Properzio, Elegie: Libro III, Elegia XVI

Properzio, Elegie: Libro III, Elegia XVI

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro III, Elegia XVI

#Propertius #elegiae
Nox media, et dominae mihi venit epistula nostrae: Tibure me missa iussit adesse mora, candida qua geminas ostendunt culmina turres, et cadit in patulos nympha Aniena lacus Notte fonda, e mi arriva una lettera della mia donna: mi ordinò di andare senza indugio a Tivoli, dove i candidi culmini mostrano due torri gemelle, e l'acqua dell'Aniene cade in vasti laghi
quid faciam Che fare
obductis committam mene tenebris[5] ut timeam audacis in mea membra manus Mi affiderò alle diffuse tenebre [5] perché temo le audaci mani sulla mio persona
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Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 01

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 01

at si distulero haec nostro mandata timore, nocturno fletus saevior hoste mihi Ma se per la mia paura differirò questi ordini, per me un pianto più doloroso di un nemico notturno
peccaram semel, et totum sum pulsus in annum: in me mansuetas non habet illa manus Ho sbagliato una volta, e sono stato respinto tutto l'anno: quella mano non ha per me gesti mansueti
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Properzio, Elegie: Libro III, Elegia V

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro III, Elegia V

[10] nec tamen est quisquam, sacros qui laedat amantes: Scironis medias his licet ire vias [10] Né tuttavia c'è qualcuno che colpisca gli amanti: a questi è lecito andare in mezzo alle vie di Scirone
quisquis amator erit, Scythicis licet ambulet oris, nemo adeo ut feriat barbarus esse volet Chiunque sarà amante, vada pure a passeggiare sulle coste della Scizia, nessuno vorrà essere tanto crudele da ferirlo
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Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 11

sanguine tam parvo quis enim spargatur amantis[15] improbus, et cuius sit comes ipsa Venus Chi infatti, crudele, spargerebbe il tanto poco sangue di un amante, [15] e del quale sia compagna la stessa Venere
luna ministrat iter, demonstrant astra salebras ipse Amor accensas praecutit ante faces, saeva canum rabies morsus avertit hiantis: huic generi quovis tempore tuta via est La luna guida il cammino, gli astri mostrano gli ostacoli, lo stesso Amore agita davanti le fiaccole accese, la rabbia furiosa dei cani volge altrove i morsi di chi è avido: per questo genere in qualunque tempo la strada è sicura
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Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia V

[20] quod si certa meos sequerentur funera cursus, tali mors pretio vel sit emenda mihi [20] Che se sicuri funerali seguissero le mie vicende, la morte dovrebbe essere comprata a caro prezzo per me
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