Vitruvio, De Architectura: Libro 02, 01, 1.9

Vitruvio, De Architectura: Libro 02, 01, 1.9

Latino: dall'autore Vitruvio, opera De Architectura parte Libro 02, 01, 1.9

Caput Primum [1] Homines vetere more ut ferae in silvis et speluncis et nemoribus nascebantur ciboque agresti vescendo vitam exigebant Capitolo primo [1] Nell'antica consuetudine gli uomini nascevano come le bestie nelle selve e nelle grotte e nei boschi e trascorrevano la vita col cibo dei campi raccolto
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Interea quondam in loco ab tempestatibus et ventis densae crebritatibus arbores agitatae et inter se terentes ramos ignem excitaverunt, et eius flamma vehementi perterriti, qui circa eum locum fuerunt, sunt fugati Intanto in qualche luogo i folti alberi agitati dalle tempeste e dai venti frequenti suscitarono il fuoco sfregando i rami fra loro, e atterriti dalla sua fiamma violenta, quelli che si erano trovati presso quel luogo, furono messi in fuga
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Postea re quieta propius accedentes cum animadvertissent commoditatem esse magnam corporibus ad ignis teporem, ligna adicientes et id conservantes alios adducebant et nutu monstrantes ostendebant, quas haberent ex eo utilitates Poi calmatasi la situazione accostandosi più vicino avendo visto che al tepore del fuoco c'era un grande vantaggio per i corpi, accumulando legna e mantenendolo conducevano altri e indicando con un cenno mostravano, i vantaggi che ricavavano da esso
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In eo hominum congressu cum profundebantur aliter e spiritu voces, cotidiana consuetudine vocabula, ut optigerant, constituerunt, deinde significando res saepius in usu ex eventu fari fortuito coeperunt et ita sermones inter se procreaverunt In questo raduno di uomini poiché venivano emessi suoni diversamente dal respiro, formarono parole di uso quotidiano, come erano capitate, poi con l'indicare le cose più spesso in uso da un evento casuale cominciarono a parlare e così fecero discorsi fra loro
[2] Ergo cum propter ignis inventionem conventus initio apud homines et concilium et convictus esset natus, et in unum locum plures convenirent habentes ab natura praemium praeter reliqua animalia, ut non proni sed erecti ambularent mundique et astrorum magnificentiam aspicerent, item manibus et articulis quam vellent rem faciliter tractarent, coeperunt in eo coetu alii de fronde facere tecta, alii speluncas fodere sub montibus, nonnulli hirundinum nidos et aedificationes earum imitantes de luto et virgulis facere loca quae subirent [2] Quindi essendo nato grazie alla scoperta del fuoco l'inizio dell'aggregazione presso gli uomini e il riunirsi e la convivenza, e radunandosi numerosi in un solo luogo avendo dalla natura il pregio rispetto gli altri animali, che non camminavano chini ma eretti e guardavano la bellezza del mondo e degli astri, maneggiavano anche facilmente con le mani e le articolazioni ciò che volevano, in questo contesto alcuni cominciarono a fare tetti con la fronda, altri a scavare caverne sotto i monti, alcuni imitando i nidi delle rondini e le loro costruzioni di fango e a fare con i ramoscelli luoghi che riparassero
Tunc observantes aliena tecta et adicientes suis cogitationibus res novas, efficiebant in dies meliora genera casarum Allora osservando le altrui costruzioni ed aggiungendo cose nuove alle loro conoscenze, rendevano migliori di giorno in giorno i tipi delle abitazioni
[3] Cum essent autem homines imitabili docilique natura, cotidie inventionibus gloriantes alios alii ostendebant aedificiorum effectus, et ita exercentes ingenia certationibus in dies melioribus iudiciis efficiebantur [3] Essendo poi gli uomini di natura propensa e docile, ogni giorno vantandosi per le invenzioni mostravano gli uni agli altri i risultati delle costruzioni, e così esercitandosi gli ingegni venivano stimolati di giorno in giorno in gare con tecniche migliori
Primumque furcis erectis et virgulis interpositis luto parietes texerunt E dapprima eretti sostegni a forca ed interposti ramoscelli costruirono pareti col fango
Alii luteas glaebas arefacientes struebant parietes, materia eos iugmentantes, vitandoque imbres et aestus tegebant harundinibus et fronde Altri seccando zolle argillose costruivano pareti, rinforzandole col legno, e per evitare piogge e caldo ricoprivano con canne e fronda
Posteaquam per hibernas tempestates tecta non potuerunt imbres sustinere, fastigia facientes, luto inducto proclinatis tectis, stillicidia deducebant Dopo che i tetti non poterono reggere le piogge durante le tempeste invernali, costruendo le pendenze, messo il fango sui tetti inclinati, ricavavano i deflussi
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