Nietzsche: contesto storico e politico, la vita

Nietzsche: contesto storico e politico, la vita

A Basilea, nelle zone tedesche, viene pubblicato il primo libro significativo di Nietzsche, “La Nascita della Tragedia”

È un’opera giovanile ma ha il pregio di portare le tesi che Nietzsche svilupperà nei testi successivi.
Non è un filosofo ma un filologo, uno studioso di letteratura particolarmente interessato al mondo greco.
L’università di Basilea offre al giovane Nietzsche (1869 - 25 anni) la possibilità di insegnare, studia filosofia per piacere personale, soprattutto la filosofia antica, ma anche il testo di Schopenhauer lo condiziona molto.


Frequenta Wagner, non notissimo in Germania, da cui trae discussioni di carattere artistico.
La pubblicazione non ha molto successo, criticata da filosofi e filologi perché considerata un miscuglio tra le 2 discipline.
Il lavoro è reso difficoltoso da condizioni di salute instabili, nel 1879 abbandona l’università e ottiene la pensione, ha più tempo per le sue riflessioni.
Mentre risiede a Torino in un momento di follia si getta al collo di un cavallo per proteggerlo dalle frustate.
1889 deve essere ricoverato in una clinica psichiatrica fino alla morte nel 1900.


Alcuni hanno interpretato i testi in base alla sua condizione psichica ma questa critica non può toccare quello del 1872.
Nietzsche è spesso accostato al nazismo ma non è mai entrato in contatto con questa corrente di pensiero, il legame è costruito da Elisabeth, la sorella, la quale prende tutti i suoi appunti e li rimette insieme per costruire un ultimo libro, “Volontà di Potenza”, utilizzato in seguito a sostegno della propaganda nazista.


L’arte greca è il segno tangibile di un popolo che ha trovato la sua pace e tranquillità: proporzione, ordine.
La tragedia nasce dalle feste date in onore del dio Dioniso, feste in cui gli individui cantano, ballano, perdono la propria identità sotto gli effetti del vino, in coesione con il senso della bellezza e della limpidezza del dio Apollo.
Nietzsche attribuisce a Sofocle il primato come tragediografo, nell’Edipo Re si può ritrovare una visione della vita reale.
Euripide è un grande tragediografo ma non può raggiungere il livello di Sofocle, siamo già in decadenza perché aveva brutte frequentazioni e si faceva attirare da delle amicizie che gli impedivano di sviluppare le sue opere (Socrate).
Nietzsche sostiene che l’incontro tra il filosofo e l’artista abbia fatto degenerare l’opera tragica perché Socrate in ultima analisi è un ottimista mentre la tragedia è pessimista.


La tragedia mostra la situazione dell’uomo nel mondo, benché ognuno pensi di essere padrone della propria vita, di avere la facoltà di governarla razionalmente, in realtà è solo illusione, ci troviamo dentro forze più grandi di noi.
È una battaglia epocale tra due modi di intendere l’esistenza, il modo tragico dove l’assurdità, il caos, il disordine, il dolore, Dioniso sono elementi fondamentali, e il modo proposto da Socrate, razionale, ordinato, chiarificatore rappresentato da apollo.

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