Il purgatorio, canto XI.

Il purgatorio, canto XI.

Omberto Aldobrandeschi appartenente alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi che era feudataria di un vasto territorio Toscano

Grande nemico di Siena, continuando la politica del padre Guglielmo, depredava e danneggiava i Senesi appoggiandosi ai Fiorentini. Oderisi da Gubbio famoso miniatore nativo di Gubbio.Dante conobbe il miniatore a Bologna. Provenzan Salvani capo di parte ghibellinapreponderante nella sua città. Ebbe una grande importanza nei fatti che condussero alla vittoria di Siena nella battaglia di Montaperti e al convegno di Empoli fu uno di quelli che votarono per la distruzione di Firenze. Morì nella battaglia di Colle di Val d'Elsa in cui i senesi vennero sconfitti dai fiorentini. SPIEGAZIONE E' la cornice dei superbi che sono chinati e devono camminare gravati da un macigno e si percuotono perché durante la vita hanno guardato troppo in alto. Devono meditare su esempi di virtù e su esempi del loro peccato punito. Dante incontra tre anime di personaggi realmente esistiti che incarnano tre tipi di superbia: Omberto Aldobrandeschisuperbia nobiliare; Oderisi da Gubbio superbia in ambito artistico; Provenzan Salvani superbia politica; PARAFRASI E se io (Omberto Aldobrandeschi) non fossi impossibilitato da questo sasso che domina la mia superbia, per cui è necessario che io guardi, guarderei lui (Dante) che è ancora vivo e il cui nome non è stato ancora rivelato per vedere se lo conosco e per indurlo a pietà di questa mia pena. (52-57) Io fui Latino e nato da un toscano: Guglielmo Aldobrandesco fu mio padre, non so se conoscete già il suo nome. (stato di sospensione tra la superbia e la proiezione verso l'umiltà).(58-60) La nobiltà antica e le opere virtuose dei miei antenati mi fecero così arrogante che, non pensando alla madre comune degli uomini (terra o Eva) ebbi talmente disprezzo per ogni uomo che io mori per questo come i Senesi (furono i senesi ad ucciderlo) sanno e lo sa ogni uomo di Campagnatico (il suo feudo). (61-66) Io sono Omberto e non solo a me arreca danno la superbia perché ha tratto con se nei guai tutti i miei antenati. (67-69) E qui è necessario che io porti questo peso per tutto il tempo che occorre per pagare a Dio la mia pena qui tra le anime poiché non l'ho fatto quando ero vivo”. (70-72) Per ascoltare meglio chinai verso il basso la faccia (Dante si sente un po' superbo) e uno di loro, non quello che parlava, si torse sotto il peso che la impedisce nei movimenti e mi vide e riconoscendomi mi chiamò tenendo gli occhi con fatica fissi a me che procedevo tutto chino con loro. (polisindeto sforzo/ desiderio di comunicare con Dante). (73-78) “Oh” gli dissi “ non sei tu Oderisi, l'onore di Gubbio e l'onore di quell'arte che è chiamata alluminar (miniatura) in Parigi?” (79-81) “Fratello” disse egli “ splendono di più le carte dipinte da Franco Bolognese, l'onore ora è tutto suo e mio solo in parte.
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