Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXIII

Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXIII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia XXIII

CVI fugienda fuit indocti semita vulgi, ipsa petita lacu nunc mihi dulcis aqua est Per chi il sentiero del popolo ignorante fu da evitare, ora per me la stessa acqua attinta da un lago è dolce
ingenuus quisquam alterius dat munera servo, ut promissa suae verba ferat dominae Un ingenuo dà i doni al servo di un altro, affinché porti le parole promesse alla sua donna
et quaerit totiens 'Quaenam nunc porticus illam integit E chiede tante volte "Ora quale portico la ripara
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXXIV

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia XXXIV

' [5] et 'Campo quomovet illa pedes " [5] e "In quale campo lei muove i piedi
' deinde, ubi pertuleris, quos dicit fama labores Herculis, ut scribat 'Muneris ecquid habes " Poi, quando avrai sopportato le fatiche di ercole che la fama racconta, affinché scriva " Hai qualcosa in regalo
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia III

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia III

' cernere uti possis vultum custodis amari, captus et immunda saepe latere casa " così che tu possa vedere il volto del cattivo custode, e catturato nasconderti spesso in una casa immonda
[10] quam care semel in toto nox vertitur anno [10] A che caro prezzo si muove la notte una volta sola in tutto l'anno
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia IV

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro IV, Elegia IV

a pereant, si quos ianua clausa iuvat Ah, periscano, se una porta chiusa piace a qualcuno
contra, reiecto quae libera vadit amictu, custodum et nullo saepta timore, placet; cui saepe immundo Sacra conteritur Via socco,[15] nec sinit esse moram, si quis adire velit; differet haec numquam, nec poscet garrula, quod astrictus ploret saepe dedisse pater, nec dicet ' Timeo, propera iam surgere, quaeso: infelix, hodie vir mihi rure venit Al contrario, colei che va libera dopo aver tolto il mantello,non trattenuta da alcun timore dei custodi, piace; per costei spesso la Via Sacra è attraversata dallo zoccolo osceno, [15] né permette che ci sia indugio, se qualcuno voglia partecipare; non rimanderà mai queste cose, né chiederà loquace, ciò che il padre avaro rimpianga spesso di aver dato, né dirà "Timeo, affrettati già ad alzarti, ti prego: o infelice, oggi mio marito torna dalla campagna"
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia I

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro IV, Elegia I

'[20] et quas Euphrates et quas mihi misit Orontes, me iuerint: nolim furta pudica tori; libertas quoniam nulli iam restat amanti: nullus liber erit, si quis amare volet [20] E quelle che mi manda l'Eufrate e quelle che mi manda l'Oronte, mi piaceranno: che io non voglia cose rubate nel letto onorato; poiché ormai a nessun amante resta la libertà: nessuno sarà libero, se qualcuno vorrà amare
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