Non è soltanto una questione numerica. Dal 2000 a oggi la popolazione statunitense è cresciuta del 18 per cento, ma quella afroamericana è cresciuta del 31 per cento, quella latinoamericana dell'80 per cento, quella di origini asiatiche addirittura del 104 per cento. Gli Stati Uniti stanno diventando sempre meno bianchi: tra i più giovani le minoranze sono già maggioranza, così come in quasi tutte le città più grandi. In Texas già oggi i bianchi non sono più il gruppo maggioritario, superati dai latinoamericani. Da qui a vent'anni gli interi Stati Uniti diventeranno un paese con majority-minority: cioè in cui le minoranze insieme sono maggioranza.
La regione che cresce più rapidamente è il Sud, che sta diventando quello che era stato il Nord del paese per quasi tutto il Novecento: il posto che attrae magneticamente persone da ogni altro Stato e dal mondo, quello che traina l'economia del paese. E a sud i luoghi più attrattivi e in crescita sono quelli più variegati e mescolati sul piano etnico. Gli stati che crescono sono Texas, Florida, Georgia, Arizona. Quelli che perdono popolazione sono New York, California, Illinois, Pennsylvania: la vecchia guardia. Anche la popolazione statunitense sta invecchiando, ma l'immigrazione ha un effetto ringiovanente: già oggi la generazione più numerosa del paese è quella dei millennial, che hanno superato i baby boomer.









