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Canto 7 Paradiso: analisi

Canto 7 Paradiso: analisi

1-9: come Piccarda Donati era svanita cantando la lode alla Vergine Maria, così l’anima di Giustiniano si allontana con un canto più solenne

.. che riproduce i canti di gloria e il sanctus dei riti cristiani, ma si tratta di un canto inventato da Dante
.. Riprende la tradizione Cristiana ed ebraica, in quanto Osanna era la formula di saluto e glorificazione riservata a Dio, Sabaoth deriva dall’ebraico ed era un attributo, mentre crea superillustras, che è colui che illumina con una luce sovrabbondante dall’alto.


Le anime sono definite fiammelle e malacoth è un errore di Dante perché sarebbe mamlacoth, genitivo di una parola ebraica che significa regno. Claritas è un latinismo per indicare la luce di Dio, ripreso dal Liber della Scala di Maometto. Come se stesse seguendo un passo di danza Giustiniano se ne va, non è uno svanire discreto, ma fulmineo, e Dante lo paragona al dissolversi graduale del fuoco prima in diverse scintille, che poi a loro volta si dissolveranno. 
10-15: Dante è di nuovo soggetto a una quasi paralisi, a una sorta di quei raptus mistici che lo prendono quando è in presenza di Beatrice. Dante è in condizione di inquieta indecisione e rivolge a se stesso un’esortazione perché è incapace di parlare liberamente.


A Beatrice riconosce la sapienza perché è dispensatrice di sapienza, ma anche salvezza dell’animo, come donna dello Stilnovo. Dante si sente come un uomo che sta perdendo la cognizione del tempo, quando sta cadendo nel sonno, perché dice be e ice. 
16-39: all’incertezza di Dante corrisponde la decisione di Beatrice, che rappresenta la fortezza e trasmette questa forza di anima beata con la luce della risata, che vale più di qualsiasi parola.


Basta che Beatrice guardi Dante per un attimo che il Dante pellegrino sente questo sguardo come uno strumento benefico di beatitudine, il sorriso è lo strumento di ineffabilità e di iperbole elogiativa di Dante per Beatrice. Beatrice parla con onniscienza e impossibilità di errore, perché legge nella mente di Dante i suoi dubbi e nella mente di Dio le risposte.
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