Virgilio, Eneide: Libro 01 - LA VERGINE CASSANDRA

Virgilio, Eneide: Libro 01 - LA VERGINE CASSANDRA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 01 - LA VERGINE CASSANDRA

Heu nihil invitis fas quemquam fidere divis Ahimè, a nessuno è lecito sperare nulla con gli dei contrari
ecce trahebatur passis Priameia virgo crinibus a templo Cassandra adytisque Minervae ad caelum tendens ardentia lumina frustra, lumina, nam teneras arcebant vincula palmas Ecco la vergine priamea, sciolti i capelli, Cassandra, trascinata dal tempio e dai penetrali di Minerva, alzando incavo al cielo gli occhi ardenti,gli occhi, poichè catene bloccavano le tenere palme
non tulit hanc speciem furiata mente Coroebus et sese medium iniecit periturus in agmen; consequimur cuncti et densis incurrimus armis Non sopportò questa vista con la mente impazzita Corebo e si gettò in mezzo alla schiera per morire;inseguiamo tutti e corriamo in fitte armi
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hic primum ex alto delubri culmine telis nostrorum obruimur oriturque miserrima caedes armorum facie et Graiarum errore iubarum Qui dapprima dall'alta cima del tempio siam colpitidai dardi dei nostri e nasce una miserrima strageper la foggia delle armi e per l'inganno dei pennacchi grai
tum Danai gemitu atque ereptae virginis ira undique collecti invadunt, acerrimus Aiax et gemini Atridae Dolopumque exercitus omnis: adversi rupto ceu quondam turbine venti confligunt, Zephyrusque Notusque et laetus Eois Eurus equis; stridunt silvae saevitque tridenti spumeus atque imo Nereus ciet aequora fundo Allora i Danai per il dolore el'ra della vergine strappata radunati da ogni parte attaccano, il fortissimo Aiace ed i fratelli Atridi e tutto l'esercito dei Dolopi: come a volte venti contrari, scoppiata una burrasca, si scontrano, e Zefiro e Noto ed Euro, felice per i vcavalli eoi; stridon le selve ed infuria spumosoNereo col tridente e provoca le acque dall'estremo fondo
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illi etiam, si quos obscura nocte per umbram fudimus insidiis totaque agitavimus urbe, apparent; primi clipeos mentitaque tela agnoscunt atque ora sono discordia signant Anch'essi, che nell'oscura notte nell'ombra vincemmo con gli inganni e cacciammo per tutta la città, appaiono; per primi riconoscono gli scudi e le false armi e notano i volti discordanti dall'accento
ilicet obruimur numero, primusque Coroebus Penelei dextra divae armipotentis ad aram procumbit; cadit et Rhipeus, iustissimus unus qui fuit in Teucris et servantissimus aequi dis aliter visum; pereunt Hypanisque Dymasque confixi a sociis; nec te tua plurima, Panthu, labentem pietas nec Apollinis infula texit Subito siam travolti dal numero, e per primo Coreboper mano di Peneleo stramazza all'altare della deaarmipotente; cade pure Rifeo, unico il più giustoche ci fu tra i Teucri e scupolosissimo del giusto,agli dei parve altrimenti; periscono Ipani e Dimantetrafitti dagli amici; nè ti protesse morente, Panto, la tua massima virtù nè la benda di Apollo
Iliaci cineres et flamma extrema meorum, testor, in occasu vestro nec tela nec ullas vitavisse vices, Danaum et, si fata fuissent ut caderem, meruisse manu O ceneri iliache e fiamma estrema dei miei,chiamo a testimonio di non aver evitato nella vostra caduta nè frecce nè alcuna situazione, e se ci fossero stati i fati perchè cadessi, l'avrei meritato per mano dei Danai
divellimur inde, Iphitus et Pelias mecum quorum Iphitus aevo iam gravior, Pelias et vulnere tardus Ulixi, protinus ad sedes Priami clamore vocati Di lì ci strappiamo, Ifito e Pelia con me, ma di essi Ifito ormai più vecchio d'età, anche Pelia lento per una ferita di Ulisse, subito chiamati da grida al palazzo di Priamo
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