Cicerone, In Verrem: 02; 04-116-120

Cicerone, In Verrem: 02; 04-116-120

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 04-116-120

[116] Ac iam illa omitto quae disperse a me multis in locis dicentur ac dicta sunt, forum Syracusanorum, quod introitu Marcelli purum a caede servatum est, id adventu Verris Siculorum innocentium sanguine redundasse, portum Syracusanorum, qui tum et nostris classibus et Carthaginiensium clausus fuisset, eum isto praetore Cilicum myoparoni praedonibusque patuisse; mitto adhibitam vim ingenuis, matres familias violatas, quae tum in urbe capta commissa non sunt neque odio hostili neque licentia militari neque more belli neque iure victoriae; mitto, inquam, haec omnia, quae ab isto per triennium perfecta sunt; ea quae coniuncta cum illis rebus sunt de quibus antea dixi cognoscite [116] E già ometto quelle cose che dirò e che ho detto qua e là in molti passaggi, la piazza dei Siracusani, che allentrata di Marcello era conservata immune da stragi, ma allarrivo di Verre, traboccò del sangue dei Siciliani innocenti, il porto dei Siracusani, che allora era rimasto chiuso sia alle nostre flotte che a (quelle) dei Cartaginesi, quando costui era pretore, era aperto alle golette dei Cilici e ai predoni: ometto la violenza inflitta ad uomini liberi, le violenze a madri di famiglia, che non furono allora commesse durante la presa della città né dallodio per i nemici o dallintemperanza dei soldati o dai comportamenti di guerra o dal diritto della vittoria; lascio da parte, ripeto, tutte queste cose che sono state fatte da costui per un triennio: ascoltate quelle cose che si riferiscono a quei fatti di cui ho detto prima
[117] Vrbem Syracusas maximam esse Graecarum, pulcherrimam omnium saepe audistis [117] Avete spesso sentito dire che Siracusa è la città più grande, più bella di tutte (quelle) greche
Est, iudices, ita ut dicitur E, o giudici, così come si dice
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Cicerone, In Verrem: 02; 02-11-15

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 02-11-15

Nam et situ est cum munito tum ex omni aditu vel terra vel mari praeclaro ad aspectum, et portus habet prope in aedificatione amplexuque urbis inclusos; qui cum diversos inter se aditus habeant, in exitu coniunguntur et confluunt Infatti è situata con provviste, da tutti gli accessi, o per terra o per mare, meravigliosa a vedersi, ha porti che si insinuano nellabitato e negli edifici della città; i quali, pur avendo accessi distinti fra loro, nella parte terminale si ricongiungono e confondono le acque
Eorum coniunctione pars oppidi quae appellatur Insula, mari disiuncta angusto, ponte rursus adiungitur et continetur Nella loro congiunzione la parte della città che è chiamata Isola, che uno stretto braccio separa dalla terraferma, è unita e collegata da un ponte
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Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 04-91-95

[118] Ea tanta est urbs ut ex quattuor urbibus maximis constare dicatur; quarum una est ea quam dixi Insula, quae duobus portibus cincta in utriusque portus ostium aditumque proiecta est; in qua domus est quae Hieronis regis fuit, qua praetores uti solent [118] Questa città è così vasta che si può dire sia formata da quattro grandi città; una di queste è quella Isola di cui ho parlato, che è cinta da due porti e si protende nellimboccatura di entrambi, verso laccesso dai porti alla città; qui cè il palazzo che fu del re Gerone, che sono soliti utilizzare i pretori
In ea sunt aedes sacrae complures, sed duae quae longe ceteris antecellant, Dianae, et altera, quae fuit ante istius adventum ornatissima, Minervae Nel quale ci sono numerosi edifici sacri; ma due che superano di gran lunga gli altri, il tempio di Diana laltro di Minerva, che era molto ricco prima dellarrivo di costui
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Cicerone, In Verrem: 02; 05-56-60

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 05-56-60

In hac insula extrema est fons aquae dulcis, cui nomen Arethusa est, incredibili magnitudine, plenissimus piscium, qui fluctu totus operiretur nisi munitione ac mole lapidum diiunctus esset a mari In questa isola, nella parte estrema, cè una sorgente di acqua dolce, il cui nome è Aretusa, di indescrivibile superficie, ricca di pesci, che rischierebbe di essere sommersa dai flutti se non fosse separata dal mare da un molo di pietra come diga
[119] Altera autem est urbs Syracusis, cui nomen Achradina est; in qua forum maximum, pulcherrimae porticus, ornatissimum prytanium, amplissima est curia templumque egregium Iovis Olympii ceteraeque urbis partes, quae una via lata perpetua multisque transversis divisae privatis aedificiis continentur [119] Unaltra città è di Siracusa, il cui nome è Acradina, nella quale cè un foro molto grande, un bellissimo portico, un sontuoso pritaneo, una molto spaziosa un superbo tempio di Giove Ottimo e tutte le altre zone della città, che, suddivisa in un'unica ampia strada lunga e divisa e molte traverse, sono occupate da edifici privati
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Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 02-51-55

Tertia est urbs quae, quod in ea parte Fortunae fanum antiquum fuit, Tycha nominata est; in qua gymnasium amplissimum est et complures aedes sacrae, coliturque ea pars et habitatur frequentissime La terza città è quella chiamata Tica, perché in quella zona cera un antico santuario della Fortuna, nella quale cè un vastissimo ginnasio e numerose edifici sacri, quella parte è frequentato ed è popolato densamente
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