Cicerone, Filippiche: 01; 01-07

Cicerone, Filippiche: 01; 01-07

Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 01; 01-07

[I] Ante quam de re publica, patres conscripti, dicam ea quae dicenda hoc tempore arbitror, exponam vobis breviter consilium et profectionis et reversionis meae

Ego cum sperarem aliquando ad vestrum consilium auctoritatemque rem publicam esse revocatam, manendum mihi statuebam quasi in vigilia quadam consulari ac senatoria

Nec vero usquam discedebam nec a re publica deiciebam oculos ex eo die quo in aedem Telluris convocati sumus

In quo templo, quantum in me fuit, ieci fundamenta pacis Atheniensiumque renovavi vetus exemplum; Graecum etiam verbum usurpavi quo tum in sedandis discordiis usa erat civitas illa, atque omnem memoriam discordiarum oblivione sempiterna delendam censui

Praeclara tum oratio Antoni, egregia etiam voluntas; pax denique per eum et per liberos eius cum praestantissimis civibus confirmata est
[I] Prima che io dica, o padri coscritti, quelle cose che penso debbano esser dette in questo momento riguardo alla repubblica, vi esporrò brevemente la ragione sia della partenza sia del mio ritorno

Io ritenevo che io dovessi rimanere quasi in una vigilanza consolare e senatoria, perché speravo che la repubblica finalmente fosse stata ricondotta alla vostra avvedutezza e autorità

Né invero mai allontanavo né distoglievo gli occhi dalla repubblica da quel giorno, in cui fummo convocati nel tempio di Telluri

In questo tempio, per quanto fu in me, gettai le fondamenta della pace e rinnovai lantico esempio degli Ateniesi; inoltre adoperai la parola greca che già quella città adoperò nel sedare le discordie, e consigliai che ogni ricordo delle discordie dovesse essere distrutto nelloblio eterno

Vi fu il famoso discorso di Marco Antonio e vi fu inoltre lottima intenzione; infine la pace fu stabilita con i migliori cittadini per lui e per i suoi figli
Atque his principiis reliqua consentiebant

Ad deliberationes eas quas habebat domi de re publica principes civitatis adhibebat; ad hunc ordinem res optimas deferebat; nihil tum nisi quod erat notum omnibus in C Caesaris commentariis reperiebatur; summa constantia ad ea quae quaesita erant respondebat

Num qui exsules restituti

Unum aiebat, praeterea neminem

Num immunitates datae

Nullae respondebat

Adsentiri etiam nos Ser Sulpicio, clarissimo viro, voluit, ne qua tabula post Idus Martias ullius decreti Caesaris aut benefici figeretur

Multa praetereo eaque praeclara; ad singulare enim Antoni factum festinat oratio

Dictaturam, quae iam vim regiae potestatis obsederat, funditus ex re publica sustulit; de qua ne sententias quidem diximus
E con questi principi si accordavano le altre cose

Invitava i primi delle città a quelle deliberazioni che aveva in casa sullo stato; a questo ordine riferiva ottime cose; niente allora se non ciò che era noto a tutti si trovava nei Commentarii di Caio Cesare; rispondeva con somma coerenza a quelle cose che erano state domandate

Quali esuli sono stati richiamati

Uno, rispondeva, oltre a questo nessuno

Sono state date le immunità

Nessuna, rispondeva

Volle che anche noi fossimo daccordo con Servio Sulpicio, uomo molto illustre, affinché nessuna tavola si affiggesse di quel decreto o beneficio di Cesare dopo le idi di marzo

Ometto molte cose e pure famose; infatti il discorso mi spinge ad un singolare atto di Marco Antonio

Abolì completamente la dittatura nello stato che già si era impossessato della forza del potere regio; riguardo alla qual cosa invero non facemmo discussioni
Scriptum senatus consultum quod fieri vellet attulit, quo recitato auctoritatem eius summo studio secuti sumus eique amplissimis verbis per senatus consultum gratias egimus

[II] Lux quaedam videbatur oblata non modo regno, quod pertuleramus, sed etiam regni timore sublato, magnumque pignus ab eo rei publicae datum, se liberam civitatem esse velle, cum dictatoris nomen, quod saepe iustum fuisset, propter perpetuae dictaturae recentem memoriam funditus ex re publica sustulisset

