socii clamore salutant Italia per primo grida Acate,l'Italia salutano i compagni con lieto clamore
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 06 - IL TEMPIO DEL DIO APOLLO

tum pater Anchises magnum cratera corona induit implevitque mero, divosque vocavit stans celsa in puppi: 'di maris et terrae tempestatumque potentes, ferte viam vento facilem et spirate secundi Allora il padre Anchise rivestì fino all'orlo una grandecoppa e la riempì di vino, ed invocò gli deistando sull'alta poppa: Dei potenti del mare e della terra e delle tempeste, offrite col vento una via facile e soffiate favorevoli
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 01 - VENERE PREPARA INGANNI

' crebrescunt optatae aurae portusque patescit iam propior, templumque apparet in arce Minervae; vela legunt socii et proras ad litora torquent Le brezze bramate crescono ed ormai più vicino si apre il porto, e sulla rocca appare il tempio di Minerva; i compagni raccolgon le vele e girano le prore ai lidi
portus ab euroo fluctu curvatus in arcum, obiectae salsa spumant aspergine cautes, ipse latet: gemino demittunt bracchia muro turriti scopuli refugitque ab litore templum Il porto curvato ad arco dal flutto orientale, gli scogli pronunciati spumeggiano di spruzzo salmastro, egli però si cela: gli scogli turriti slanciano braccia con mura gemelle ed il tempio indietreggia dal lido
Maybe you might be interested
Virgilio, Eneide: Libro 12 - GIUNONE E GIUTURNA

quattuor hic, primum omen, equos in gramine vidi tondentis campum late, candore nivali Qui quattro, primo augurio, quattro cavalli vidi brucanti la piana in largo, di niveo candore