La biblioteca di Alessandria d’Egitto

la biblioteca di Alessandria d’Egitto

Tolomeo I diede vita ad una città cosmopolita e ordinò la costruzione di un museo e di una biblioteca che dovevano fungere da richiamo alle menti più brillanti dell'antichità

Nel suo regno riuscì a fondere civiltà greca ed egizia e la città di Alessandra d'Egitto ne fu l'emblema. Dopo la costruzione del faro, una delle sette bellezze del mondo antico, Tolomeo I ordinò la costruzione del primo museo della storia e di una biblioteca che dovevano attrare studiosi e scrittori da ogni parte del mondo.

La biblioteca divenne la più grande miniera di documenti dell'antichità e si narra che fossero custodite oltre 500.000 volumi. Il sapere divenne un bene da custodire e quando una nave arrivava nel porto, il comandante doveva dichiarare se a bordo aveva papiri, testi filosofici o scientifici affinché venissero portati alla biblioteca e trascritti. Al comandante venivano restituite le copie e non gli originali. Con rotoli di papiro provenienti da tutto il mondo la biblioteca era l'orgoglio della città. L'obiettivo era raccogliere un esemplare di ogni manoscritto allora esistente.

Alessandria continuò a fiorire e fu polo di attrazione culturale per i pensatori più brillanti. Letteratura, filosofia e scienza tutta la linfa del sapere fecero della città crocevia di cultura, religioni e lingue diverse. Le pergamene catalogate e organizzate, potevano essere facilmente recuperate dagli scaffali e consultati dagli studiosi. Purtroppo un un grande incendio, sulla data non si è certi,  distrusse la biblioteca. Gran parte dei testi contenenti conoscenze scientifiche furono ridotti in cenere.

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