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Virgilio, Eneide: Libro 10 - GIOVE E GIUNONE

Virgilio, Eneide: Libro 10 - GIOVE E GIUNONE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 10 - GIOVE E GIUNONE

Iunonem interea compellat Iuppiter ultro: 'o germana mihi atque eadem gratissima coniunx, ut rebare, Venus nec te sententia fallit Troianas sustentat opes, non vivida bello dextra viris animusque ferox patiensque pericli Intanto Giove così si rivolge a Giunone: O perme sorella ed insieme carissima sposa, come pensavi, Venere ( e l'idea non ti inganna) sostiene le forze troiane, gli uomini in guerra non hannouna destra vivace, né animo fiero che sopporta il rischio
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' cui Iuno summissa: 'quid, o pulcherrime coniunx, sollicitas aegram et tua tristia dicta timentem A lui Giunone sottomessa: Perché, o bellissimo marito, provochi una triste e che teme le tue parole
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si mihi, quae quondam fuerat quamque esse decebat, vis in amore foret, non hoc mihi namque negares, omnipotens, quin et pugnae subducere Turnum et Dauno possem incolumem servare parenti Se io, ed un tempo l'avevo ed era giusto che l'avessi, avessi la forza nell'amore, non mi negheresti questo, onnipotente, che potessi sottrarre Turno allo scontro e salvarlo incolume per il padre Dauno
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nunc pereat Teucrisque pio det sanguine poenas Ora perisca e paghi il fio ai Teucri con il sangue pio
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ille tamen nostra deducit origine nomen Pilumnusque illi quartus pater, et tua larga saepe manu multisque oneravit limina donis Egli però prende il nome dalla nostra origine e Pilumno gli è quarto padre e spesso con largamano e molti doni colmò le tue soglie
' cui rex aetherii breviter sic fatur Olympi: 'si mora praesentis leti tempusque caduco oratur iuveni meque hoc ita ponere sentis, tolle fuga Turnum atque instantibus eripe fatis: hactenus indulsisse vacat Ed a lei brevemente così risponde il re dell'etereo Olimpo: Se si chiede un ritardo della morte presente ed unmomento per il giovane destinato a cadere e pensi che io decida così questo, prendi Turno con la fuga e toglilo dai fati imminenti
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sin altior istis sub precibus venia ulla latet totumque moveri mutarive putas bellum, spes pascis inanis Fin qui è possibile permetterlo; se sotto queste preghiere si nasconde un permesso maggiore e credi che tutta la guerra si sconvolga o muti, nutri vane speranze
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' et Iuno adlacrimans: 'quid si, quae voce gravaris, mente dares atque haec Turno rata vita maneret E giunone piangendo: E che, se quello che a parole ti rincresce, tu dessi col cuore e questa vita restasse valida per Turno
nunc manet insontem gravis exitus, aut ego veri vana feror Ma una morte pesante attende l'innocente, o io lontana dal vero mi porto
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quod ut o potius formidine falsa ludar, et in melius tua, qui potes, orsa reflectas Oh se piuttosto fossi ingannata da falsa paura, e tu che puoi cambiassi in meglio le tue parole
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