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Orazio, Satire: Libro 01, Satira 1, pag 4

Orazio, Satire: Libro 01, Satira 1

Latino: dall'autore Orazio, opera Satire parte Libro 01, Satira 1

non uxor salvum te volt, non filius; omnes vicini oderunt, noti, pueri atque puellae Neanche la moglie ti vuole salvo, neanche il figlio; tutti ti odiano, vicini, conoscenti, ragazzi e ragazze
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[85] miraris, cum tu argento post omnia ponas, si nemo praestet, quem non merearis, amorem [85] ti meravigli, dal momento che anteponi il denaro davanti a tutto, se nessuno ti offre quell'affetto che non meriti
an si cognatos, nullo natura labore quos tibi dat, retinere velis servareque amicos, infelix operam perdas, ut siquis asellum [90] in campo doceat parentem currere frenis Se volessi ritenere e conservare amici i parenti che senza nessuna fatica la natura ti ha dato, perderesti da infelice il lavoro, come se qualcuno [90] ammaestrasse un asino a correre in pista obbediente alle redini
denique sit finis quaerendi, cumque habeas plus, pauperiem metuas minus et finire laborem incipias, parto quod avebas, ne facias quod Ummidius quidam; non longa est fabula: dives [95] ut metiretur nummos, ita sordidus, ut se non umquam servo melius vestiret, ad usque supremum tempus, ne se penuria victus opprimeret, metuebat at hunc liberta securi divisit medium, fortissima Tyndaridarum[100]'quid mi igitur suades Dunque ci sia la fine del richiedere, e comunque più hai, meno devi temere la povertà e comincia a ridurre la fatica, con il guadagno che desideravi, affinché tu non faccia come quel tale Numidio; la storia non è lunga: ricco [95] così da contare i denari, così avaro che non si vestiva mai meglio di un servo; fino all'ultimo momento, ebbe timore di morire vinto dalla mancanza di cibo e una liberta, la più coraggiosa delle Tindaridi, [100] lo divise in due con una scure; Che mi consigli dunque
ut vivam Naevius aut sic ut Nomentanus Di vivere come Nevio o come Nomentano
' pergis pugnantia secum frontibus adversis conponere: non ego avarum cum veto te, fieri vappam iubeo ac nebulonem: est inter Tanain quiddam socerumque Viselli: [105] est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum continui a confrontare cose opposte fra loro, inconciliabili: quando ti raccomando di non essere avaro,non suggerisco di diventare prodigo e ozioso: c'è un qualcosa tra Tanai e il suocero Visellio; [105] c'è una misura nelle cose, ci sono pure dei limiti precisi, che contengono il giusto, non al di là o al di qua
illuc, unde abii, redeo, qui nemo, ut avarus, se probet ac potius laudet diversa sequentis, quodque aliena capella gerat distentius uber,[110] tabescat neque se maiori pauperiorum turbae conparet, hunc atque hunc superare laboret Torno là da dove partii, cioè nessuno, come l'avaro sia contento di sé e lodi piuttosto chi segue strade diverse [110] e si strugge per il fatto che la capra degli altri porti la mammella più gonfia né si paragona alla folla più grande dei poveri, si affatica per superare questo e quello
sic festinanti semper locupletior obstat, ut, cum carceribus missos rapit ungula currus, instat equis auriga suos vincentibus, illum  [115] praeteritum temnens extremos inter euntem Così davanti a chi corre sta sempre uno più ricco, come quando lo zoccolo trascina i carri lasciati liberi dalle sbarre, [115] l'auriga spinge i suoi verso i cavalli che precedono, disprezzando quello che ha sorpassato che procede tra gli ultimi
inde fit, ut raro, qui se vixisse beatum dicat et exacto contentus tempore vita cedat uti conviva satur, reperire queamus iam satis est Perciò capita, di rado, che potremmo trovare chi dica di essere vissuto felice e terminato il tempo si allontani dalla vita contento come il convitato sazio
ne me Crispini scrinia lippi[120] conpilasse putes, verbum non amplius addam [120] E' già abbastanza Affinché non pensi che io abbia vuotato i cassetti del cisposo Crispino, non aggiungerò un'altra parola
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