Di solito in casa si portavano maniche di tipo modesto, più ricercato ed elegante quando si usciva. C'era però anche un'altra ragione a consigliare l'abitudine di avere maniche mobili: erano la parte più soggetta a sporcarsi. Del resto, finché si è usato l'inchiostro, gli impiegati venivano chiamati «mezze maniche», perché riparavano gomiti e polsini delle loro maniche con l'aggiunta di altre mezze maniche nere.
Maniche separabili erano indossate, evidentemente per moda e non per opportunità, da donne ricche e da regine. Le dame usavano donare una manica al loro cavaliere preferito, che la legava alla corazza come uno stendardo svolazzante.
Nel 1297, Violante di Sicilia, moglie del re Roberto d'Angiò, fu derubata da un ladro abilissimo, che riuscì a sfilarle di dosso una delle sue preziose maniche mentre era assorta a guardare uno spettacolo. Già all'inizio del Duecento infatti le maniche erano semplicemente unite al resto dell'abito con nastri o bottoni: un'usanza che seguiterà nei secoli successivi e sarà molto in voga soprattutto a partire dal Quattrocento.
Già nel Medioevo, tuttavia, il perfezionamento delle tecniche di tessitura e l'intensa attività mercantile permettono la produzione e la circolazione di stoffe di lusso e molto diversificate.