Virgilio, Eneide: Libro 10 - LA MORTE DI PALLANTE, pag 2

Virgilio, Eneide: Libro 10 - LA MORTE DI PALLANTE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 10 - LA MORTE DI PALLANTE

tum genitor natum dictis adfatur amicis: 'stat sua cuique dies, breve et inreparabile tempus omnibus est vitae; sed famam extendere factis, hoc virtutis opus Allora il padre parla al figlio con parole amiche: Per ognuno è fisso il suo giorno, per tutti iltempo della vita è breve ed irreparabile; ma estendere la fama coi fatti, questo il compito del valore
Troiae sub moenibus altis tot gnati cecidere deum, quin occidit una Sarpedon, mea progenies; etiam sua Turnumfata vocant metasque dati pervenit ad aevi Sotto le alte muradi Troia tanti figli di dei caddero, anzi cadde insieme Sarpedonte, mia progenie; anche i suoifati chiamano Turno ed è giunto alle mete dell'età concessa
' sic ait, atque oculos Rutulorum reicit arvis Così disse, e distolse gli occhi dai campi dei Rutuli
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At Pallas magnis emittit viribus hastam vaginaque cava fulgentem deripit ensem Ma Pallante consforzi enormi lancia l'asta e strappa dal cavo fodero la splendente spada
illa volans umeri surgunt qua tegmina summa incidit, atque viam clipei molita per oras tandem etiam magno strinxit de corpore Turni Quella volando cadde dove s'alzano i più alti ripari della spalla, e trovata una via sugli orli dello scudo apena sfiorò anche il grandecorpo di Turno
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hic Turnus ferro praefixum robur acuto in Pallanta diu librans iacit atque ita fatur: 'aspice num mage sit nostrum penetrabile telum Allora Turno a lungo librandola lancia l'asta munita di ferro acuto contro Pallante ecosì parla: Guarda se il nosto dardo sia più penetrabile
' dixerat; at clipeum, tot ferri terga, tot aeris, quem pellis totiens obeat circumdata tauri, vibranti cuspis medium transverberat ictu loricaeque moras et pectus perforat ingens Aveva detto; ma lo scudo, tante lamine di ferro, tante di bronzo altrettante di pelle di toro, messe attorno, che ( la punta) incontri, in mezzo con un colpo vibrante la punta lo trapassa e perfora i rapari della corazza ed il grande petto
ille rapit calidum frustra de vulnere telum: una eademque via sanguis animusque sequuntur Egli afferra il caldo dardo invano dalla ferita: per una stessa via sangue ed anima escono
corruit in vulnus sonitum super arma dedere et terram hostilem moriens petit ore cruento Crollò sulla ferita e sopra le armi diedero in suono e morendo colpisce la terra ostile col volto cruento
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quem Turnus super adsistens: [ sic ore precatur] 'Arcades, haec' inquit 'memores mea dicta referte Evandro: qualem meruit, Pallanta remitto Ma sopra di lui Turno piantandosi sopra [ così grida con la bocca] Arcadi, disse, queste mie parole riferite memori ad Evandro: come ha meritato, rimando Pallante
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