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Torquato Tasso, riassunto: vita, opere e pensiero

Torquato Tasso, riassunto: vita, opere e pensiero

nasce a Sorrento nel 1544, appena un anno prima dell’indizione del Concilio di Trento, i cui effetti condizioneranno la sua intera esistenza e la sua produzione letteraria

La sua formazione, infatti, è affidata ai gesuiti, che ormai avevano monopolizzato la formazione dei giovani europei. Tra le sue esperienze di vita vediamo quella decisiva della corte Estense di Luigi II d’Este, dove continua il già abbozzato “Goffredo”, che sarà completato un decennio dopo. Il suo periodo di serenità vedrà la sua assunzione alla corte di Alfonso II di Ferrara, a cui nel 1575 declamerà e dedicherà il poema. Da questo momento in poi, però, inizierà il periodo sofferto del poeta, che andrà degenerando: si auto consegnerà nelle mani dell’Inquisizione, per essere assolto. Sarà rinchiuso nell’Ospedale di San Francesco, da dove evaderà, e poi nell’Ospedale di Sant’Anna.
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Durante la prigionia, saranno pubblicate molte copie non autorizzate del poema, che vedrà rivisto senza riscuotere alcun successo. Muore nel 1595.
Tra le sue opere più famose ci sono Le Rime, Aminta, Rinaldo, e la celeberrima Gerusalemme Liberata.
Tasso è uno dei seguaci del petrarchismo, ma egli introduce un qualcosa di nuovo nell’analisi psicologica interiore: la ricerca disperata del consenso. Questo carattere della sua poetica viene enfatizzato in tutti i modi, dalle continue revisioni alle richieste di critica dei suoi contemporanei. L’interiorità lirica petrarchesca viene ampliata e distorta in un vortice di intimità che si oppone fermamente all’imposizione di un’oggettività universale di stampo classico. La cultura di questo periodo, fortemente soggiogata dalla Controriforma, è un risultato postumo del rinascimento, che vede la sua crisi in una distorsione dell’equilibrio umanista. La nuova figura dell’intellettuale non è più il gentiluomo di corte, ma il prudente segretario del signore, costretto alla staticità della società. Tasso sente particolarmente questo distacco, a causa del padre, intellettuale di corte.
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Stile. Lo stile di Tasso presenta caratteri tardo-rinascimentali e barocchi, di ispirazione classica nella forma e nella ricerca di una misura, senza però riuscirvi. È uno dei caratteri principali del manierismo, la trasgressione delle regole di ordine e misura. Il poeta cerca sempre una sobria raffinatezza, una ricercatezza semplice, un connubio tra tradizione classica e nuove esigenze cristiane. La poetica di Torquato Tasso viene spesso definita “bifrontista”, un termine che indica il gioco di contrasti, simmetrici e speculari. Questo tratto è predominante sotto tutti gli aspetti: quello sintattico, quello retorico, quello linguistico e tematico.
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Per quanto riguarda quello sintattico e retorico, il poeta è solito utilizzare figure di stile e di significato che sottolineano il contrapporsi di due idee contrastanti. Parliamo dei chiasmi, delle perifrasi, degli ossimori, delle sinestesie, dei parallelismi. In quanto al registro linguistico, il contrasto si configura con l’utilizzo di due registri linguistici pressoché opposti, quello lirico e quello epico. Il registro lirico sottolinea la componente intima, dell’analisi psicologica; quello epico enfatizza l’eroismo, l’universale, la grandezza delle gesta.

 
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