Terenzio, Adelphoe: Actus I, 26-80, pag 2

Terenzio, Adelphoe: Actus I, 26-80

Latino: dall'autore Terenzio, opera Adelphoe parte Actus I, 26-80

ille ut item contra me habeat facio sedulo: [50] do, praetermitto, non necesse habeo omnia pro meo iure agere; postremo, alii clanculum patres quae faciunt, quae fert adulescentia, ea ne me celet consuefeci filium; nam qui mentiri aut fallere institerit patrem aut audebit, tanto magis audebit ceteros Faccio di tutto perché mi contraccambi: gli concedo, [50] lascio correre, non ritengo necessario che faccia tutto come voglio io e poi, quelle ragazzate che gli altri fannodi nascosto dal padre ho abituato mio figlio a non nascondermele
pudore et liberalitate liberos retinere satius esse credo quam metu Perché chi avrà l'abitudine di mentire a suo padre, o avrà il coraggio di ingannarlo, tanto più lo avrà con gli altri
[55] haec fratri mecum non conveniunt neque placent [55] Sono convinto che sia meglio frenare i figli col rispetto e con l'indulgenza piuttosto che con la paura
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Terenzio, Adelphoe: Actus V, 958-997

Latino: dall'autore Terenzio, opera Adelphoe parte Actus V, 958-997

venit ad me saepe clamitans "quid agis, Micio Su questo mio fratello non è d'accordo con me, non gli va
[60] quor perdis adulescentem nobis E spesso viene da me e grida: «Che [60] fai, Micione, Perché mi rovini quel ragazzo
quor amat Perché fa l'amore, perché si ubriaca
quor potat Perché favorisci tutto questo spesandolo
quor tu his rebus sumptum suggeris Perché sei così generoso nel vestirlo
illi tu nimio indulges: nimium ineptus es Sei davvero una pappamolla
" nimium ipse durus est praeter aequomque et bonum, et errat longe mea quidem sententia[65] qui imperium credat gravius esse aut stabilius vi quod fit quam illud quod amicitia adiungitur » Lui come padre è troppo severo, al di là del giusto e del lecito, e, a mio [65] avviso, si sbaglia di grosso se crede che l'autorità basata sulla forza sia più salda e sicura di quella ottenuta con l'affetto