Liberatus periculo caedis paucis post diebus senatus; uncus impactus est fugitivo illi qui in Mari nomen invaserat

Atque haec omnia communiter cum conlega; alia porro propria Dolabellae quae, nisi conlega afuisset, credo eis futura fuisse communia
Presentò la decisione scritta del senato che volle fosse sancita; letta questa approvammo la sua autorità con sommo amore e a lui rendemmo grazie con solenni parole per la decisione del senato

[II] Una certa luce sembrava fosse apparsa non solo essendo stato eliminato il regno, che avevamo sopportato, ma anche il timore del regno e una grande promessa fosse stata data da quello allo stato, che egli voleva che la città fosse libera,quando per il recente ricordo della dittatura stabile, abolì del tutto dalla repubblica il nome del dittatore che spesso era stato giusto

Dopo pochi giorni il senato fu liberato dal pericolo della strage; fu imposto luncino a quel fuggitivo che aveva usurpato il nome di Mario

E tutte queste cose insieme al collega; le altre cose poi, le quali, se non fosse stato assente il collega, ritengo che sarebbero state comuni fra loro, furono proprie a Dolabella
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Cicerone, Filippiche: 13; 06-10

Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 13; 06-10

Nam cum serperet in urbe infinitum malum idque manaret in dies latius, idemque bustum in foro facerent qui illam insepultam sepulturam effecerant, et cotidie magis magisque perditi homines cum sui similibus servis tectis ac templis urbis minarentur, talis animadversio fuit Dolabellae cum in audacis sceleratosque servos, tum in impuros et nefarios liberos, talisque eversio illius exsecratae columnae ut mihi mirum videatur tam valde reliquum tempus ab illo uno die dissensisse

Ecce enim Kalendis Iuniis, quibus ut adessemus edixerant, mutata omnia: nihil per senatum, multa et magna per populum et absente populo et invito
Infatti mentre un infinito male serpeggiava nella città e questo si diffondeva di giorno in giorno più ampiamente e gli stessi che avevano eseguito quel funerale incompiuto gli innalzavano una colonna nel foro, e ogni giorno sempre maggiormente uomini scellerati con servi simili a loro minacciavano le case e i templi delle città, tale fu la punizione di Dolabella sia per gli audaci e gli scellerati servi, sia per gli infami e malvagi padroni, e labbattimento di quella disprezzata colonna, che mi sembra strano che tanto grandemente abbia dissentito per il resto del tempo da quel solo giorno

Ecco infatti alle calende di giugno, in cui aveva stabilito che fossimo presenti, mutate tutte le cose, nessuna tramite il senato, molte e grandi cose tramite il popolo ed essendo assente il popolo e contro la sua volontà
Consules designati negabant se audere in senatum venire; patriae liberatores urbe carebant ea cuius a cervicibus iugum servile deiecerant, quos tamen ipsi consules in contionibus et in omni sermone laudabant

Veterani qui appellabantur, quibus hic ordo diligentissime caverat, non ad conservationem earum rerum quas habebant, sed ad spem novarum praedarum incitabantur

Quae cum audire mallem quam videre haberemque ius legationis liberum, ea mente discessi ut adessem Kalendis Ianuariis, quod initium senatus cogendi fore videbatur

[III] Exposui, patres conscripti, profectionis consilium: nunc reversionis, quae plus admirationis habet, breviter exponam
I consoli designati dicevano che essi non osavano andare in senato; i liberatori della patria erano lontani dalla città, dalla cervice della quale avevano tolto il giogo servile, tuttavia gli stessi consoli lodavano quelli nelle assemblee e in ogni discorso

Quelli che erano chiamati veterani, a cui questo ordine molto diligentemente aveva impartito, erano incitati non alla conservazione di quelle cose che avevano, ma alla speranza di nuove prede

Preferendo ascoltare piuttosto che vedere queste cose, e avendo il libero diritto alla legazione, mi allontanai con quel proposito, affinché fossi presente alle calende di gennaio perché sembrava che vi sarebbe stato linizio dellassemblea del senato

