Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 10, Paragrafi 01-14

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 10, Paragrafi 01-14

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 10, Paragrafi 01-14

[1] Sequitur natura avium, quarum grandissimi et paene bestiarum generis struthocameli Africi vel Aethiopici altitudinem equitis insidentis equo excedunt, celeritatem vincunt, ad hoc demum datis pinnis, ut currentem adiuvent [1] Segue la classe degli uccelli, i più grandi dei quali e quasi dell'ordine dei quadrupedi, gli struzzi africani o etiopici superano l'altezza di un cavaliere che siede a cavallo, vincono in velocità, per questo infatti date le ali, affinché aiutino chi corre
cetero non sunt volucres nec a terra attolluntur Per il resto non sono volatili e non si sollevano da terra
ungulae iis cervinis similes, quibus dimicant, bisulcae et conprehendendis lapidibus utiles, quos in fuga contra sequentes ingerunt pedibus Per loro zampe simili a quelle del cervo, con cui lottano, divise in due e utili per afferrare le pietre, che durante la fuga lanciano con i piedi contro gli inseguitori
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 21, Paragrafi 121-128

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 21, Paragrafi 121-128

[2] concoquendi sine dilectu devorata mira natura, sed non minus stoliditas in tanta reliqui corporis altitudine, cum colla frutice occultaverint, latere sese existimantium [2] Straordinaria la capacità di digerire senza distinzione le cose divorate, ma non meno stoltezza in tanta altezza del resto del corpo, poiché nascondendo i colli nel cespuglio, ritengono di essersi nascosti
praemia ex iis ova, propter amplitudinem pro quibusdam habita vasis, conosque bellicos et galeas adornantes pinnae Preziose le loro uova, usate come alcuni recipienti per la grandezza, e le piume che ornano i cimieri da guerra e gli elmi
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 09, Paragrafi 161 - 170

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 09, Paragrafi 161 - 170

[3] Aethiopes atque Indi discolores maxime et inenarrabiles ferunt aves et ante omnes nobilem Arabiae phoenicem, haud scio an fabulose, unum in toto orbe nec visum magno opere [3] Presentano gli uccelli etiopici ed indiani soprattutto variopinti e indescrivibili e prima di tutti la famosa fenice d'Arabia, non so se leggendaria, unica in tutto il mondo e assolutamente non visibile
aquilae narratur magnitudine, auri fulgore circa colla, cetero purpureus, caeruleam roseis caudam pinnis distinguentibus, cristis fauces caputque plumeo apice honestante E' descritta con la grandezza dell'aquila, con oro lucente intorno al collo, per il resto purpurea, con penne rosate che screziano la coda cerulea, la gola con ciuffi e il capo che è ornato da una punta di piume
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 11, Paragrafi 13 - 37

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 11, Paragrafi 13 - 37

[4] primus atque diligentissime togatorum de eo prodidit Manilius, senator ille maximis nobilis doctrinis doctore nullo: neminem extitisse qui viderit vescentem, sacrum in Arabia Soli esse, vivere annis DXL, senescentem casiae turisque surculis construere nidum, replere odoribus et superemori [4] Il senatore Manilio primo dei romani togati e molto diligentemente riferì riguardo a ciò, quell'uomo famoso per le massime conoscenze senza alcun maestro: che nessuno era esistito che l'avesse vista mangiare, che è sacra al Sole in Arabia, che vive 540 anni, che invecchiando costruisce il nido con rami di cannella e incenso, che riempie di profumi e muore
ex ossibus deinde et medullis eius nasci primo ceu vermiculum, inde fieri pullum, principioque iusta funera priori reddere et totum deferre nidum prope Panchaiam in Solis urbem et in ara ibi deponere Che poi dalle ossa e dalle sue viscere nasce dapprima come un vermiciattolo, poi diventa pulcino, e all'inizio celebra giusti funerali al predecessore e porta tutto il nido vicino Pancaia nella città del Sole e qui lo depone sull'altare
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 29, Paragrafi 16-60

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 29, Paragrafi 16-60

[5] cum huius alitis vita magni conversionem anni fieri prodit idem Manilius iterumque significationes tempestatum et siderum easdem reverti, hoc autem circa meridiem incipere quo die signum arietis sol intraverit, et fuisse eius conversionis annum prodente se P [5] Lo stesso Manilio dice che con la vita di questo uccello coincide il corso del grande anno e che tornano nuovamente gli stessi segni delle circostanze e delle stelle, questo poi inizia verso il sud nel giorno in cui il sole sarà entrato nel segno dell'ariete, e che l'anno di questa rivoluzione è stato il 215 durante il consolato di P
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