Cicerone, De Natura deorum: Libro 01; 51-55

Cicerone, De Natura deorum: Libro 01; 51-55

Latino: dall'autore Cicerone, opera De Natura deorum parte Libro 01; 51-55

LI Ut vero perpetuus mundi esset ornatus, magna adhibita cura est a providentia deorum, ut semper essent et bestiarum genera et arborum omniumque rerum, quae a terra stirpibus continerentur; quae quidem omnia eam vim seminis habent in se, ut ex uno plura generentur LI Per assicurare eterna bellezza allordine del cosmo la provvidenza divina si è attivamente preoccupata di perpetuare le varie specie di animali, delle piante e di tutte le creature di cui la terra trattiene le radici; queste ultime posseggono tutte, racchiusa nel loro seme, la capacità di generare ciascuna una pluralità di individui
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Idque semen inclusum est in intuma parte earum bacarum, quae ex quaque stirpe funduntur, isdemque seminibus et homines adfatim vescuntur et terrae eiusdem generis stirpium renovatione complentur E questo seme è a sua volta custodito nella parte più interna di quelle bacche che vengono prodotte a profusione e che servono ad un tempo a nutrire in gran copia gli uomini e a riempire la terra di consimile vegetazione
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[128] Quid loquar, quanta ratio in bestiis ad perpetuam conservationem earum generis appareat [128] E che dire poi della studiata predisposizione di ogni animale a perpetuare la propria specie
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Nam primum aliae mares, aliae feminae sunt, quod perpetuitatis causa machinata natura est, deinde partes corporis et ad procreandum et ad concipiendum aptissimae, et in mari et in femina commiscendorum corporum mirae libidines; cum autem in locis semen insedit, rapit omnem fere cibum ad sese eoque saeptum fingit animal; quod cum ex utero elapsum excidit, in iis animantibus, quae lacte aluntur, omnis fere cibus matrum lactescere incipit, eaque, quae paulo ante nata sunt, sine magistro duce natura mammas adpetunt earumque ubertate saturantur Innanzitutto ci sono alcuni di genere maschile, altri di genere femminile, che null'altro è se non un espediente creato dalla natura proprio per assicurare tale Perpetuazione, e determinate parti del corpo sono state appositamente predisposte per la generazione ed il concepimento e che sia nel maschio sia nella femmina c'è l'irresistibile tendenza al congiungimento dei corpi; una volta poi che il seme ha raggiunto la sua sede naturale chiama a sé quasi tutto il cibo e stipandolo tutto attorno crea il nuovo essere; quando questo si libera ed esce dal grembo materno quasi tutto il cibo ingerito dalla madre -intendo qui riferirmi all'ordine dei mammiferi - incomincia a trasformarsi in latte ed i piccoli neonati senza che alcuno intervenga ad istruirli, per solo istinto naturale, si attaccano alle mammelle e ne succhiano abbondante nutrimento
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Atque ut intellegamus nihil horum esse fortuitum et haec omnia esse opera providae sollertisque naturae, quae multiplices fetus procreant, ut sues, ut canes, iis mammarum data est multitudo, quas easdem paucas habent eae bestiae, quae pauca gignunt A provare che in ciò non v'è nulla di fortuito, ma tutto è opera di una provvida ed industre natura basti la constatazione che animali molto prolifici, come cani e maiali, risultano dotati di un gran numero di mammelle mentre molto inferiore ne è il numero in quegli animali che generano solo qualche piccolo alla volta
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[129] Quid dicam, quantus amor bestiarum sit in educandis custodiendisque is, quae procreaverunt, usque ad eum finem, dum possint se ipsa defendere [129]E non parliamo poi dell'amore con cui le bestie allevano e custodiscono le loro creature fino al momento in cui siano in grado di difendersi da sole
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Etsi pisces, ut aiunt, ova cum genuerunt, relinquunt, facile enim illa aqua et sustinentur et fetum fundunt Soltanto dei pesci si dice che abbandonino le uova una volta deposte: ma in questo caso c'è l'acqua a sostenere le uova e a facilitare l'uscita dei piccoli
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XLII Testudines autem et crocodilos dicunt, cum in terra partum ediderint, obruere ova, deinde discedere: ita et nascuntur et educantur ipsa per sese LII Delle testuggini e dei coccodrilli si dice che seppelliscano le uova non appena deposte sulla terra per subito allontanarsene sì che i piccoli nascono e si nutrono per proprio conto
Iam gallinae avesque reliquae et quietum requirunt ad pariendum locum et cubilia sibi nidosque construunt eosque quam possunt mollissume substernunt, ut quam facillume ova serventur; e quibus pullos cum excuderunt, ita tuentur, ut et pinnis foveant, ne frigore laedantur, et, si est calor a sole, se opponant; cum autem pulli pinnulis uti possunt, tum volatus eorum matres prosequuntur, reliqua cura liberantur Quanto alle galline ed agli altri uccelli cercano, per generare, un luogo tranquillo, si costruiscono un nido come dimora e si sforzano di renderlo soffice quanto più possibile per preservare nel miglior modo le uova; usciti che siano i piccoli dal guscio se ne prendono cura riscaldandoli con le loro ali perché non abbiano a patire il freddo e facendo scudo col loro corpo se il calore solare è eccessivo; quando giunge il momento in cui sono in grado di fare uso delle loro alucce le madri ne accompagnano il volo e si liberano così di ogni residua preoccupazione
[130] Accedit etiam ad nonnullorum animantium et earum rerum, quas terra gignit, conservationem et salutem hominum etiam sollertia et diligentia [130] Alla conservazione e preservazione di taluni animali e di talune piante contribuisce anche l'attiva cura dell'uomo
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