[III] O padri coscritti, ho esposto la ragione della mia partenza; ora brevemente esporrò la ragione del mio ritorno, che provoca più meraviglia
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Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 06; 16-19

Cum Brundisium iterque illud quod tritum in Graeciam est non sine causa vitavissem, Kalendis Sextilibus veni Syracusas, quod ab ea urbe transmissio in Graeciam laudabatur: quae tamen urbs mihi coniunctissima plus una me nocte cupiens retinere non potuit

Veritus sum ne meus repentinus ad meos necessarios adventus suspicionis aliquid adferret, si essem commoratus

Cum autem me ex Sicilia ad Leucopetram, quod est promunturium agri Regini, venti detulissent, ab eo loco conscendi ut transmitterem; nec ita multum provectus reiectus austro sum in eum ipsum locum unde conscenderam
Avendo evitato a Brindisi, non senza ragione quella strada che è battuta verso la Grecia, arrivai a Siracusa alle calende di agosto, poiché veniva lodato il mio passaggio da quella città alla Grecia, la quale città tuttavia, molto affezionata a me, desiderosa non potè trattenermi più di una notte

Ebbi paura, se mi fossi trattenuto, che il mio improvviso arrivo fra i miei amici suscitasse qualche sospetto

Poi quando ebbero portato me dalla Sicilia a Leucopetra, che è un promontorio del territorio di Reggio, da quel luogo mi imbarcai per compiere il viaggio; non così a lungo trasportato fui rigettato dallaustro in quello stesso luogo da cui mi ero imbarcato
Cumque intempesta nox esset mansissemque in villa P Valeri, comitis et familiaris mei, postridieque apud eundem ventum exspectans manerem, municipes Regini complures ad me venerunt, ex eis quidam Roma recentes: a quibus primum accipio M Antoni contionem, quae mihi ita placuit ut ea lecta de reversione primum coeperim cogitare

Nec ita multo post edictum Bruti adfertur et Cassi, quod quidem mihi, fortasse quod eos plus etiam rei publicae quam familiaritatis gratia diligo, plenum aequitatis videbatur

Addebant praeterea - fit enim plerumque ut ei qui boni quid volunt adferre adfingant aliquid quo faciant id quod nuntiant laetius - rem conventuram: Kalendis senatum frequentem fore; Antonium, repudiatis malis suasoribus, remissis provinciis Galliis, ad auctoritatem senatus esse rediturum
Ed poiché la notte era profonda e mi ero trattenuto nella villa di Publio Valerio, mio amico e compagno, e il giorno dopo ero rimasto presso lo stesso in attesa del vento, molti cittadini di Reggio vennero a me, fra quelli alcuni tornati da poco da Roma: dai quali dapprima appresi del discorso di Marco Antonio, che mi piacque così tanto che, letto quello, cominciai subito a pensare al ritorno

Così non molto dopo mi viene portato leditto di Bruto e Cassio che, in verità, mi sembrava pieno di equità forse perché li amo anche a causa dello stato più che dellamicizia

Aggiungevano inoltre - accade infatti per lo più che quelli cha vogliono dare qualcosa di buono inventino qualcosa affinché rendano ciò che annunziano più gradito - che si sarebbe venuti ad un accordo: il senato si sarebbe riunito alle calende di agosto; Antonio, rifiutati i cattivi consiglieri, rifiutate le province galliche, sarebbe ritornato allautorità del senato
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Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 03; 06-10

[IV] Tum vero tanta sum cupiditate incensus ad reditum ut mihi nulli neque remi neque venti satis facerent, non quo me ad tempus occursurum non putarem, sed ne tardius quam cuperem rei publicae gratularer

Atque ego celeriter Veliam devectus Brutum vidi: quanto meo dolore non dico

Turpe mihi ipsi videbatur in eam urbem me audere reverti ex qua Brutus cederet, et ibi velle tuto esse ubi ille non posset

