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Seneca, Naturales Quaestiones: Libro 07; 21-25, pag 2

Seneca, Naturales Quaestiones: Libro 07; 21-25

Latino: dall'autore Seneca, opera Naturales Quaestiones parte Libro 07; 21-25

Primum, quaecumque aer creat, brevia sunt: nascuntur enim in re fugaci et mutabili Innanzitutto, tutti i fenomeni provocati dallaria hanno una breve durata, perché si generano in un elemento che fugge via e si trasforma facilmente
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Quomodo potest aliquid in aere idem diu permanere, cum ipse aer numquam idem diu maneat Come può qualcosa rimanere a lungo identico a sé nellaria, quando laria stessa non rimane mai uguale a se stessa a lungo
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Fluit semper, et brevis illi quies est; intra exiguum momentum in alium quam in quo fuerat statum vertitur, nunc pluvius, nunc serenus, nunc inter utrumque varius Essa scorre con costanza e si riposa soltanto per poco; è sufficiente un istante perché passi a uno stato diverso dal precedente, ora piovosa, ora serena, ora variabile
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Nubes, quae illi familiarissimae sunt, in quas coit et ex quibus solvitur, modo congregantur, modo digeruntur, numquam immotae iacent Le nuvole, che le sono associate strettamente, in cui si condensa e dalle quali si scioglie, ora si ammassano, ora si disperdono, non stanno mai ferme
Fieri non potest ut ignis certus in corpore vago sedeat et tam pertinaciter haereat quam quem natura, ne umquam excuteretur, aptavit Non può succedere che un fuoco resti fisso in un corpo instabile e vi aderisca così tenacemente come quello che la natura ha disposto affinché non fosse mai scosso via
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[22,2] Deinde, si alimento suc, haereret, semper descenderet (eo enim crassior est aer quo terris propior): numquam cometes in imum usque demittitur neque appropinquat solo [22,2] Inoltre, se la cometa restasse attaccata al suo nutrimento, scenderebbe sempre ( laria, infatti, è tanto più densa quanto più è vicina alla terra): la cometa, al contrario, non scende mai fino agli strati più bassi dellatmosfera e non si avvicina al suolo
[23,1] Etiamnunc ignis aut it quo illum natura sua ducit, id est sursum, aut eo quo trahit materia cui adhaesit et quam depascitur: nullis ignibus ordinariis et caelestibus iter flexum est; sideris proprium est ducere orbem: atqui hoc an cometae alii fecerint nescio, duo nostra aetate fecerunt [23,1] E ancora, il fuoco o si dirige là dove lo porta la sua natura, cioè verso lalto o là dove lo attrae la materia a cui si è attaccato e di cui si alimenta: nessuno dei fuochi normali che compaiono in cielo possiede una traiettoria curvilinea; è una caratteristica appartenente ai pianeti quella di descrivere unorbita: se poi labbiano fatto anche altre comete, non lo so, ma le due comparse al nostro tempo lhanno fatto
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[23,2] Deinde omne quod causa temporalis accendit cito intercidit: sic faces ardent, dum transeunt, sic fulmina in unum valent ictum, sic quae transversae dicuntur stellae et cadentes praeteruolant et secant aera: nullis ignibus nisi in suo mora est, illis dico divinis quos habet mundus aeternos, quia partes eius sunt et opera [23,2] E inoltre tutto ciò che è acceso da un motivo temporaneo si estingue con rapidità: così le fiaccole ardono soltanto finché attraversano il cielo, così i fulmini possiedono una forza per un solo colpo, così le stelle dette trasversali e cadenti attraversano repentinamente il cielo tagliando laria: nessun fuoco persiste se non vive nel suo elemento e mi riferisco a quei fuochi divini che luniverso possiede eternamente, perché essi ne fanno parte e ne sono opere
Hi autem agunt aliquid et vadunt et tenorem suum servant paresque sunt Le comete agiscono e si muovono e continuano il loro tragitto regolare e sono sempre uguali
Non alternis diebus maiores minoresue fierent, si ignis esset collecticius et ex aliqua causa repentinus Non diventerebbero più grandi o più piccole, se il loro fuoco fosse un aggregato accidentale e prodotto da una qualche causa repentina
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