Caravaggio non ritrae il momento del martirio ma il seppellimento della Santa. Nel suolo è adagiato il corpo inerte di Lucia mentre a destra un gruppo di personaggi assiste alla scena. Lucia trova lo scopo della sua vita ed è disposta a morire per un ideale. Amici e parenti la piangono, tra loro una donna inginocchiata con le mani nel volto si dispera dal dolore. Il vescovo benedice la salma sotto il controllo di una guardia. L'incombenza funebre sembra frettolosa. L'autorità religiosa e civile sono collocate in disparte, all'angolo della rappresentazione. Le meste esequie volgono al termine. Ma sono le due enormi figure ai lati del corpo di Lucia che catturano l'attenzione. I possenti seppellitori sono intenti a scavare la fossa che dovrà contenere il corpo della defunta. La donna teneva nella mano destra una palma, simbolo del martirio ma anche di vittoria e immortalità. Ahimè questa componente del quadro non è più visibile.
Nonostante la vita non scorra più in lei, il suo cadavere risplende di luce e il luogo della tumulazione diventerà il tempio in cui verrà venerata la donna. Le spoglie della martire sono oggi conservate nel santuario di Santa Lucia a Venezia
la scena è aperta da due scavatori a gambe divaricate in primo piano. Dietro di essi è la santa, distesa con il capo riverso. La circondano un gruppo di fedeli in processione il cui apice dimensionale è costituito dal vescovo benedicente.
Gli anni dell'esecuzioine del seppellimento di santa Lucia corrispondono ad una nuova fase nell'arte del Caravaggio, a un genere essenziale, rapido, e a una scala minore delle figure
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La flagellazione di Cristo di Caravaggio
Il dipinto, olio su tela 1607-1609, si trova al museo nazionale di Capodimonte e fu realizzato a Napoli. L'opera fu commissionata da un magistrato laico, Tommaso de Franchis
Gli spettatori assistono al seppellimento che si sta svolgendo, probabilmente, all'ingresso delle latomie siracusane - grotte rocciose con funzione di carcere - o all'interno di una catacomba, di cui si vede sullo sfondo a sinistra un grande arco a tutto sesto. In primo piano, due scavatori incombono sul corpo minuto della santa.
Dietro la scena principale è visibile il crescendo delle emozioni nei gesti e sui volti dei fedeli: mani giunte ed espressioni commosse si susseguono fino ad arrivare alla benedizione compiuta dal vescovo, posizionato a destra sul bordo della tela.
Il quadro ornava l'altare maggiore del Santuario dove tradizionalmente va riconosciuto il luogo del martirio e della sepoltura di santa Lucia.
La tela venne realizzata verosimilmente poco dopo l'ottobre del 1608, in seguito alla fuga dal carcere di Malta e all'arrivo in Sicilia, dove Caravaggio ritrovò l'amico pittore Mario Minniti, conosciuto a Roma nella bottega del conterraneo Lorenzo Carli.