Neque vero illum similiter atque ipse eram commotum esse vidi

Erectus enim maximi ac pulcherrimi facti sui conscientia nihil de suo casu, multa de vestro querebatur
[IV] Allora in verità fui preso da un così grande desiderio per il ritorno che né alcuni remi né i venti sarebbero stati sufficienti a me, non perché giudicassi che io sarei giunto in tempo, ma affinché non mi congratulassi più tardi di quanto desiderassi con la repubblica

Ed io in breve tempo trasportato a Velia vidi Bruto con quanto mio dolore non dico

Sembrava me stesso una cosa turpe che io osassi tornare in quella città dalla quale Bruto si allontanava, e che qui io volessi essere al sicuro dove quello non poteva esserlo

In verità non vidi che lui era commosso similmente a quanto io stesso fossi

Infatti sollevato per la consapevolezza della sua mobilissima e grandissima azione per nulla si lamentava riguardo al suo destino, molto riguardo al vostro
Exque eo primum cognovi quae Kalendis Sextilibus in senatu fuisset L Pisonis oratio: qui quamquam parum erat - id enim ipsum a Bruto audieram - a quibus debuerat adiutus, tamen et Bruti testimonio - quo quid potest esse gravius

-et omnium praedicatione quos postea vidi magnam mihi videbatur gloriam consecutus

Hunc igitur ut sequerer properavi quem praesentes non sunt secuti, non ut proficerem aliquid - nec enim sperabam id nec praestare poterai - sed ut, si quid mihi humanitus accidisset - multa autem impendere videntur praeter naturam etiam praeterque fatum - huius tamen diei vocem testem rei publicae relinquerem meae perpetuae erga se voluntatis
E da lui seppi in primo luogo quale fosse stato il discorso di Lucio Pisone in senato alle calende di Agosto: questi sebbene poco fosse stato appoggiato da coloro che avrebbero dovuto - infatti ciò stesso aveva udito da Bruto - tuttavia anche per testimonianza di Bruto - che cosa può essere più importante di questa

- e per la testazione di tutti quelli che vidi dopo mi sembrava di ottenere una grande gloria

Pertanto mi affrettai ad appoggiare costui che i presenti non sostennero per giovare in qualche modo - né infatti speravo ciò né lo potevo assicurare - ma perché, se qualcosa di umano fosse accaduto - molte cose infatti sembrano sovrastare oltre la natura e oltre il fatto - tuttavia lasciassi allo stato la voce di questo giorno testimone della mia perpetua devozione verso di lui
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Cicerone, Filippiche: 02; 31-35

Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 02; 31-35

Quoniam utriusque consili causam, patres conscripti, probatam vobis esse confido, prius quam de re publica dicere incipio, pauca querar de hesterna M Antoni iniuria: cui sum amicus, idque me non nullo eius officio debere esse prae me semper tuli

[V] Quid tandem erat causae cur die hesterno in senatum tam acerbe cogerer

Solusne aberam, an non saepe minus frequentes fuistis, an ea res agebatur ut etiam aegrotos deferri oporteret

Hannibal, credo, erat ad portas aut de Pyrrhi pace agebatur, ad quam causam etiam Appium illum et caecum et senem delatum esse memoriae proditum est

De supplicationibus referebatur, quo in genere senatores deesse non solent

Coguntur enim non pignoribus, sed eorum de quorum honore agitur gratia; quod idem fit, cum de triumpho refertur
O padri coscritti, poiché confido che la causa delluna e dellaltra soluzione sia stata approvata da voi prima che io inizi a dire dello stato, deplorerò poche cose riguardo alloffesa di ieri di Antonio: di cui sono amico e ciò sempre ho avuto per me di dover essere favorevole verso di lui

[V] Quale ragione infine vi era perché nel giorno di ieri fossi tanto acerbamente costretto in senato

Forse io solo ero assente, forse non foste spesso meno numerosi, o si trattava di una cosa tale che occorreva fossero portati anche gli ammalati

Annibale, credo, era alle porte o si trattava della pace di Pirro per la quale causa si tramanda che anche il famoso Appio cieco e vecchio fu portato

Si discuteva di ringraziamenti nel qual genere I senatori sono soliti non mancare

Infatti si riuniscono non per i pegni, ma a causa di coloro riguardo allonore dei quali si tratta; la medesima cosa accade quando si discute del trionfo
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